le mie poesie 2


Poesie di Felice Serino (2)


IL CIELO E' TERSO

la coda dell'occhio il gesto
come a voler scacciare una mosca
ed è un fuoristrada
a investirmi alle spalle

entra la luce
il cielo è terso – mi dò
il buongiorno

mi risponde a breve
il borbottio della moka

58
IL GRIDO CHE SALE

era forse quell'embolo
ad allagare di visioni la mente
tutto quel rosso
come un mare di sangue

e il grido a salire
dalla vertigine del sogno-e se sogno non era?

trovarsi diviso
tra reale e irreale –
nelle vene del buio una danza
di folletti

59
IL GUARDIANO DEL FARO

sembra toccare il cielo
attraverso la grande vetrata

gli fa visita il gabbiano
unico amico
al crepuscolo alla stessa ora
nel becco l'argentea preda

l'uomo del faro:
non uno stravedere
come il ragazzo l' ha sempre sognato
tra spume d' onde e uccelli marini

altro è
questo solitario
leggendo nel profondo:

senza amici per poter
chiacchierare: una ferita
la perdita della compagna
morta qualche anno prima di parto

la sua Nina

ora gli pare di vederla
tra le ombre della sera quando
si accendono le stelle

60
IL NOSTROMO

narrava dei suoi viaggi
-il mare a cullarne le memorie-
i porti toccati e lasciati
Oslo Amsterdam
le taverne ove non mancavano
scazzottate come nei film

le volte ch' era cielo di tempesta
con gigantesche creste d'onde
-negli occhi gli si leggeva
raccontando
che bastava un niente a morire

avvolti dal fumo
della sua pipa di schiuma
noi ragazzi ne eravamo rapiti
-ci passavano nello sguardo velieri lontani

Jim il nostromo egli era
per il borgo natio
-occhi di cielo e cuore
grande come il mare

61
IL RIFLESSO

m'abbaglia l'accecante
riflesso d'un lunotto

tengo la strada – poi
il tunnel mi da pace

e m'acquieto con le note
di stardust

esco nella luce come destato
dal sonno della morte

62
IL SANGUE SULLE PIETRE

baluginio d'albe su vuoti
orizzonti – sale

la luce sui nomi perduti

filo spinato
taglia la memoria insonne

inani fughe

ancora grida il sangue
sulle pietre

63

IMPOSSIBILI APPRODI

-orza alla banda!-la faccia cotta dal sole
il marinaio
tende a quegli approdi impossibili
apparsi solo nel sogno

la terra è ancora lontana

facile perdere
la rotta fare naufragio

se non "credi" senza vedere

64
IN TRENO

lei immersa nelle righe
nere mentre il paesaggio
-alberi case- fuggiva

sbirciavo il titolo
era in inglese – un
mattone a vederlo

distolse altera lo sguardo
lei biondo- platino e sola

conciliava un sonnellino
ora il monotono
sferragliare

65

IN UNA GOCCIA DI LUCE

s'arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un'acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all'Immenso
allora non sarò più
quell'Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d'amore
in una goccia di luce

66
IPOTESI DELL'IMPOSSIBILE

combatti contro i mulini
a vento delle ipotesi
ti vedi quel filo d'aquilone
tenuto da un bambino e
toccare il suo cuore e il cielo

o quel bimbo ti vedi
tenuto dal genitore per mano

o ancora -tra fremiti d'ombre-
quel figlio prodigo
che ti torna in sogno: che anni
scavalca a ritroso

per chiedere perdono
al padre sul letto di morte

67

ISOLE 2

s'aggrovigliano mai combaciano
come i fili d'una ragnatela
in composizioni improbabili
tramate forse nei sogni

in un alone di luna evocano i morti
fan gesti propiziatori

sono intrecci di mani di sguardi

anime che si cercano

68
L'ESSENZIALE

arrivare all'essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta – un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)

così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all'Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto
famelico –
quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra

69
L'OMBRA

negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce – se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?

pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà

che estinta con l'ultima sua luce
rientrerà nel corpo- contenitore
unificata con la terra – senza un grido
tutt'uno con la morte –
senza perché – solo ombra

70

LA BELLEZZA DELL'ANGELO

con l'avanzare degli anni
senti sempre più il distacco da tutto – ogni
cosa ti lasci scivolare addosso
-come il sogno ch'è a svanire

oggi preghi lo Spirito del cielo
ti faccia luce:
ti mostri l'azzurro sentiero

per la bellezza dell'angelo

71
LA DOMANDA DEL SANGUE

sordi alla domanda del sangue
noi
sotto un cielo bianco di silenzi

le parole rimaste in gola
cadono
come un infrangersi di cristalli

in nostra vece
sentiremo forse gridare
le pietre

72
LA LUCE ESSENZIALE

punti all' esteriore
e non alle cose del cuore?

vedi: non ha consistenza quanto
non nasca da radice
del sangue o semmai sopravviva
di effimero lucore

essenziale quella luce
ch' è la bellezza della rosa
immortale
palpitante tra le mani

73

LA LUNA DEI POETI

ho la luna dei poeti
-pesci sull' imum coeli-

scivola
la barca della passione
verso terre di mistero

pesco sogni di ragno
nell' intreccio di parole
nate sulla bocca dell' alba

mentre
uno sbuffo di vento
porta afflati d' amore

74
LA MANO DISEGNA NELL'ARIA

la mano disegna nell'aria
il suo profilo indugia
su bocca naso e occhi

la mano della mente ben conosce

quei dettagli come la madre
che l' ha generata – Nina stella
del cielo che mi cammina nei sogni

ora sono aghi

che trafiggono
nell' accendersi nel sangue
la mai sopita passione

mentre la mente disegna

dove fermenta il cuore


75

LA MUSA LATITANTE

dalle vene del buio

-dove a raccoglierti
vuol chinarsi l'amore-

defluisce arido sangue

stai come

quel gabbiano dall'ala spezzata

che non sorvolerà il suo mare

76

LA PAROLA NUDA

mi seduce la parola enfatica

-sia d'amore o quella che
(d) enuncia

che s'attorce al cuore in un nodo

di passione

parola

nuda come la verità – mio faro

brilla

nel buio come stella
di fuoco

e non la puoi estinguere

77

LA PASSERA

 memore della bella accoglienza

me la trovo sul davanzale ogni mattina

per "condividere" la colazione

è d'un piumaggio lucido e vellutato

l'ho chiamata "nerina"

sempre puntuale

precisa come un orologio svizzero

chissà mi chiedo

chi troverà ad accoglierla quando
anch'io avrò messo "un paio d' ali"


78

 LA PISTA DEL SANGUE

sconvolgere i cieli

vorresti?
rapportare il mondo
con l' asettico tuo doppio?

chi vuoi che spezzi

per te una lancia
se vai col lupo
seguendo la pista del sangue

in modo sistematico

vedrai crescere detrattori
a stigmatizzare le tue fisime

uomo di cartone

79

LA STANZA DEL CUORE

 custodirvi l'essenza

primaria –
il suo fiato il suo mistero

è creativa la stanza del cuore:

la vedi tappezzata
dalla immensa pagina del mare

dove scrivere i sogni

con l'inchiostro della notte

vi respirano sinergie d'altre

dimensioni


80

LA STANZA VIOLA


la stanza viola della mente
veste l'anima
del quadro in cui ti perdi

dalla tela vedi crearsi
iridescenze -e il sangue
si spande nei colori-presenze
daliniane
erompono dal sogno

81

LA VERITA' E' UN LUSSO

la verità è un lusso dice quel padre
che non ha ottenuto giustizia dopo anni
per il figlio falciato in una rapina
trovatosi per caso lì in quel frangente

dice -un sasso sul cuore-: forse
è di un altro mondo la verità
-tutto come sempre
insabbiato prescritto

nessuno sa –
e sulle coscienze crescono peli

82
LA VITA INFINITA

con l'avvicendarsi degli anni
si risvegliava in te il bambino
negli ultimi tempi
c'era sempre lei a rifarti
il letto a tagliarti la carne
il tuo angelo
premuroso
che non ti perdeva di vista un momento

eri un omone- bambinone
te ne sei andato troppo presto
quel giorno vedevo al tuo capezzale
nei tuoi occhi cerulei veleggiare
la vita infinita

83
LA VITA INTERIORE

dirla "potenziale" questa mente
fin quando non sarà espansa
e unificata nella primaria
originedi sogni e di pene
-scritte su cieli di carta-
e di effimere gioie
come la felicità che sempre sfugge

lei si nutre

abbeverando del sangue
della passione
la vita interiore

84
LACERAZIONE 

ragazzi strafatti
che han preso la china d'una vita
contromano

ragazzi che s' attraggono
e vivono come se
non vivessero

invecchiano dentro gli specchi o da
hikikomori

abita il loro sangue una notte che
si lacera all' infinito-le famiglie:
da raccoglierne i pezzi

ragazzi che bruciano
bruciano come candele

85

LATITANTE LA MUSA

sillabe cadute dagli occhi
l'ingoio di stelle a svanire

"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":

questo
salvi dal tuo dormiveglia – relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico

tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole – latitante
la musa

86
LE SFIORITE RIVE DEL CUORE

le sfiorite rive
del cuore e la verde
età fuggitiva

ahi i segnacci
rossi sui quaderni

-simboleggianti nell'inconscio
gli errori adulti che
ti segnano la vita

e in lampi di ricordi
quella corsa
dei grembiuli come ali

in voli bianchi verso
casa

87

LE VOCI REMOTE

un'accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare

il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante

88
LEI DALLE SNELLE CAVIGLIE 

avvenne in me un parapiglia
si sconcertarono i miei neuroni
come lei apparve -il rigoglioso seno e
le giunoniche forme- nel suo incedere al
Valentino

ogni tanto in sogno rivive
evanescente figura

inarrivabile
lungo la coda dell'occhio
lei dalle snelle caviglie

89

LO SGUARDO VELATO

dò i miei "occhi" a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d'intenerimento

la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato

ora come allora

quando
"morte ti colse fior
di giovinezza" scrivevo
ventenne o giù di lì

-ah ridicolaggini

90
LUCE COSMICA

il suo sguardo benevolo che
abbozza un sorriso lieve
dalla vetrata della cattedrale
illuminata lassùmi ricorda l'angelo
sulla volta del soffitto
quando da bambino ero
cagionevole e a letto

oggi
mi sorprende un moto
di commozione

nel dilatarsi il cuore
in una luce cosmica

91
L'ESSERE-PENSIERO

l' angelo o essenza
primeva
in veste d'apparire

in amore converte
il suo fuoco ancestrale

è ubiquità ed ali l'angelo
o essere- pensiero

astronave di luce che
circumnaviga cieli interiori

92
L'AFFLATO

si leva
da un' alba rossa di passione
l' afflato del cuore

quasi ad alleviare
-volo lieve di farfalla-
le brutture del mondo

asimmetriche tracce
lascia la poesia ch' esprime
l' angelo- farfalla

93
L'ALBERO

di Te
il dito
la saliva il fiato:

ri- fiorire vita
in cuore disabitato

e gli esecrandi
crimini? non
ricordi

dal sacrificio estremo
l'Albero
di sangue
si è ingemmato

sopra uno
sconquasso di secoli

94
L'AMORE E' UN VOLO 

l'amore è un volo
che si stacca dai tuoi tramonti
e lascia una mesta dolcezza

come virgola di fuoco
quel dolore che si ferma negli occhi

sulle ferite -sai-
lavora a tuo favore il tempo

95
L'ANGELO 3

s'inzacchera le ali nella melma
del contingente
minimo sette volte in un giorno

si prende cura come una seconda madre
di chi gli fu affidato alla nascita
dalla Misericordia divina

arcobaleni e nubi son la sua dimora
transitoria

si piega sul tempo umano –
lo senti se ascolti
sostare nel buio delle vene

96
L'ANTAGONISTA

aprii la valigia
era piena di libri e di sogni
di vaghe nuvole e stanche lune

gli chiesi se leggesse poesie
arricciò il naso: -non mi nutro di quella
"manna" il mio cielo è di pietra e
non ne vedi angeli affacciarsi
né madonne-non siamo -noi due-
della stessa razza

io
da opportunista
nello scrigno non porto chimere

97
L'OMBRA (ALTRA VERSIONE)

davanti
dietro di lato s' allunga
si spezza se riflessa

in acqua mutilato corpo
mi ripete
negativo di me profilo
esangue

finché vita
avrà
da estrema obliqua luce

98
L'ORDINE DELLE COSE

nel momento del distacco dirai
forse impropriamente
"è mancato" – invece d' un accorato
"ci abbracceremo nell' altra dimensione"

mancato sì alla scena
del mondo

com' è giusto per l' ordine delle cose
'apparenti'

la stella nana la formica

99
L'ORIGINALE

si perde
armonia nel rifare una nuova
poesia da una datata:
ne risulta un vaso incrinato

allo stesso modo ogni
esemplare è intoccabile:
è dall'origine

della foglia la foglia- madre
come la pensò Iddio –
così la parola
così la natura

toccare i geni è una bestemmia
che sale al Cielo

100

MANIFESTO

ritagliare dai giornali

lettere cubitali

per farne una poesia- manifesto

già vedi uomini- sandwich

popolare le piazze

il rosso grido di denuncia

abbasso x viva y

-sordi i governanti

al lamento dei poveri

vedi: giungerà il momento

in cui

si abbatterà repentino uno

tsunami

a rovesciargli la poltrona

101

MARE D'ERBA

con l' avanzare degli anni

riduci sempre più il percorso

delle tue camminate

giungerà il momento

di affacciarti solo sull' uscio

o dalla finestra vedere l' immensa

distesa di verde e nello

stravedere la scambierai per quel mare

che ti vide nascere

-ti brilleranno gli occhi andando

col pensiero alla fanciullezza gaia

ora quella luce è fuggita

lascerai

impregnato quel mare d'erba

di amori e pene ed eterei voli

102

MARINA

sull'onda bianca della pagina

inavvertita la musa

come un'ala si posa e

si china discreta

a ricreare di palpiti un vago

sentire di mare

103

MEMORIA DI VOLO

memoria di volo

dell' antenascita - quando l' angelo

benigno si piegò

nel vestire la carne

ora nello smarrirsi dei mattini

in un' aria di vetro

da memoria si torna a essere

sogno

a raccontarci è l' infinito

mare

104

MI STRACCERA' UNA MANO

sto incollato

a un muro

vi resterò forse fin quando

m'imbavaglierà una reclame

di nonsoché o forse

mi straccerà una mano ignota

ma sarò ancora la voce

di chi non ha voce

sarò il suo sangue

che urla attraverso

i miei squarci

105

MIMESI 2

mutevolezza come

di nuvole

-parabole

-alchimie del sangue

mimesi icariana

la giovinezza frale

-nei suoi umori

intinta

la penna di Goethe

106

MORTE BIANCA

al paese (le donne avvolte in scialli

si segnano ai lampi)

hanno saputo di Valter

volato

dal traliccio angelo senz'ali

"non venire a mettere

radici -scriveva al fratello-

qui anche tu nella

città di ciminiere e acciaio: qui dove

mangiamo pane e rabbia

dove si vive

in mano a volontà cieche"

107

NEL FIUME DI LUCE

forse

veleggiando nel fiume di luce

anche loro i morti ci sognano

per non annoiarsi

dove cade il giorno

come un vibrare in nudità di sguardi

piegati sul cuore della terra

il loro bianco respiro

108

NELL'UNO

dal Tutto

ritrovarsi nell'uno

a vivere il sogno della carne

il sangue che cavalca il vento dove

crescono i passi

lacerato dalle lancette

d'un orologio interiore

un Lazzaro a sollevarsi da cento morti

109

NELL'ANIMA BAMBINA

come non ricordare il rifugio

del passerotto intirizzito

le mani a giumella e il caldo fiato

o il micino di pochi giorni

lucido di saliva

portato in bocca da mammagatta

come non riconoscere

le tracce lasciate

sul sentiero teatro di giochi

e l'acuto

richiamo della madre

la tavola apparecchiata

inondata da sciabole di sole

immagini vive custodite

nell'anima bambina

che ancora ti chiamano dal buio

fondo degli anni

110

NELL'ARIA VEGETALE

si aprì il mattino azzurro

nell'aria vegetale

come un mare nel seno del cielo

e da una costola

per lui Egli la plasmò

dalle sinuose forme

a far tondi gli occhi vogliosi

d'un amore tendente alle

stelle

-------------------------------------------

AFFLATI

(2020)

111

NOI DUE

chi resta

avrà dall'altro da lassù lo sguardo

o dai recessi dell'essere dove

si presume

risieda l'anima

chi resta alzerà gli occhi al cielo

in un atipico silenzio

rassegnato

un'altra primavera e

nuovamente

guarderà il glicine fiorire

si domanderà

dove stanno i ricordi vissuti

pezzetti di cuore

sa che tutto è

un eterno presente

112

NOTTE LIQUIDA

orfanezza del cuore

su sfiorite rive

occhi

come laghi in fremiti di vita

dove

distorto volto d'angelo traspare

lanciarsi anima e corpo

nell'ebbrezza della notte liquida

113

OCCHI DI PARADISO

quel giorno che ci hai lasciati

parlava il tuo sguardo muto

-occhi di paradiso

quel giorno

l'angelo ha colto il tuo dolore

e lo ha appeso ad una stella

ora tra arcobaleni e vento

il tuo aquilone

sparito nell'infinito

è come volesse cercare

lì il tuo cuore

114

PAROLE 2

parole sulla bocca

dell'alba

in dormiveglia mentre

inizi l'interiore viaggio

cavare sangue

da neo- nate parole

in seno a un dio

non visto

dove sale la luce

115

PIU' D'UNA VITA 2

convivere con gli umori

di un corpo di morte

dall'animalità all'angelo: questa

l'impervia salita

più d'una vita se dal sangue

fioritura sia d'ali levate:

ogni passo ne perdi una piuma

116

PRIMAVERA 2

capita che il bosco mi parli

ogni volta che abbraccio il "mio" albero

-risale

a un rito atavico

l'abbraccio: patto di luce- amore-

mi parla -il bosco-

tendendo le mille sue braccia

nell'espandersi in canti che allargano il cielo

la casa degli uccelli

si fa allora santuario del cuore

empatia

che mi congiunge

all'esplosione della fioritura

come fossi io nell'albero

117

PROFUMI NINNOLI

credi non sarà così per sempre

non come qui a guardare

per speculum in aenigmate

quel non riuscire a focalizzare

il profilo di lei

come quando la vedevi sbucare

da dietro la curva

della strada al ritorno dal footing

tra le altre suppellettili

ora a prendere polvere

sulla specchiera stile ottocento

profumi pinzette ninnoli

la collana

orfana del collo esile

il guardarti in tralice nelle sere vuote

lei da una foto sfocata

118

PROVE DI VOLO

anneghi

nell'effimero d'una vita marginale

tenti nell'indaco prove di volo

-fino a che dura il sogno

da quale parte è la verità ti chiedi

nei momenti lucidi

119

QUALCOSA VERRA'

qualcosa verrà

in quest'ora anodina

a farsi sangue e presenza

il bianco a violare

ricamandolo di fonèmi e voci

da sirena ecco si veste

la musa

su onde a sognare

-incoronata di nuvole vaghe

come un'eco

quel melodioso canto

che si negò odisseo

120

QUALE IL TUO NOME

quale il tuo nome nel registro

della Luce

quale la tua figura

inespressa

questo non aversi

come morire sognarsi

in seno a cieli

di cui non è memoria

caduto il velo

un ri- trovarsi

moltiplicato

121

QUELLO SQUARCIO DI CIELO

in grazia creativa mi sento

oggi che mi è clemente il tempo

-nuoto nel mio

immaginario

nell'approssimarmi agli ottanta

non mi fermo a fare bilanci

o scongiuri

né mi guardo indietro

solo il giorno

predestinato aspetto

e tanto più inimmaginabile

sarà quello squarcio di cielo

-ad attirarmi a sé

122

REPERTI

lui -il "cornuto"

che continua a lavorarci contro-

lo vedemmo nelle case della morte

col fumo della carne bruciata

lo riconoscemmo nella "bestia"

umana

dopo gli anni orrendi oggi

un museo: in mostra scarpe

valigie occhiali e

una montagna di capelli

i reperti

della vergogna

non sogni o finzioni quelle "nuvole"

ma

dalle fumate si sa che a levarsi

erano ali d'angeli

123

RICORDI

confondersi del sangue col colore

dei papaveri nel sole

ampie distese a perdersi

mentre all'orecchio del cuore

a far capolino una

melodia nel tempo andata

ricordi

ci si appiattiva scalzi col fiatone

nell'erba alta

dopo una volata e

in levità d'angeli

quasi non si toccava terra

124

RISILLABARE PALPITI

risillabare palpiti

di soli e

generare amore dove

il cuore mette ali

elevarsi come aquila

negli' infiniti cieli

annullarsi del pensiero

guru in stato di

levitazione

125

ROSA IL TUO FIATO

rosa il tuo fiato

fragranza di bosco la tua pelle ambrata

apparivi sirena

distesa s'uno scoglio

allucinazione forse

mi facevi un cenno

mentre il cielo s'apriva in una luce

aurorale

come il tuo sorriso

126

SAREMO

il sangue starà

circumnavigando il periplo dei mondi

quando l'io non esisterà più

cosa saremo nessuno può dire

saremo nel Tutto

dove tutto ha nome armonia

forse

non aureolati - fioriti

nelle braccia di Dio

come nella prima luce

127

SCAMPOLI

rimanere in essere

incapsulati in una vita

ch'è copia

sfocata dell'Originale

dimezzata vita: scampoli

pure

zampillo d'acqua viva

dall'Io subliminale

la difficile luce

128

SCHEGGE DI PENSIERO

sai d' essere schegge di pensiero

per unificarti alla Mente- madre

dove sei già stato vuoi tornare

ma non ricordi il "dove"

tornare

da dove ti sei staccato

come la foglia che

riprenderà ad abbeverarsi di luce

dopo essere macerata nella terra

129

SCRIVERE SULLA SABBIA

scrivere con la luce

la vita la morte

vestire di primavera i gigli

non così l'uomo

dal suo primo apparire

preso nel vortice

delle cose

egli scrive su sabbia l'avere

-nel cuore la paura

del bambino

130

SCRIVO SULL'ARCOBALENO

scrivo sull'arcobaleno

dove il mio angelo è assiso

in veste di musa

egli mi suggerisce parole

macerate nel sangue

che mi si nascondono

alla "vista"

a volte dall'arco-

baleno cade una sillaba

ed io la recupero

riprende vigore

all'angelo traspare un sorriso

che si fonde col mio fiato

131

SE AVRANNO VOCE

ed è pleonastico il tuo dire

i tempi son cambiati e

alle piante seccano

i timidi germogli

i pesci son gonfi di plastica e

i cieli di cenere

e i mari piangono coi miei occhi

lasciare parlino i fatti

se voce avranno

in una -lesta?- inversione di tendenza

132

SE INDIETRO TI VOLTI

era solo un sogno - sarai

come la moglie di Lot mi disse

se indietro ti volti

accondiscesi sebbene

controvoglia: ribellione mi

corse nel sangue

altri vedevo passare

per la via della "prova"

ora tramutati in statue - che prima

di me ridevano

133

SENZA TITOLO 5

le cose

mi chiamano e la morte

è lontana

vastità contemplo

l'anima

è il verso del gabbiano

nel lambire l' onda

134

SENZA TITOLO 6

un'alba cadmio

apre spazi

inusitati nel cuore

usciti dal sogno

beccano sillabe

gli uccelli di Maeterlinck

in un cielo di vetro

da un luogo non- luogo

le uve dei tuoi occhi

chiamano il mio nome

genuflesso nella luce

135

SIESTA

di sé t'innamora il perfetto

endecasillabo

"meriggiare pallido e assorto" -

rilassante quasi a conciliare

il sonno

di qua dove sei

la pineta - di là il mare -

chiudi il libro di Montale

e gli occhi

contro l' obliqua luce fra i rami

in te mezzo assopito

ora perdura

il dondolio delle altalene

e dei teneri corpi

quasi fatti d'aria

136

SOLITUDINE

si è al punto che

ogni giorno

è uno in più a dar scacco alla morte

-finché ci siamo- la candida

filosofia dell'anziano

il consueto giro pomeridiano

per godere un po' di sole

non si muove foglia

ma voglia il cielo

risparmiargli una solitudine feroce

che scava come goccia nella roccia

137

SOPRA IL SENSO DELLE COSE

chi può conoscere

meglio della terra i morti

l'inverno col suo bianco manto

il silenzio copre e il loro cuore

oltre orizzonti di palpiti

vegliando aleggia

il mistero

sopra il respiro dei vivi

sopra il senso delle cose

come un sole freddo

138

SPAMPINA LA ROSA

turbine avanza

in un batter di ciglia - deserta

la piazza solo una gatta sotto

un'auto acciambellata

han lasciato i vecchi

il loro gioco di carte

più in là la bellezza

deturpata

al crocevia del grido

la rosa spampinata

139

SPLEEN 3

lo scoglio

e tu

come un tutt'uno

quasi sul ciglio

del mondo avvolto

in una strana luce

labbra di cielo

questo

contatto di sole

vedi nell'aria

marina

un gabbiano planare

su una solitudine

che ti lacera

all'infinito

140

SPLEEN 4

brusio di voci

galleggiare di volti

su indefiniti fiati

si sta come

staccati

da sé

golfi di mestizia

mappe segnate

dietro gli occhi

vi si piega

il cuore

nella sanguigna luce

141

SUL FILO TESO

camminando su filo teso

se la mente vacilla e

s'affaccia su orrido abisso

Tu lo sai -

è l'altro me a cui

ho dichiarato guerra per onorarti

son diviso e ogni pensiero contrasto

se emerge non da sangue

e come potrebbe

la pianta ripudiare la radice? e la corolla

che s'apre alla luce odiare la luce?

142

TEMPO-SOSPENSIONE

tempo elastico

gli orologi molli di dalì

tempo- sospensione l'aprirsi del fiore

tempo di blake

sospeso nel balzo

lucente della tigre

tempo diluito non- tempo onirico

tempo dilatato che

scandisce deliri di luce

in una tela di van gogh

tempo sospeso

immobile indolore

felicità animale

143

TRIPUDIO DI LUCE

aspetto l' ineluttabile

disfacimento della veste

come l' albero delle

foglie

quelle macerano

l' albero è albero

il suo sangue in letargo

attende

un nuovo tripudio della luce

144

TU MADRE DEL MIO SILENZIO

tu madre del mio silenzio

tu cattedrale del sangue

indiato

-poesia- apri lunghe sospensioni

e varchi

e archi di luce ricrei

tra ciglia d'amanti

tu fai spuntare fiori tra le pietre

preservi un raggio di sole

per gli occhi persi

del povero cristo

nei giorni anodini

145

TU REGINA DELLA NOTTE

sei nelle mie corde e metti ali

a sorvolare questo male oscuro

d'un mondo fatto a pezzi

tu regina della notte

poesia che ti sveli

al lume d'una luna menomante

l'anima è inclinata nella luce

ci salverà la bellezza?

146

ULISSIDE 4

occhi di terra e di cielo

e oceani

occhi ove vive

noetica luce

a sognare procelle e bompressi

e

un' itaca lontana

esce dalla coda dell'occhio

il tuo vascello

a circumnavigare terre di mistero

ed è casa di mare aperto

l'anima del viaggio

147

UN CIELO DI PALPITI

si punterà verso

il non- luogo dell' Inconoscibile

intrisa la vela del sogno

del sangue della passione

uscendo dalla bocca della notte

-e siamo grumo e infinito

vivo di palpiti sarà quel cielo

tenerezza di madre ad accoglierci

148

UN NOME UNA VOCE

un alone di mistero emana

dai lampioni sul lungopò la sera

ectoplasmi o perdute

identità pare s'aggirino

sui viali battuti solo

da qualche meretrice

pensi

possa ispirarti qualche verso

quest'atmosfera impalpabile e attendi

riconoscibili

un nome una voce

che ti salgano da dentro

149

UN SORRISO

vedi l'allodola planare

il suo volo un immaginario arco

lascia nel cielo

"l'albero lo riconosci dal frutto"

pensi

come curiosamente ti sorprenda

quel detto dei Vangeli

e come

il dimenticato aspetti solo

come pane un sorriso

-ti vedrebbe

come un angelo qui sulla terra

che gli allevii la ferita viva

il sorriso è l'inizio

-lo sai

150

UN VENTO DI OSSIMORI

posizione fetale: ideale per lasciarti

abbracciare da morfeo - in una

sospensione lucente - la mente

assediata da iperboli

grandi come case

e da un vento di ossimori

151

UNA POESIA TIPO QUELLA

fa sorridere una poesia tipo quella

di Neruda "ode alla cipolla"?

se ne cogli la vera profondità

penetrando fin nella radice

della terra da cui è nata

sentirai l'ebbrezza del sangue

che canta alla luce gemmante

come una celeste musica

indorato dal caldo sole

quel bulbo

finirà sotto la mezzaluna

con lacrime

-companatico dei poveri

s' usa dire

152

VAGHEZZA ERA O VISIONE

quell'attraversarti la mente

da nonsense e surreali figure

daliniane

come uscite da un sogno

perdevi la percezione del tempo:

davanti a te

un lungo corridoio asettico

senza interruzione di porte

era come entrare nella morte -

infine sfociare

bagnato di luce

in altra vita -

sogno nel sogno

153

VERTICALITA'

dolore non solo quello

da carne- urlo animale

ma sublimato

negli assi della croce

guardando in divenire

là dove conduce

Passione per la porta stretta

154

VIAGGI

"il più bello dei mari" quello

ancora da navigare o solo

sognato

così la poesia

più bella si dice

sia quella ancora da scrivere

viaggi

da odisseo viaggi mentali

apertura a ventaglio

dei sensi

in una immersione nel sé

[I° verso da Hikmet]

155

VISIONE

su di te vedi piegato il cielo

dalle leggiadre braccia

ti sale su per le narici

la barca di cristallo della

passione

veleggiando sul filo del respiro

nella camera della mente

non è detto non t'appaia l'angelo

dell' affresco

che ti rapì quand' eri bambino

156

VITA CENTUPLICATA

tu nelle braccia di Dio

rapita nel sole

piccola Margot

tu rosa vestita per la vita

quella vita che

non ti fu dato vivere

ora

centuplicata

credimi

immergermi vorrei in quel Sole

che nel sogno in barlumi ora

intravedo

157

VITA CHE TI SVELI

assisa sul bordo della luce

vita che abbracci

infiniti orizzonti

vita riflessa

che non sai dire se vivi

o sogni

vita in esilio finché abiti nel corpo

vita genuflessa

a adorare il sole- maja

di luce

che apri la fronte del giorno

vita- vuoto affamato

sii te stessa

"vita fedele alla vita"

rigenerata dalla Croce

Vita che ti compi

che ti sveli

158

VITA NASCOSTA 2

il muro d'aria che divide

luogo e non- luogo

o solo quell'esistere sognato

che torna come déjà vu

qui solo apparire:

l'essere è vita

parallela - nascosta

159

VITA VISSUTA

aria ferma

di pomeriggio quando le ore

si dilatano e in una chiazza

di sole un gatto acciambellato

sembra sognare

i volti raggrinziti

dei vecchi che giocano a carte

dicono vita vissuta

ti distolgono

dal sovrappensiero bianchi voli che

si staccano dal tramonto

160

L'ETERNA LOTTA

in una bolla d' inganno è racchiuso il mondo

c' è sempre un pugnale nascosto

tra le pieghe della veste

appare come animale onirico

il maligno

o travolge come un maelstrom

ogni volta che

il Cristo bagna le sue anime di luce

-tutto Egli dimentica sulla croce

161

SU SFIORITE RIVE DEL CUORE

mea culpa? - considera

la pagliuzza non la trave

in bianchi cieli la sua anima s'impiglia

tra certezze effimere e un nodo

scorsoio l'ego si fa

mea culpa?

lungi da lui

quell'animo candido che

simpatizzerebbe con i morti

su sfiorite rive del cuore

un gabbiano solitario plana

162

APRE ALL'ARIA LA ROSA

si leva il mattino azzurro

carezza la riva della luce

sull' orlo dell' abisso la rosa

apre all' aria i suoi petali

arco d' amore

lei la vita

nel suo mettersi in gioco

163

COME NELLA PRIMA LUCE

figure - paesaggi -la voce

nomina le cose

come nella prima luce

vi assegna un'anima

-gli oggetti

si fondono ai corpi - familiarizzano

coi gesti

giovane è la vita nel prodigio

dei fiori

164

BUCO NERO

(ad una corrispondente immaginaria)

aspettando una risposta che non arriva

-ma forse sei entrata in un buco nero

dalle vicende del mondo assai lontana o

posso immaginarti già di là

a corteggiare le stelle

l'ultima poesia

che forse non leggerai

è infarcita di alcuni paroloni

filosofeggianti

benché sappiamo sia vitale

nel rivederla

fare opportuni tagli

come fa con noi questa vita

nel modellarci

165

LE VOCI REMOTE

il letto del fiume

è un sudario

che raccoglie le voci remote

delle anime in sogno fermatesi lì

sotto una luna menomante

166

CONSIDERAZIONI

che Egli sia nato in primavera

non al freddo e al gelo

-come alcuni studiosi ipotizzano-

nessuno può dirlo

(convenzioni degli umani: il periodo

i festeggiamenti per prima

la pancia e il sacro viene poi

banalizzato)

e che Egli

sia nato di pelle scura

è probabile

-ma perché fare distinzioni

di colore

--------------------------------------------

OLTRE L'ESILIO

(2020)

167

VIRGOLA DI CIELO

tu dici dopo non c'è più niente

-e la coscienza?

quella che ti fa dire sono persona

-che nell'aria stretta si fa

virgola di cielo-

no

non la distruggerà nessuno neanche

il fuoco

168

INCANTESIMO

donna dei boschi: occhi

di cerbiatta - la sua

anima di foglia

di sé m'innamora

169

QUEL CHE SI DICE TSUNAMI

ingegnarsi per bypassare quel che si dice

tsunami interiore pari al lutto

di una persona cara

elaborarlo mettendo in campo

l'autocontrollo (yoga) e

spruzzate di benevolenza e

autoironia - sviando

il testacoda dei sensi

lasciarsele scivolare addosso

le cose

destarsi allora con altri

occhi

170

LA LUNGA ATTESA

-alla fine

è dura questa coda da scorticare-

gli scriveva trepidante d' attesa

come se lui dovesse

tornare dal fronte

(era

in trasferta per tre settimane)

-sai:

la bambina la sento

come sorridermi in grembo -

sogno i suoi dolci occhi azzurrocielo-

171

MOMENTI D'INCANTAMENTO

entro ed esco dalla tua anima

dove dimorano pezzi di me

un odore di pini ci avvolge

-certo lo senti anche tu-

i nostri passi sul viale accecato di sole

-un grido di gabbiani e l'ascolto

del mare in una conchiglia:

questi i momenti

d' incantamento

fermati dal nostro amore imperituro

172

DOVE SEI

sparire nel nulla

è l'urlo della rosa dischiusa

consola a tratti un palpito

di luce selenica

che abbraccia il ricordo

ravviva empatie

gentile il velo spiegato

dell'angelo

su un lato del cielo

173

IL TUO GARBO

forse solo nell' oltre saprò -

si scioglierà l' enigma - e intanto

i tuoi modi garbati che ritornano

nella camera viola della mente

mi sorreggono per il tempo a me concesso

mentre perso sono

nel perimetrare il vuoto che lasci:

un' ombra feroce

mi strappa all'abbraccio del sangue

il buconero risucchia

presenze umori respiri

non il tuo garbo che in me

non si cancella

174

FRAMMENTO DI LUCE

(ispirandomi all' "Aleph" di Borges)

siamo un frammento di luce

particella dell'Altissimo

tale splendere

ha attraversato i mari dell'anima

toccato terre

inesplorate care all'odisseo

indiviso frammento

custodito nel profondo di noi

l'aleph che unifica i mondi

175

CIELO STRAPPATO

c' è sempre una donna dietro

una fiaschetta di whisky tenuta

nascosta - semmai per illudersi

di lenire

la lacerazione di quella mancanza

un cedere

all'ebbrezza e alla lunga trovarsi

più che uno straccio

sulla specchiera

profumi ninnoli a far bella

mostra di sé

mentre un cielo strappato

raccoglie il muto grido

176

LA GIOVINEZZA

e sì che nell'alta

vegetazione

si nasconde un cuore di paglia

-solo a vederla

svoltare l'angolo

sono le fatidiche farfalle

e l'onda del sangue che rimonta

ah i lunghi meriggi a passare

tra sciabolate di sole

nella verde età fuggitiva

177

NELLA PRIMA LUCE

ci accorgeremo che non siamo

esistiti che nel pensiero

è la mente che crea - essa si

materializza in ciò che vuole

nel grembo del cielo fu l' immagine

del primo uomo che

Dio sognò nella prima luce

178

LA SACRALITA' DELLA VITA

il male si sa è la grande

ferita -ma c' è

tanta fede discreta:

il cui fervore equilibra

i piatti della bilancia

si dirama il sangue della passione

in direzioni inaspettate

mentre

la sacralità della vita ha ali

d' aquila

a librarsi imperiosa sulla

banalità del male

179

IN QUESTO CIELO BIANCO DI SILENZI

non ti vedrò più Nina

se non in vaghezza di sogno -

oggi mi nutro come un passero

dei tuoi scritti di luce che aprono

su universi solo a te noti

e che forse ospitano la tua

essenza mentre mi appare

delinearsi il tuo volto

in una nuvola vagante

in questo cielo bianco di silenzi

180

OLTRE L'ESILIO

il più bel giorno è quando

oltre l'esilio della carne

mi verranno incontro i miei morti

e i parenti giunti da lontano

a qualcuno scapperà una lacrima e

nell'estremo saluto c' è chi leggerà

con voce tremante alcuni versi

"ti sei staccato come foglia

adagiata su una spalliera di brezza"

181

DA UN ALTROVE

e tu a lumeggiare le mie sere

anima di candore e di sogno

si fa conca il cuore

ad accogliere

dei versi dettati da un altrove

182

SOSPENSIONE LUCENTE

lente figure d' animali in sogno

t' appaiono le nuvole - mai

somiglianti l' una all' altra

e le gocce della pioggia:

sono sempre diverse cadendo

anche se ti sembrerà incredibile

tutto così singolare - unico

vedi:

in una sospensione lucente

lo stacco dell' uccello dall' albero

traccia un irripetibile arco

d' amore nel vasto cielo

183

MARE APERTO

mare-anima

sognata dai primordi

in infinito creare

fa vela il cuore

per l'azzurro pelago

184

LA POESIA

(da un po' che non brucio

della sua luce:

non mi prende febbre

di quell' agitarsi del sangue)

tento qualcosa del tipo: "la vita

ti ha tarpato le ali Nina

rosavestita - ora

è il vuoto delle braccia"

questo l'incipit

ma ahi

è latitante la musa che

non mi dà il "la"

plana un

gabbiano da me non lontano

chissà non porti nel becco quel

verso che mi manca

185

QUEI VERSI PERSI

[nel percorso col bus verso Brescello]

poi di ritorno a sera

carta e penna o se vuoi tastiera

il bianco che ti fissa

e ti ci perdi

un muro

la mente un muro

provi con un verso

impreciso poi un altro

ma no non era così

che l'avevi pensata

eppure ce l'avevi tutta lì

come una cantilena tra veglia e

sonno negli occhi la confusa

striscia bianca sulla destra

ed eri in uno stato di

tortura-goduria

trattenendoli ancora quei versi

ma ora niente

un muro la mente

risucchiati da un buco nero

186

COVID-19

(navigano migliaia di morti

sotto la volta viola della mente)

questa "bestia" viene dalle bestie

-così dicono i

ricercatori (?) - pipistrelli serpenti et

similia

e

così ancora una volta -certo

per altri versi- come quando

il primo uomo entrò nella morte

scende

in campo il nemico

invisibile: il serpente ingannatore

187

L'ANIMA CHE SCRIVE

uscita dal margine del foglio

ove ha sostato per un tempo-non-tempo

ora sorvola il mondo piagato

dove sola

immacolata piuma in luce resta

188

AFFLATI

la scrittura si traduce in genesi

di fonèmi - espansi

in luce accensioni del sangue e voli

orifiamme o altezze

pari ad afflati d' angeli

189

IL DOPO

ci aspetta sempre

un dopo: il di là

da venire

aria di nuovo aleggia

negli occhi - che ci

sorprenderà - e

ancora non sappiamo se

croce o delizia

189 a

IL DOPO 2

distacco dal corpo -dall' albero

della foglia

abbrividire della rosa appena

colta e non sapersi di

bellezza effimera

190

VITA LEGGERA

una vita in leggerezza

ragazzi galleggiano sugli eventi

sfidano la morte

se c' è un dio? - il suo silenzio -

il corpo i sogni un tutt' uno

col digitale

-uffa 'sto ciuffo alla elvis che non tiene!

manate di gel

-ma è

sorpassato ritrovi oggi

la cresta da gallo

cedrone

191

MAROSI

marosi mangiano l' arenile

sulla linea cielo-mare

un battello dove suonano un blues

-l' urlo del vento disperde

le struggenti note

plana e becca

la cresta bianca un gabbiano

leggo s' un muricciolo e

mi confondo tra le righe

-mi si specchia come in sogno

il mio "doppelganger"

192

MOMENTO

in un silenzio ovattato

filtrano

le prime luci dell'alba

ancora viva la voce dei morti

venuti a visitarti in sogno

a rigirarti ti trovi

in intrecci di piedi di mani

-il morso

della carne

-labbra che si cercano

193

CREATURA

sembra che il solo sguardo

la mantenga in vita

la sua creatura

ché Lui la pensò

ancor prima di sognarla

in forma ed essenza

poi del sogno

il suo farsi

carne e respiro

194

UN DIO MINORE

(a battesimo d' inchiostro

un dio minore -molto

ma molto minore)

quella "balaustrata"

a cui s' appoggia verso dopo

verso

il mio estro -musa

malinconica non troppo-

(Balaustrata di brezza/ per appoggiare stasera/ la mia malinconia. G. Ungaretti)

195

IL GRIDO

si fionda nel buconero della carne

l' angelo caduto:

materia densa non più luce

lo veste il Grido-rimpianto

che si sfilaccia in un tempo rallentato

(vita non è che ossimori

e stelle di latta

vita spezzata come lama

nell'acqua:

vita incompiuta

nell'immenso: puoi dirla infine

un dettaglio

pure

un amore disperato)

196

DEL SOGNO

anche il sogno è vita - con le sue

-dicono- doti divinatorie ma attira

anche quell'annullarsi quando

non sei ostaggio di morfeo e sprofondi

nel nero seppia assoluto

mentre

intorno a te vivono le cose

e tu non sei più che un tronco

portato dalla corrente

------------------------------------------

MARE APERTO

(2021)

197

ORIONE

da tempo i libri di mitologia

sono soppiantati dai videogiochi -

negli occhi dei ragazzi

non più l'incantesimo di un cielo

percorso dal Carro celeste e da Orione

-che annaspa

in un mare nero seppia

198

M' INDUCEVA L'ESTRO

poeti si nasce? - non sapevo

d' esserlo quando m' induceva

l' estro a scribacchiare su carta

da zucchero e alzavo gli occhi al cielo

per un gioiello da carpire

al divino

199

LAGHI DI MISTERO

ombre stampate - ombre

a vestire figure

passeggere

luce degli occhi

ai primordi -ritagliata

nel blucielo - ove

immergersi

in laghi di mistero

200

CONGETTURE

più che terra mi dico

un cielo in frammenti

il sogno e la ferita

siamo

più in su quel levarsi

dell' onda che ci avvolge

il punto zenitale

della luce

201

MARE APERTO

ho un "posto" dove andare -che

mi aspetta-

a cui fanno eco non sirene ma aneliti

dove

nella morte apparente

spasima la composizione della luce

ho un luogo che

mi aspetta: come andare in mare aperto

con la bussola del cuore

202

COME ENTRARE NEL DIPINTO

cavalcare onde irrazionali

di nonsense onirici

come entrare nel dipinto e

vedere da una nuova

angolazione ri-creata dall' occhio

il confondersi del sangue coi colori

203

ALZHEIMER

la memoria s' è addormentata nell' anima -

la memoria che come un fuoco inestinguibile

ti faceva dire io sono

ora non sai più chi sei

e perdi la strada di casa

giorni e notti attraversano

le tue ossa e

la tua voce si è rotta nel vento

e se al mattino tì sporgi dietro i vetri

è per vedere solo ombre o fantasmi

come in un sogno ininterrotto

204

ISPIRAZIONE

cos' è l' ispirazione se non

un qualcosa che urge nel sangue

prima di vedere la luce

una folata di vento

e sei il vento

una vampata di fuoco e sei il fuoco

-con spasimi d' anima vivi le cose

parole come lacrime

cadono dagli occhi della mente

solo qualcuna

preziosa si posa

ai piedi dell' angelo

sul bianco immacolato del foglio

205

ANELITO

(sfogliando Salgari)

quella porta che apri sull'infanzia

ha gli echi del mare e il caldo

rovente di scogliera che ricorda

il tuo passo inquieto ribelle

i tumulti del sangue

resiliente

come l' insonnia della vela

per il buonvento

206

LA VITA SCORRE

la vita scorre

e quel senso

sempre del fugace

in ogni cosa

ma il mare

il mare è nel cuore di Odisseo

che si interroga

a specchio del cielo

l'uomo

è per la meraviglia

207

OLTRE IL VISIBILE

anima siamo con un corpo frale

la beltà è fiamma sotto

la cenere:

di là dal visibile

a dircelo è il cuore

dove discreto l' angelo ci affianca

208

PAESAGGI INTERIORI

tu dici

la vita è della morte

vita che indossi

che mastichi e ti mastica

la chiave o il

rovescio -sai- è quella

"vita fedele alla vita" - ad aprirti

paesaggi interiori

ritagliandoti uno spicchio di cielo

209

L' ETA' SPAVALDA

il volo degli aeroplanini

con su scritte indecenze o

un candido complimento

e la destinataria avvampa

dal primo banco c' è chi lascia

cadere la penna

per guardare le mutandine della prof

poi fuori come scalmanati allo

squillo della campanella

e ahi ci scappa l'occhio pesto

innato senso

di rivalità tra bulli

per una bocca di rosa

210

NONSENSE

il pensiero allucinato ti apre

varchi daliniani di nonsense

anche la tua figura si deforma

come gli orologi molli

e il cuore si libra

sul fiato

del dove e del quando

211

IN INFINITO ESPANDERTI

(a Gabriele Galloni)

ti vedo con fare garbato

rivolgerti ai morti tu che anzitempo

sei dei loro sei come loro

tu che ne scrivevi chiedendoti

"in che luce cadranno"

tu cuore amante dell' ignoto

alla sua riva in infinito espanderti

(tra virgolette il titolo di una sua opera - 2018, RP)

212

NON SEI DEI LORO

nel chiuso della stanza o

di pomeriggio nel sole

da un po' ti sorprendono

a parlare coi morti - questi

non tornano e tu non sei

dei loro -ancora-

sono spirito (ma di essi

poco si sa) -ubiqui

ti leggono il pensiero e a volte

giocano con le nuvole - quando

nelle tue pareidolie

ti pare ravvisarli

213

LUNGO UN FIUME D'ECHI

quel che accade "deve" accadere?

stabilito dall'alto

o da occulta trama?

e il libero arbitrio allora:

è al 50? al 30?

vestiamo le possibilità

le decisioni sofferte

tra gorghi del sangue

sarà un caso ma

trovarci di qua della strada

invece che di là

potrebbe ribaltarci la vita!

siamo tenui fiammelle

lungo un fiume d' echi

("caso" o quella definita "sincronicità" junghiana)

214

CONDONO

"condono" dici?

se era massacrato - una maschera

di sangue

la persona: un solo grande urlo

guerriglia urbana -

la pelle rischiano

gl' inviati del tg

tra lacrimogeni e

manganelli che fendono l' aria

abuso

di potere: come vuoi

chiamarlo

-un nuovo caso Cucchi

come tanti altri cristi in croce

215

UTOPIA

presi in un giro mortale

lasciare tra le mani

trascorrere le ombre della sera

utopia

raccogliere i frammenti di una vita

in un numerabile infinito

(primo verso: parafrasando Ungaretti)

216

L'INFERNO

(mala tempora ed è belzebù

a guidare la danza)

l'inferno è sulla terra

è l' uomo stesso a crearselo

da quando caino alzò la mano sul fratello

da quando fiammate di odio

aizzano popolo contro popolo

per la supremazia di nazioni

e nascono come funghi velenosi

nuovi satrapi

(le vittime a migliaia

le raccoglie Dio nelle sue braccia -

giammai può il suo Amore

contenere l' inferno)

esso

è in terra se vedi annegare

negli acquitrini la bellezza

217

PER UNA VOLTA

(quasi una preghiera)

volesse il cielo una volta

mi conducesse il mio angelo e

in una visione ipnagogica

sentirei il mio sangue espandersi

ai quattro lati della terra

a forma d' una grande croce

sentirei allora

esplodermi il cuore

in tanti frammenti d' amore

ma sono un peccatore

218

A VOI MORTI

mi rivolgo a voi

morti usciti dalla morte

voi non più in morte-vita

vivi ben più che i vivi

siete in noi e in nessun luogo

lontanissimi e vicini

lungi da voi ripercorrere

i meandri della memoria

perdervi e ritrovarvi

e ancora perdervi

nei dedali delle passioni

fuggevoli

è l' atavico sangue a dire

"sono" -

è ritorno all'origine: come

nella prima luce

219

L' INCONOSCIUTO

vertigine dei numeri

all' infinito

tanto più che i granelli

di sabbia

così gli universi

le miriadi di mondi

l' aleph: il punto

inconosciuto dove Dio li vide

specchiati nel Suo Sogno

220

LE PAROLE NON DORMONO

le parole non dormono

cercano il loro sangue

incessanti si affacciano

alle finestre degli occhi

nude presenze emerse

dal fondo dove è coro

di voci che sanguina

in luce

221

IL VIAGGIO

vedi aleggiare

il tuo soma d' aria

a varcare confini di mistero

ulisside

su rifiorite rive

d' un' itaca celeste

222

MATTINO

nello specchio del comò

si guarda una luna sghemba - prima di

dissolversi

indugiano nel sangue

sfilacciati sogni -

si attende supini

mano nella mano

che cresca la luce

e c' inondi col suo

buongiorno

..............................................

ASSONANZE

(2021)

223

PIETRA DI SOLE

scintilla il sogno

sopra la vita ondivaga

luce affebrata

accompagna

questo scorcio d' anni

nel meriggiare ti accoglie

una pietra calda di sole

224

NEL SUO SEGRETO

non senti il grido della terra?

la natura si rivolta

araba fenice

la sacralità

della vita violata

è intatta

non è la notte del mondo

la rosa

ha in sé nel suo segreto

la bellezza

225

SECONDA VITA

all'alba svaniscono i sogni?

o sono parte di noi

insediati nell' intime fibre

come una seconda vita

disincarnata?

attori-spettatori

secondo la "via regia"

trovarsi alla stazione o in

riva a un mare cristallino

-déjà-vu che ricorrono

in placida naturalezza

via regia: definizione di Freud del sogno

226

I POTENTI

"beato chi pratica la giustizia":

i potenti voltano la faccia

i potenti operano al buio

non sopportano la luce che li acceca

ogni opera buona

di chi è troppo "umano"

è sasso d' inciampo

i potenti dileggiano

chi osa parlare

d' amor fraterno

al grido del povero

prostituito alla vita

oppongono un ghigno feroce

227

LE PAROLE

imbastire dei versi e

renderli appetibili? suvvia

non cercarli attendi

che vengano a te come in sogno

propiziatorie parole

neo-nate

dal sangue emerse

in luce

228

L' APPAGAMENTO

(visione)

ti accoglie un mare di luce

e sei come appagato

di tutto

tu essendo tutto nel Tutto

ti si apre lo sguardo su

infinite dolcezze

mai sognate nemmeno

in alveo materno

la trasparenza del cuore

ecco librarsi sulle

corde del fanciullo

luminoso

229

NATALE PRAGHESE

(da una omelia)

la maestra imprigionata

la verità bendata

-macché! tutte fantasie!

-Gesù bambino non esiste!

di qui

il tumultuare in crescendo

di quei piccoli cuori:

e a quelli -i miscredenti-

sarà stato negato l' abbaglio

di luce che avvolgeva

le anime innocenti

quando esse chiamarono

all' unisono il Verbo incarnato

230

LA VITA SI GUARDA

la vita si guarda

vivere specchiata essendo

dell' Oltre il suo rovescio

solo

apparire - geme la

natura: non senti le doglie

del parto?

231

INCANTAMENTO

sorprendete sempre

voi palpiti mutati in versi

se il cuore ha un balzo per una

metafora felice

come quando il bambino

gli occhi ridenti

spalanca per la novità

delle ciliege appese alle orecchie

232

FEMMINICIDIO

tempo di ribollir del sangue

e cielo e terra si tingono di rosso

l'abbaglio della lama tra la folla

impossibile sfuggire ai fendenti ciechi

l' attimo dopo

lui è rivoltato in sé

-non più lo stesso-

nel proprio tragico buio

233

SENTO QUALCOSA IN ME

sento qualcosa in me

che non è di questo mondo

mi trapassano gli strali delle

convenzioni ma nella

curva degli occhi tremano

frammenti di stelle - stimolo

la mia innocua follia

nel segreto degli specchi dove ali

d' angeli leniscono

l' ebrietà del sangue

234

L' INGANNO

-che vuoi da noi?

-sei venuto a rovinarci?

vedono i loro progetti

mondani contrastati

da quest' uomo che si dice dio

le sottigliezze dello spirito

maligno si attivano dal primo

uomo e continuano a infierire

con danni irreparabili

-che vuoi da noi?

il male lo credono il bene

in quella loro cecità

235

DI LUCE E SOMMESSI GRIDI

è quasi fatta

tutta in dormiveglia come

nella testa una musica - poi

da eliminare i nonsense o

addomesticarli vestirli

ché diano colore

emergono i fonèmi dal fondo

tu li prendi di slancio e sono gonfi

di luce e sommessi gridi

236

CHISSA' DOVE SEI

abbracci avvolgono il cuscino

gioca un raggio di luna

tra i tuoi capelli

ti guardo

dormire - penso

chissà "dove" sei ora

tu che ami i viaggi

interstellari

tu immersa in un

senzatempo

d' esagoni e sfere

(ultimo verso: ispirato a J. L. Borges)

237

L'ISPIRATRICE

dopo forse più d' un migliaio

dettate dall'alto o dal profondo

di te ti chiedi

se a crearle non sia stato

un altro e non tu:

specie delle più

datate non riconosci la mano

l'ispiratrice vagheggia nella

testa in auto per strada o

si nasconde tra le pieghe

del divano e

nei momenti più inattesi ti dà

la mano

stornando uno scialbo esistere

238

DAMMI CUORE (PREGHIERA)

dammi ancora tempo

tempo per sognare

altre vite

tempo per

arcobaleni e luce e voli

e che io fedele sia

alla verità

alla fine

dei giorni che non debba

vergognarmi di me

dammi altro tempo - dammi

dolore

per gli ultimi

dammi cuore per gli ultimi

239

L'ALBERO

l'abbraccio è scala al cielo

l'albero che si sente abbracciato

ti è grato con la sua ombra

nel rinvigorire

nell'incipiente primavera

è casa degli uccelli

che sentono

anch'essi il fraterno "contatto"

-sei nella

natura tutta che freme

di vita

240

DIVAGANDO

senza pentimento

strappai le poesie giovanili -sarà

capitato a tanti- altre poi

ripudiate

pezzetti di versi

continuano a svolazzare farfalle nell' aria

nuove poesie germogliano

come alberi o fiori

241

NELL'ARMADIO 2

l'altro giorno nell'armadio

non trovai uno scheletro ma

in una giacca appesa da anni

un foglietto con alcuni versi

scritti in grafia minuta

li avevo

nelle stanze della mente

dapprima cullati poi

un po' persi un po' ripresi

vi vedevo le vele del sogno

andare su mari aperti

ulissidi cotti dal sole

legati a canti di sirene

mogli a tessere tele all' infinito

e

molto altro: visioni

dissolte nel nulla

chissà quei versi

avessero preso forma

ne sarebbe uscita una piccola perla

no - diciamo

una cosa decente

ad essere onesti

242

NELL'INCERTA LUCE

nel sangue degli echi

i tuoi franti aneliti

le cicatrici di luna e il rosso

grido delle estati che non

vogliono morire

le pieghe dei ricordi

a vestire sorrisi di sole

ora galleggi

in questo brusio di vita

mentre una vecchia pietra ti accoglie

ancora calda di quel sole

che lento annega

e ti attardi

nell' incerta luce

243

RELATIVO

dall'apparire dello 'strisciante'

inganno convenzioni lussuria

i pilastri del mondo

relativo il tempo

come il soma come la morte

(il morire: una scrematura)

non del mondo l'Assoluto -che

è vita nascosta

244

VISIONE

siamo mare aperto

espandersi dei sensi

in onde di luce

la nostra stella

custodisce

i vergini sogni

245

SIESTA

(barlume di ispirazione)

quel che resta nella mente

dopo il dormiveglia non è

che balenìo o nulla

tale presentire ha

l' accortezza

di non immediato svelarsi: resta

nel limbo

sgusciante si cela

tra pieghe del divano

la voce della

tivù rimasta accesa

lo disorienta

246

UN GIORNO SENZA TEMPO

quando stavo per "andarmene"

sentii tirarmi per i piedi

io nel sogno io sogno

criptato

un giorno senza tempo

nella meridiana di sole

ero

tra gli angeli e i morti

247

CENERI E KRONOS

ti parrebbe certo fuori luogo

durante un lauto pranzo se

ascoltassi di morte e di ceneri

-io le custodisco in un' urna

-no guarda preferisco

le disperdano in mare o nell'aria

pensa: siamo niente - a divorarci

kronos -occhi

di vento e pulviscolo nell'aria

tra un boccone e l'altro

guardando oltre questa

morte che ci attraversa

248

IL FIORE DEL SEMPRE

(ispirandomi a una conferenza di Rudolf Steiner)

vivessi pure cent' anni

non saprei mai chi sono

laddove l'umano m' inibisce

la memoria dell'origine

pure urge in me un essere

superiore - il fiore-del-sempre - che

mi sarà rivelato

quando

si aprirà all' eterno

il trasfigurato corpo

249

LE PAROLE TI FANNO VOLARE

quell' immaginoso

come in un sogno ad occhi aperti

è un ondivagare di due versi nella

mente domani forse se ne

aggiungerà qualche altro

le parole ti fanno volare

ma la concisione vuole

sia detto "tanto con poco"

empito che sale

come una piccola marea

da attentamente vegliare

250

RITORNARE

ri-tornare?

per ancora sanguinare?

a sfiorarci una felicità

effimera

a trapassarci gli strali

del destino

quando la gioia piena?

giunta l' ora risparmiaci

la "ruota" se fosse nei Tuoi piani - e

che la morte sia una

accoglici per sempre

nell'alveo Tuo d' amore

(la ruota si riferisce al samsara)

251

NAUFRAGO DI SOGNI

cosa incresciosa

quel periodo no

dell'aridità d' ispirazione

-capita a tutti- e ti vedi

impoverito

annientato come

disteso bocconi sull'arenile

naufrago di sogni

252

STATO DI GRAZIA

non lui che scrive

non volute le parole emergono

dai recessi di un dove

viscerale

e in quel mentre si ritrae la morte -

è lo stato di grazia

per chi viene detto poeta

o costruttore di sogni

253

QUESTO AVVICENDARSI DEGLI ANNI

le volte che ti coglie sonnolenza

frammisti brevi tratti allucinati

la testa reclina sulle braccia

lento meriggiare assolato

il ronzio

d' una mosca e voci indistinte dal cortile

e questo avvicendarsi degli anni

come una marea che ti porta

ma ancora t' accora -inno

alla vita-

un non raro cinguettio sul davanzale

254

VAN GOGH

certo

si può dire di lui che fu uno

toccato dalla grazia

se il senso del tempo spalmava

la follia sulla tela

col giallo a invadere visioni

allucinate

255

ETERNO PRESENTE

ho sognato una piazza la sua

circolarità senza confini

forse dava nell'altra dimensione

chiamava il mio sangue l'aleph

di borges il suo eterno

presente - dove sei tutto e il Tutto

è te - dove il Figlio

rinnova le sue lucenti piaghe

cogliendo i perduti

256

AFA

vene esplose di questo giorno d'afa

me ne sto seduto s'una pietra

ancora calda di sole

rimuginando pensieri

come nuvole vaganti

-nell'immaginario

ora capre ora angeli-

257

I LIBRI

le tue creature

hanno un respiro una voce

mai che si annoino

sebbene in ombra

vivono nel cuore della luce

i loro sguardi attraversano muri

i dorsi nelle vetrine hanno occhi

sempre vigili

ristà il sangue delle sillabe in una

malcelata calma

258

CERTO E' L'ETA'

se oggi ti senti in buona parte

appagato è il caso di chiederti dove

sarà finita quella spericolata

baldanza esibita per i soli suoi occhi

-lei distesa sull'amaca

lo sguardo intinto nell'azzurra luce

certo è l'età che avanza e

forse nei sogni t'incontrerà quell'io

dal tempo ormai divorato

259

IL POSSESSO

-guarda: tutto questo sarà tuo

-ah padre padre

che non ci hai saputo amare

mi trapassano gli strali della tua freddezza

le cose? non danno sicurezza

schiavo ti fanno

non hai considerato

la grande apertura alare che dà

la libertà di amare

260

COME ANGELO

è un soffio la vita e già ti vedi nella

dimensione nuova dove tra le "beatitudini" non c'è

moneta né caffè né vino cui non sai

fare a meno e neppure

ha effetto la farina del diavolo

non esiste l'amplesso come lo si pratica

essendo tu come quell'

asessuato angelo che pare

strizzarti l'occhio dalla volta

261

OCCHI PULITI

questo stupido mondo da cui ti fai condizionare -

non ti sentirai del mondo se levando

lo sguardo in sù vedrai l'immenso

specchiato nei tuoi occhi l'azzurro penetrarti

quell'azzurro che è nel tuo nome

in te

stupito d'essere

come quel bimbo occhi-puliti

che vuol toccare la luna

262

MAYA 2

la sera viola inghiotte

tra le anime e le pietre

apparenze di te di me

si leverà un grido dalla cenere che siamo

a chiedere dov'è la vita quella vera

263

IL VERSO

sai

per ore mi sono arrovellato chiedendomi

se dovevo lasciare o eliminare un

articolo in un verso

ridicolo? mania di

perfezione? no - ti dico -

il verso perché tenga

deve dire armonia

respirare lungo come il mare

scorrere come sangue vivo

nelle vene del cielo

inebriarsi

morire rinascere

in una smemorante dolcezza

264

FRAMMENTI DI UNA VISIONE

ali di luce

s'invaghisce dell'angelo il cuore

senza voce sordo

ad ogni mieloso canto di sirene

itaca è negli occhi

il ritorno l'approdo

per l'indicibile altro da sé

265

SUI SESSANTA CREDENDOMI UN RAGAZZINO

sui sessanta credendomi un ragazzino

saltai in malo modo una staccionata

e mi ruppi il setto nasale

riandando addietro mi vedo

smaniare per tom sawyer

quando mi esibivo in acrobazie

sconsiderate per i soli occhi

di una graziosa becky thatcher

266

SU MARI APERTI

l'anima

una finestra sull'immaginario

in espansione dei sensi

azzurrità di cieli

a invadere gli occhi

è senza tempo

il viaggio

su mari aperti

267

LA CONCA DEL CUORE

mani a giumella

ad accogliere

umori del numinoso

giammai

siano infangati

dalle cloache del mondo

268

INGREDIENTI PER UNA POESIA

prendiamo una manciata

di metafore

alcuni ossimori

degli appropriati enjambements

togliamo qualche

fronzolo che stona

il tutto condito

con spicchi di luna

ingredienti per fare una

poesia

ma che nasca dal sangue

come un fiore

panacea sia

per gli occhi

dell'anima nuda e sola

269

RICUCIRE LE ALI

espandere la parte

divina quella detta

anima

bistrattata non di rado quaggiù

ricucire le ali

per contagiarsi di bellezza

270

LA MEMORIA E' UN GRIDO

(Auschwitz - Birkenau - Mauthausen)

non è dei morti ricordare: la memoria

è svanita col fumo della carne bruciata

ai vivi le notti

spaccatesi alla volta del cuore

la memoria è un grido

inesausto

che corre nell'aria

su prati di sangue

271

ARBORESCENZE

scrivere su fogli d'aria

ai piedi della notte

dove evanescenti

veleggiano i sogni

arborescenze dell'anima

umori sospesi

sulla bocca di un dio minore

272

RESTARE IN BILICO

restare in bilico

tra quel po' d'intontimento e

una giusta lucidità

il discorso del capotavola

la cui lungaggine

è latte alle ginocchia

la gimkana dei camerieri

-ascelle sudate e

sorrisi smorti- che

si aggirano tra vacue presenze

il quadro infine

è una recita smodata

273

IL GIOCO

averlo nel sangue

sin dallo stato fetale

scrivere "lettere" sulla sabbia

come nostro Signore

truccarsi con barba di nerofumo

emulando un improbabile sandokan

da adulti i giochi del sesso

per stuzzicare l' "appetito"

intanto

nella fantasia edonistica

vaghezze di nuvole

fanno la vita leggera

274

YIN YANG

sei la mano destra

che non sa della sinistra

il buio la luce

cerchi

in un alone di mistero

il tuo nome alle origini

nomini

la bellezza della rosa

colta sul ciglio del mondo

275

LA PORTA

il cammello inginocchiato

passa per la porta stretta

vi si passerà se spogliati

di tutto

gli altri: "voi non vi conosco"

276

SIAMO OLTRE

siamo oltre: una parte

di noi già nell'oltre

senza saperlo - intangibili

come nei sogni

qui in-consistenza d'ossa

e sangue non si traduce nella

"persona": di lei è

l'intaccabile: la sbiadita copia

277

NIGHTMARE

preso nel vortice

sentirti cadere dalle nuvole

vaganti su l'empire state building

muri di carta ad avvolgerti

strati e strati togliendoti l'aria

nel cervello versi criptati

come da profondità inviolabili

da ogni lato nonsense

a lacerarti come strali di luce

278

L'ABBRACCIO

sopra il letto piove luce di stelle

mi giro sulla destra per stampare

un bacio sulla gota dell'amata

lei mi corrisponde con un abbraccio

e dire ne sono passati tanti

di anni ed è come fosse ieri

un gallo canta in lontananza ed è

l'alba

------------------------------------------

DIETRO IL VELARIO

(2021)

279

AVEVO IN MENTE UNA POESIA

stamattina avevo in mente una poesia

stasera

non ricordo più nemmeno un verso

ho lasciato il foglio bianco

con flebili echi d'un mezzo secolo e

ora rammento solo una pioggia di luce

di stelle sopra il letto

e il caldo abbraccio di lei

sullo schermo della mente

un vissuto che sembra ieri

280

ASPETTATIVE

vestono

il rosso della passione

le svolte del cuore

un volo alto

è richiamo

di aspettative in divenire

in un mondo devastato

281

SENZA TITOLO

sono malato d'azzurro

sarò

putrefazione? non "io" certo ma questo

involucro che indosso

mi abita un luogo-non-luogo e sono

invasato d'azzurra luce -oh mio Dio!-

corteggerò le miriadi di stelle

che hai posto nel cielo e

sarò sgabello

ai Tuoi piedi

282

LA BEFFA

ho sognato che

fiammelle erano le dita

che benedicevano

del santo protettore di quel luogo

impronunciabile

lo portavano in processione il santo

lungo la strada stretta in discesa

qualcuno cedette la statua

finì in pezzi

l'ultima beffa

le armi che portavano addosso

283

UN BUCO NEL CUORE

lasciammo l'intima essenza

nella dimora dell'eterno

relativi

sogniamo epifanie di voli -

ed è un buco nel cuore

la bellezza mancata

284

SCOPIAZZARE

meschino espediente -parole

d'altri potrebbero

rivoltartisi contro come jene

cosa risulterebbe infine? una

poesia non-poesia -

né carne né pesce

nemmeno cercarla

devi

tra parole vaganti nel sangue

sarà lei

disponibile

quando meno te lo aspetti

285

DETRATTORI

non si può fermare

lo sbocciare della rosa

se vuol dischiudersi

anche nel gelo

nuda

disarmante

contro i detrattori di

bellezza - che

splendenza emana e

armonia

286

NELLA FINE L'INIZIO

(a Tiziano Terzani)

riconoscere nella fine

l'inzio - di questa

vita il negativo o rovescio

in quel tempo

non trovarsi -ahinoi- ubriachi

di mondo

287

PER UN RICAMBIO D'ALI

Lui ci culla

sul mare della misericordia

della sua carezza di madre

noi siamo indegni

manda a noi abbrutiti

l'angelo per un ricambio d'ali

ma l'impulso icariano

è brivido

che corre nelle vene del cielo

288

DI NOI

di noi

mostriamo esigua vita

più l'esteriore che

quella che ferve nel sangue

i viaggi mentali i sogni

mistero ch'è appannaggio

di proprietà esclusiva

-la testa reclina

il nostro fido ci guarda attento

come cogliesse pensieri

289

IL VINO

il vino del vangelo

è quello delle vene aperte

su cui si posero labbra

di madre

prima che il cielo si oscuri

prima della fine del tempo

"bevete tutti da questo calice

di sangue"

290

PRIMA LUCE

i sessi unificati

vestiranno la grazia angelicata

quella della prima luce

291

L'ALTEREGO

il soffitto ti si fa cielo

nel pregare

angeli ti scendono nel sangue

quando ancora ieri

abbrutito covavi

rancori verso te stesso e il mondo

amore

era parola vuota: eccoti ora

specchiato nel tuo doppelganger

che ogni volta

annega

nel lago della sua spocchia

292

ALLA STAZIONE

nell'intravedersi da lontano

agitare festosi le braccia

come volersi levare

nell'aria - uccelli di passo

293

SI SPERA

si spera che la morte ci trovi vivi

parafrasando un celebre detto di marchesi:

si spera: ché l'uomo

spesso è al di sotto della bestia

(erode/erede della svastica)

a voler oscurare la notte della Nascita

-mentre il mondo continua a girare in tondo

senza un fine catartico

294

IL LUOGO ACCANTO

dovevo immaginarlo

nulla di cambiato

è solo il "luogo" accanto

dove ci si trova trasparenti

come mi sono visto

in sogno una volta nell'altra vita

295

AI PIEDI DELLA NOTTE

un nodo d'inquietudine sospesa

si scioglie ai piedi della notte

sotto una luna ammiccante

l'amore è come l'ansimare del mare

s'abbevera del sangue delle stelle

aduna in sé il sentimento del tempo

vòlto dove è dolce la luce

296

ANGELO DELLA VOLTA

benevolo mi eri

novenne o giù di lì

ché dalla volta mi dettavi parole

di luce per poesie rimaste nell'aria

indicibili voci erano

d'un oltretempo

ove si schiude tremulo il fiore

che porto in me d'eterno

297

IN VESTE D'ANGELO

l'atto dello scrivere

è stato di trance: esci

dal soma e ti cali

nell'immaginario

che in veste

d'angelo una lanterna

ti presta

per i fonemi

298

SOGNI

ti sei visto ancor giovane

più d'una volta esibirti

in acrobazie per i soli suoi occhi

(lei sull'amaca capelli di grano)

o le volte prendere treni

in corsa o librarti contro

il soffitto o disfarsi la

carne fino allo scheletro

-è la sola mente che crea

un oltretempo

gioco iperbolico

quella volta che nel "luogo accanto"

Ungà ti fece un cenno

per dirti

questa poesia la puoi migliorare

299

MEMENTO

bau e miao

la parola gliela leggi negli occhi

ma come tutto il regno animale

essi non si affacciano sulla loro morte

a cogliere

il proprio limite

(forse nel dopo

si è

quel che si fa e si pensa -

e dunque rispettiamo

le creature viventi

inconsapevoli - occhi di stelle)

300

DI LA'

"di là un qualcosa ci sarà" -

"qualcosa" dici?

non basterebbe lo elevassi all'infinito

o meglio: è un infinito dilatarsi - immagina

quel che si dice

Assoluto: non vi sono porte da aprire

né privacy né pass da nascondere

non tracce da seguire - impossibile perdersi

e ancora: è un compenetrarsi

di eterei corpi - dove il

virtuale/appendice dell'uomo

è un sogno senza coda

301

ANIME FERITE

( è boomerang nell'ordine cosmico

il male e il bene che si fa)

raccoglie il Signore le anime ferite

col mestolo della compassione *

laddove non si smorzano striduli

echi a insanguinare il vento

*rifacendomi a un verso di Gregory Corso

302

IN TE L'IMMENSO

quest'allumare d'anima che

senti come vastità

di rifiorite rive

questo accogliere in te

l'immenso

oltre l'esilio di carne

franta

303

DIETRO IL VELARIO

che siamo -

un fremito - come quello che avvertì

il primo uomo - in questo volteggiare

d'anime erranti

maschere in una

pantomima -

dietro il velario

dove s'apre il grido

della bellezza ferita

riconoscersi

304

PENSO DUNQUE SONO

sono pensiero: ché pensare

non è soggetto al soma

non un organo altro è la mente

lei è ariosa

bramosa di voli

in quella sequenza di figure

quando la nuvola scherza col vento

305

GLI ULTIMI GIORNI

essere di pietra - per sopprimere

quell' urlo chiuso nelle ossa

"lasciare

che i morti seppelliscano i morti"

no non ci sarà più tempo

per piangere:

già vedi come funereo lenzuolo

penzolare il male dall'alto ramo

306

KERMESSE

marzo le strade ammantate

di coriandoli -magia per i bimbi

si è un po' bambini anche noi

sbizzarrirsi in maschere da folletto

il gattino col fiocchetto

la ottantenne con un palmo di belletto

l'apparenza è sovrana

il gusto è g(i)usto

truccarsi in bruttezza è bello

307

SOLITUDINE

livido cielo è l'ora

del crepuscolo il vecchio

spalle curve bavero alzato

col suo dolore imbavagliato

lascia la panchina - se lo farà

un bilancio

tornando verso casa?

sguardo svuotato

ha lasciato pezzi di cielo: solo

con l'affetto dei gatti (ci divide

la cena)

le frequenti

notti bianche

conta le ombre sul soffitto

che assumono sembianze strane

308

L'ESSERE E IL NULLA

"credo nella resurrezione della carne"

pensa all'essere impermanente ma

anche che l' "essere" non cade nel nulla

l'esistere è da sempre

pensi: ed è già essere per sempre

l'essere può frangersi in un gioco di specchi

ma non cadere nel nulla

il nulla non esiste

309

VISIONE

neanche il tempo di pensarlo

e ti ritrovi

immerso in fondo all'oceano

lotte sanguinose avvengono

tra pesci di grandi dimensioni

quelli minuti sembrano sorriderti

la triglia ti fa l'occhiolino

la supremazia è la regola

negli abissi dell'oceano

come avviene in superficie

con gli umani

tra pesci piccoli e grandi

310

D'EMPITI

di fonemi

indiarsi

d'empiti

a capriolare nell'aria

presenze

ancora in fieri in ondivago

sogno

311

MENTORI

ledi armonia se nel

voltarti

chiedi vaticini agli

iperurani

mentori della volta

celeste dal volto

rasserenante

312

QUASI ESTATE

sole ad asciugare le ossa

e i panni in un'ora

il vecchio sofferente aspetta

il sole della morte

giocano bambini alle giostre

sotto l'occhio vigile

non si può morire in giorni come questi:

non ti aspetti

che il criminale si svegli al mattino

e inneschi la bomba nel nome di un dio

313

LA FERITA

si è assuefatti impermeabili

ad ogni evento il più cruento

asettica aria asseconda un vuoto

di umori non fosse per il grido

della pianta alla radice

la sua ferita bianca

314

DA QUANDO LA MANO

tra fiammate d'odio disumanante

aggriccia il cuore del mondo

da quando la mano di caino

si levò e fu un rovinio di cieli

continua a splendere il sole

su acroteri del nulla

e l'uomo a vestire simulacri

si grida alla giustizia mentre

il piatto della bilancia pende

per la vergogna dell'homo sapiens

315

FOGLI-AQUILONI

impregnati dell'humus dell'estro

del vasto respiro di cielo

svolazzano s'impennano appena

liberati dall'artefice dei versi

-suoi non più suoi-

a volerli divulgare per il mondo

316

ASSONANZA

dov'è resettata

da ogni ammennicolo la mente

lì è itaca del cuore

vi è assonanza

coi tuoi morti

risaliti dal mare a custodirti

317

FUORI DALL'ORDINARIO

la realtà non è da sé

è la mente che la crea

asseriscono alcuni illuminati

va da sé

che ti stimolano pensieri

fuori dall'ordinario

mentre un gabbiano ti fa il verso

sorvolando l'immaginario orizzonte

318

DEI MIEI DETRATTORI

(Diocleziano, uno dei più odiati della storia)

lasciai alla terra il corpo-zavorra

da cui forse con sollievo mi trassi

se sia ala d'angelo a coprirmi

il disonore -si dirà- ora che

s'una misera tomba s'accanisce

dei miei detrattori il ghigno

feroce e lo sputo

319

ANIME CHE SI CERCANO

(ispirandomi a Borges e Pessoa)

anime che si cercano

vestite di apparenza

siamo: forme passeggere

giriamo in tondo senza

mai trovare il centro

lontani da noi siamo

sulla pagina del cielo una mano

d'aria scrive di noi

e delle nuvole

320

IN QUESTO GIORNO CHIARO

(25 aprile)

s'estende a macchia di leopardo

il tuo palpito rosso

su campi a maggese a perdita d'occhio

libertà è un'apertura di vento

in questo giorno chiaro senza sconti

321

INCANTO

i dolci animali d'acqua terra e cielo

a volte evanescenti prendono forma nelle nuvole

nel mare del cielo un tonno guizzante

assume sembianze sull'onda lucente

il bimbo sogna guardando estasiato

ippogrifi e delfini in lenta sequenza

pende dalle labbra del nonno che gli parla di quando

noè trasse in salvo dal diluvio tutte le specie

322

DAL NIGHTMARE

uscire di forza

dal nightmare bucando l'aria -

la riuscita

se in parte è già tanto: trovarsi

nel letto della vecchia casa

d'infanzia

sogno dentro il sogno

323

L'INFINITO DI NOI

dentro di noi siamo

un infinito ma confuso: una

"finita infinità"

per dirla con la dickinson

percepiamo a tratti

andiamo come ciechi - vediamo

"per speculum in aenigmate"

e ci sogniamo

324

INTATTO LO SPIRITO

ho ripreso in mano le poesie giovanili

alcune rifatte altre modificate

con severi tagli senza rimpianti

ispirazioni bucoliche vestite di primavera o

di autunnali malinconie

vi è rimasto intatto

lo spirito degli alberi e del vento

la resina la radice linfa da cui vita rinasce

325

CHA LUCE

che luce bagnerà

i nostri morti - che amore - se l'uno

nell'altro si specchieranno - se

si sogneranno: ti chiedi

se con l'orecchio del cuore

la provvida Madre 'udranno':

"mangiate di me e non avrete

più fame"

326

CHI ERAVAMO

enigma la vita

siamo non siamo

chi eravamo: dimenticato - solo

incarnata nostalgia

restiamo

della bellezza sulla fronte del giorno

l'urlo del fiore

immarcescibile nella luce

327

L'INDICIBILE PARTE DI CIELO

indicibile la parte di cielo

ch'è in te e ignori

basta

che solo un verso o poche note

ti richiamino

a una strana forza interiore:

e cessi

di sentirti mortale

328

ALBERI CHE CAMMINANO

il cieco della parabola vide

quel giorno

allucinate figure

uomini a forma d'alberi che camminano

(anche se oggi

quasi nessuno li "vede": santi

di questo tempo)

329

CON L'ANIMA NUDA

con l'anima nuda o corpo

etereo lei mi vedrà

mi attraverserà l'aria

senza scheletri nell'armadio

nella nudità che siamo

di me altra "visione" avrà?

e io di lei?

ci ritroveremo asessuati angeli?

ci accoglierà pienezza?

330

PER POCA FEDE

vertigine dei giorni vuoti -

ci si trova appesi ad una fune

se apriamo la cerniera della notte

il tempo

ci volgerà le spalle per non

esserci fidati abbastanza

e la luce non ci conoscerà

331

RIFLESSO

(il soma: "appendice" del cielo)

siamo solo pensiero

non espanso

frammento della Mente che

crea universi-mondi

(riflesso questa vita

che si guarda vivere:

un mondo in un altro)

332

FANTASIE (IPOTESI DELL'IMPOSSIBILE)

la vita

un giorno puoi sentirti

come un marinaio col mal di terra

e il giorno dopo trovarti

ad annegare in mezzo metro d'acqua

333

LAVAVO LA VESTE

trovai ch'erano fastidiose mosche

ronzanti nella luce della preghiera

a non dar peso

imparai dopo lacrime e sangue

lavavo la veste

invischiata nelle panie della notte

...........................................................

SOSPENSIONI

2022-2023

1

MARE APERTO

parvenza: "luogo" altro: il sogno

che muove ondivaghi sensi

gesti evanescenti

volteggi - voli

l'anima è un mare aperto

2

IL MARE ERA UNA FAVOLA

"non vorrei più uscire da questa

dimensione eppure basterebbe

come altre volte

stringere forte gli occhi e..."

ma voglia non ne avevo - poi giocoforza

mi ritrovai quasi deluso nel mio letto

avevo lasciato un mare che era

una favola

un'immensa tavola

imbandita per i gabbiani a frotte

3

AMO L'IDEA

più che amarla amo l'idea di lei

stato d'essere: che s'impregna

di bellezza interiore

si ammanta di una luce affebrata

mentre mi poggia la testa

nell'incavo della spalla

e

se combacia col mio pensiero mi chiedo

dove saremo domani

quando il mondo per noi sarà sparito

4

IL POETA

cavalli d'aria - virgola di fuoco il

pensiero saettante: vederti un

sansebastiano trafitto

da strali della parola

5

VITA SOMMERSA

in onde dell'inconscio

si sdipana

l'illusione ipnagogica e

nel gioco sempre inedito delle

immagini

emerge vita sommersa

come ombra che si rompe nell'acqua

mossa

6

L'INTIMA ESSENZA

rifarti gli occhi davanti

a foto che rispolverano anni

di cui puoi dirti contento

a voler fare un bilancio onesto

-non vasi di pandora-

ma per contraddizione

stornare la realtà con l'immaginario

ti sembra più congeniale:

per lasciarti sfiorare

dal difficilmente percepibile

7

DELLE VANITA'

I

non hai mica visto la Madonna - se

sei andato in estasi per uno

scalmanato che si agita sul palco

-emulo sei

sbavi per il successo

II

"vedi tutto questo? sarà tuo se..."

cogli l'intenso e breve

l'offerta allettante - il "se" ti eccita lo temi

ah inganno

del mondo che nasconde una mano

nel sangue dei papaveri

8

I TUOI SANTI

corda tesa tra la bestia e l'angelo

scala al cielo per

l'Assoluto

c'è sempre

l'iconoclasta che

lascia osceni echi nel sangue

dileggiando i santi che

tu Nina preghi incessante

9

DISMESSO L'ABITO

(visione)

dismesso l'abito

mi accompagnarono i cari estinti

portatori di umiltà

non parole la bocca colma

di luce

percorrendo la via per l'eliso

non si toccava terra

10

SE TENDI OLTRE L'ORIZZONTE

riserva novità la mattina

se tendi oltre l'orizzonte

lo sguardo assuefatto ai naufragi

11

QUALE LIMITE

(parla un intellettuale)

[a tutti gli oppressi dai regimi]

aveva appena letto

che subito arricciarono il naso

quelli che si conformano

all'ultimo verso

uno sbieco incrociare di sguardi

aveva superato il limite?

quale

forse della paura

candidamente

parlava di libertà

quella che accende le stelle

sopra un oceano d'amore sconfinato

12

VITE ALTERNATIVE

(s'affaccia la notte su

vite alternative

freudiana "via regia")

nel balzo lucente

della tigre

trema la bellezza immaginata

("La tigre" è una famosa poesia di William Blake).

13

LA VERGOGNA

serpeggia sinistra eco

in un cielo stravolto

mentre nel mondo esplodono sogni

dalle emittenti: scoperti nuovi orrori

la vergogna si è nascosta dietro i morti

14

LA COLPA

sono io quel ragazzo che

scappò da casa con poche lire in tasca

e un quaderno d'improbabili versi?

lo sono sì ma dopo sei decenni

non mi riconosco in lui se non nel sogno

ricorrente che al mattino mi lascia

il cuore stretto dall'angoscia

sarà un residuo di "colpa da espiare"

per aver procurato un veleno sottile

a chi bene mi voleva

15

ELUCUBRAZIONI

(l'anima ha le stimmate della vita)

la morte è un artiglio

sulla pelle del cielo

la sperimenta

questo corpo che ci è dato

(corpo dall'invisibile aura

ravvolto nella bolla-anima)

16

VIAGGI PSICHICI

sospeso

alle attese

in dolci smarrimenti

hai dimestichezza con la morte

con la stessa naturalezza

del tuo saperti eterno

17

BELLE PENNE

"non sono poeta" -da altri già

affermato- sì che belle penne hai visto

superarti con tua ammirazione vera

graffiavi fogli riempiendoli

di zampe di gallina

tanto meno eri poeta quando

t'isolavi e all'ombra d'una quercia

t'ispiravi seguendo alti voli

ah quelle velleità custodite

nello scrigno del cuore

18

ESSERE

(ti vien detto di là nell'oltre ma è

molto più vicino intimo)

farti nell'aria stretta

virgola di cielo

essere che scalzi la morte

diminuirti -

per espanderti

19

L'AVVERSARIO

al principio

fu l'nganno - da allora i cieli

capovolti e la morte

chi ci rubò dal cuore

la bellezza originaria?

nella cattedrale del sangue

l'avversario gioca a scacchi

dall'inizio del mondo

20

L'ULTIMA PAROLA

gli furono strappati tutti i figli

come pezzi di carne

-si è provati secondo

il grado di sopportazione

pungolati dappresso dallo

strale del maligno-

Giobbe il giusto lo fu allo stremo

privato dei suoi beni

ridotto a solo guscio grumo di dolore

fino a che non implorò

basta hai vinto è tua

l'ultima parola

Dio del cielo e degli abissi

21

QUANTO AMORE

giunto il momento cosa ti porterai

non suppellettili o libri ma l'amore

che hai saputo dare

non quel lasciarsi vivere

nell'approssimato sogno

di un pesce rosso nell'acquario

22

L'ANIMA TENDEVA

l'anima tendeva alle stelle

quando tu Nina apparivi

rosavestita

stagliata contro un lembo di cielo

ti fermavi nella piazzetta e

ti facevano festa i colombi

planando sul mangime che spargevi

allora

il tuo sorriso era una pasqua

mentre il tempo aveva una sosta

23

OLTRE STRAVOLTI CIELI

(ecologica)

sconsolata la fauna s'aggira

in cerca d'erba buona

chi dirà alla rondine smarrita

non ci sono più primavere

e alla cernia

quello che ingozzi

è rifiuto dell'uomo sconsiderato

questi

cercherà oltre cieli stravolti

nuove terre da violentare

24

LAZZARO

mi addormentero' in Te

finché non mi chiamerai per nome

ora qui mi trovo

un Lazzaro risvegliato da cento morti

sempre

dalle crepe dei muri spunta un fiore

25

NASCITA

più a nascere che a morire pensiero

capovolto dal profondo in dormiveglia

il girasole ebbro di luce dice vita

e tu languida

sul divano mi chiami

per accostare il mio orecchio al tuo ventre

rotondo

come un mondo

26

L'ANGELO

qui sei terra poca cosa

carne e sangue in bilico sul ciglio

della morte

ti porti un anchise sulle spalle

"di là" l'angelo di luce che

ti percorre silenzioso i precordi

verrà

a unificartisi quel giorno

che sentirai cantare le tue ossa

27

UN VERSO

un verso che mi arrivi solo uno

dei tanti gettati nel cestino

da un po' che non vengo illuminato

sono anziano e ancora affamato

di sogni (più non si dice vecchio)

i migliori versi vengono nella

veneranda età - un esempio è ungà

col suo "taccuino del vecchio" -

quando la mente ancor giovane vibra

sul pentagramma dei sogni

28

COLPO DI SONNO

sentirmi inclinare da un lato

mentre davanti al pc "guardo" un film

e per una strana associazione di idee

pensare per fortuna non guido più

non per un colpo di sonno ma l'abbaglio

rischio reale per il distrofico

di andare fuori strada

29

L'OASI

conti sulle dita

della tua vita le fasi

ne rimpiangi la prima

prima della luce

quando

non distingui realtà da sogno e

da sotto le "palpebre"

segui la barchetta di carta

nel tuo cielo-mare amniotico

dove il tuo

orizzonte è un'oasi

da cui uscirai con un grido

30

CANDIDO

ti senti

come una barca nel bosco

un marinaio col mal di terra

non sei di quelli che

saltano la cavallina

ti levi al canto del gallo

un brodino a sera

per scaldarti le ossa

una frase tagliente

ti scivola addosso

non sanguini

31

IL SE'

niente paura saremo

rinati

(e il corpo?

dismesso l'abito d'affanni)

abiteremo il posto primevo

luogo-non-luogo dove

l'altro è il Sé

32

IN TRENO

gambe accavallate la bionda platino

all'anziano vis-a-vis

risveglia sopite voglie

alberi case fuggono via

lo sferragliare induce sonnolenza

33

IMMORTALARE

immortalare il momento - la

foto è sfocata

immagine

scivolata nel gorgo del tempo

così di te: appesa

all'attimo

dietro l'occhio un'ombra stampata

34

MALGRADO TUTTO

cervelli vuoti a perdere

si schiantano contro un albero

o un palazzo facendo parkour

malgrado tutto le piste

da sci son sempre frequentate

(non v'è manna senza ingegno d'uomo)

i monti si vestono

sempre meno di bianco

l'uggia pervade anche il cuore

lascia a desiderare il sorriso del sole

35

IL CILIEGIO

(in memoria di A.)

ad ogni morte c'è resurrezione

primavera: davanti casa il ciliegio

è fiorito - tu aleggi

sopra la tua morte apparente

36

PILATO

oggi Cristo potresti vederlo

su un barcone tra gli emigranti

o al valico di frontiera

portando insieme a loro la croce

come in un sogno atroce

vedrai pilato distogliere lo sguardo

dalle purulente piaghe

ci si dovrà aspettare forse

discendano "gli dei"

su un mondo malato?

37

MI ATTRAVERSA IL TEMPO

non ho difese alla luce

porto occhiali scuri

dormo poco e male

sempre più brevi le passeggiate

il tempo mi attraversa

la testa

che sperimenta nuovi voli

pindarici

38

L'INTOCCABILE

lo scoprono con le mani nella marmellata

e ci si meraviglia se ha spalle

ancora larghe

lui intoccabile coi sacrosanti privilegi

di cui godono i governanti

stiamo lavorando dice

usando il plurale maiestatis

la poltrona quella

non gliela sfilano da sotto

la poltrona è sempre calda

39

IL VIAGGIO

il soma è l'imbarcazione dell'anima

in questo viaggio d'Odisseo

ulissidi lo siamo

a solcare aperti mari

per approdare sulle rive del mistero

di noi

in infinito espandersi

nell'armonia dell'universo

40

UN RAGNO TESSE

uscirai dalla vita con le ossa rotte

dappresso ti sta l'ombra

di serpe che agita il tuo sonno

gli offri i tuoi passi da sonnambulo e

il sudore di sangue emotivo

dove un ragno tesse di versi una tela

41

NUOVE ALI

impastato di terra e sogno

quest'essere scompensato

-gravezza di carne

-invidia di voli

lo attendono nuove ali

a solcare l'indicibile

42

CINICO

sospetti anche della tua ombra

il tuo vagare cane di nebbia

dove ti porta se

rifiuti la mano tesa e

al garbato gli dai "li mortacci"

tu creatura di terra

nell'ora estrema degnerai

il cielo di uno sguardo?

43

PREGHIERA

(Padre Pio da Pietrelcina)

irrorami

della rugiada del Tuo Spirito

questo cuore martoriato

in una violacea alba di passione

indegno mi prostro

sgabello ai Tuoi piedi

44

COME SAREMO

immagina

una luce di mille soli che

è in te e tu nel Tutto

immagina: un' inconcepibile ma possibile

ubiqua entità

in un donarsi d'amore universale

e ancora

proviamo ad immaginare

Lui che ci rivolta come un guanto

45

ITACA

averle coperte le spalle

le volte che ti giungono strali

dall'alto

dov'è assisa nemesi

che proietta ombre di morte

t'abbeveri alla fonte della grazia

sebbene

non eviterai t'investano

procelle negli anni prima

d'intravedere l'itaca celeste

46

NEL MIO CIELO

le belle nuvole che

vestono forme d'animali

i cari animali d'acqua terra e cielo

i cumuli i nembi io li vedevo

nel mio cielo con occhi innocenti

lassù incantati

immaginando quella la sede

del paradiso

47

ALLUMARE

il non detto esplicito tocca

più del dire - dal profondo

un allumare

(il sasso gettato dal capriccio

della musa

apre cerchi nel lago dello spirito)

48

PROIEZIONI

proiezioni del Suo pensiero siamo

vaganti tra realtà e sogno - in cerca

d'un'isola felice - viaggio

nell'infinito di noi

isole noi stessi - pure

ognuno anello d'una

catena senza inizio e fine

49

CUORE APERTO

pagina aperta

cuore aperto: la poesia è di tutti

la parola spira col vento

-vento di luce-

espone la sua ferita

creaturale

50

DOMANI CREDI GIUNGERA'

come canta vasco

a questa vita non sai dare un senso

domani credi giungerà

un come un quando

all'alba

le finestre avranno occhi

nuovi per la meraviglia

espansa nella misterica luce

51

COME IL SEME

domandarci se siamo

bolo di questa vita

o come

ungarettiane foglie

o semmai ci troviamo

a galleggiare sulla superficie di un sogno

un chiederci

qui disorientati -- mentre

come il seme nella terra

ci si aspetta di nascere alla luce

52

L'APPROCCIO

ai primi tentativi

tremavo come una foglia

la vocina mi diceva buttati

anche a rischio di una sberla

ma se usi le buone maniere

(te le avranno pure insegnate)

sta di fatto che ogni

volta mi bloccavo -- poi negli anni

mi emancipai e oggi mi viene da ridere

mi spiegò a suo tempo un'astrologa

che la causa era una brutta opposizione

venere-giove prima e settima casa

già alla nascita

e che coi transiti di lì a breve veniva a sciogliersi

53

FEDELTA' ALLA VITA

(ad Aleksandr Solženicyn)

fatti per la meraviglia

la tenerezza

l'amore

alla gerarchia e all'odio

opponiamo

il tuo j'accuse in virgole di fuoco

una vita

fedele alla vita

-allodola trafitta-

54

IN ONDIVAGO ESISTERE

impregnato di Spirito Santo

mi specchio nella città eterna

in ondivago esistere del sogno

55

SILENZI D'ACQUE

silenzi d'acque -

langue

la luce -

e smemora

un grande lenzuolo avvolge

gli alberi le case

56

L'ACQUA

bere "l'acqua" dell'essere amati

"dammi da bere" disse

alla donna del pozzo - Lui stesso

acqua divina

inesauribile fonte

57

L'OLTRE

non essere

da nessuna parte

esigenza di espandersi

l'oltre

è un oltre in sé che urge

come fiume alla sua foce

58

L'INASPETTATO

mi sveglio e

vengo da un altro mondo mi dico

un posto a lato o non-luogo dove

non c'è cosa voluta ma tutto

è possibile

come librarsi contro il soffitto

o guidare l'auto nell'aria con

un cielo dai colori mai visti

specchiato su placide acque

tutto possibile se ti conduce

per mano l'inaspettato

oh ecco mi sorprende ora

venirmi incontro una grande

farfalla dal corpo di donna

--------------------------------------------

COORDINATE DELL'ANIMA

(2023-2024)

1

NELLA STAGIONE CHE TI SPOGLIA

braccia frondose hai piene d'uccelli

levate al cielo come inno alla vita

il forte abbraccio è il mio grazie di esistere

nella stagione che ti spoglia

il fuggire dei canti mi fa triste il cuore

2

POESIA E' NEGLI OCCHI

poesia è

negli occhi profondi di una donna

è la leggerezza della piccola danza

del passero sul davanzale

è la fogliolina che spunta dalla terra

poesia è

il neonato attaccato al seno o l'attesa

della mamma sull'uscio

è l'interrogativo nello sguardo

di meraviglia del bambino

poesia è chiedere scusa

è l'abbraccio sospeso nell'immobile luce

3

SPLEEN

irrazionale la vita a tradire

in modo inatteso

l'impulso del sangue

macera come foglie kronos

giorni anodini

a ridosso di ombre stampate

squarcerà una nube il sogno

fatto carne? - forse

qualcosa può ancora accadere

4

SENZA TITOLO

primavera ha le braccia piene di fiori

canta con la voce degli uccelli

l'albero in germoglio ti è grato

sentendosi abbracciato

ti ricambia col suo ombrello di foglie

5

IN UN LEVITARE DI ANGELI

immaginazione pura

spalmata nella Mente universale

fatta palpito e sangue

sogno di Dio

un succedersi

di miriadi di mondi

in perfetta armonia

musica delle sfere

inudibile all'orecchio

in un levitare di angeli

6

IL COMMIATO

morire in buona salute

ciò a cui l'anima tende

mentre al capezzale accorrono

compunti i congiunti

-poi al commiato

vien da dire

ad andarsene son sempre i migliori

7

FORGIO FONEMI SUONI

l'alba è una fucina: forgio

fonemi suoni

usciti dalla bocca della notte

mi sfiora il cuore che trepida

un dio o un angelo

8

MADRE CELESTE

nel palpito di luce alta ti levi

tu orifiamma tu stargate

Madre dei derelitti - Avvocata

fa rivivere delacroix

palpabile il Tuo implorare

ai piedi della Croce

9

VISIONE

(ispirandomi a Borges)

una sequenza di figure ti sfila davanti

tu ne afferri per la coda una

quella che hai da sempre sognato

e

proprio per averla scelta

unica e irripetibile

ti si fa sangue e respiro

sfociando nella luce

è l'aleph che cantò il poeta cieco

10

L'INSONDABILE

le pareidolie e l'occhieggiare del sole

tra nuvole pigre

al crepuscolo degli anni

la solita

panchina ancora calda t'accoglie

insondabile il chi-siamo

balenio saettante nella mente

11

PREGHIERA

(a Simone Weil)

nel sentire celeste

– ginocchia piegate –

il cuore vola alto

12

DEUS ABSCONDITUS

la vita è bella ed ogni

nascita è dono e poesia ma il mondo

è in mano al maligno che in

efferatezze ha superato se stesso

da quando il Supremo gli ha dato

carta bianca rientrando in sé

tu dici Dio ce ne scampi

da patimenti e morte d'anima

ma irreversibile la storia

fa il suo corso prima che il fiume sfoci

in mare aperto

prima che il Deus

absonditus

a noi si sveli in tutta la sua Gloria

13

IL MARE HA TANTE VOCI

il mare ha tante voci

di annegati di gabbiani sirene

ha scatole nere sepolte

il mare è nel cuore di odisseo

itaca è ancora lontana e

vi è chi ha mal di terra e narra

ai nipitini di mostri marini e miti

o realtà chissà dove vissute

forse in un'altra vita

rimaste nella mente grumi di sogni

14

RAMMENDI

un'opera buona o una poesia

rammendano gli strappi del cuore

chiudendo antri di buio

l'abito logorato dagli anni

abbisogna di attenzione e rattoppi

è una rete che più non trattiene

i lucenti guizzi

15

DIVAGAZIONI SULLO ZERO E SULLA O

il nucleo l'anello l'uroboro

due zeri abbracciati ti danno

il simbolo dell'infinito

puoi notare

la vocale o di rimbaud

gli ovali dell'ottocento

la bocca spalancata nell'urlo di munch

le bolle di sapone

immagina

gli occhielli delle forbici gli oblò

simili allo zero o alla o

16

IL CUORE SENZA VOCE

(di bimba sepolta da macerie)

sei parte

di un cielo d'occhi

il cuore senza

voce – bambola murata

a sognare librarsi d'ali

17

DOPPELGANGER

(alla maniera di Caproni)

quel giorno

uscirò da me

per incontrarmi

18

L'ESSENZA

la senti fuori e dentro che

ti attraversa - non ha

spaziotempo ubiqua ai primordi:

come nella prima

luce un soffio un respiro

nave astrale

è l'anima che vola

19

AVIGLIANA

era solo ieri guarda ti dicevo

in questa foto di famiglia

sono quello che fa solecchi

e mia madre mi sorride

oggi il lago è uno specchio lucente

ove annegare le ambasce

tu

nello scatto sorridi alle rughe

mentre faccio solecchi

20

ESTIVA

-davvero c'è un'altra vita? o

è solo nella tua testa- pensa

gli scivola dalle mani il libro

ora lontanissima

gli giunge la voce del mare

plana un gabbiano su

una solitudine d'anime

21

IL FIAT

"essere"

più del mondo vissuto

impastati di terra e di Dio -

di Lui il dito

la saliva il fiato

il fiat della luce

rientrare

come scriccioli varcando la "soglia"

baciati dal sole della morte

22

DOVE SONO

è detto il mondo dei più

e noi a chiederci dove

sono ma piuttosto che un "dove"

è uno "stato"

simile a quando sognamo

è percepibile a volte la loro

presenza nei semplici gesti

come impugnare la forchetta o la penna

o quando ci adagiamo la notte

nella loro ombra

23

ESSERE ALTRO

pulviscolo a librarsi nella luce

ferma

il bruco dalla nascita anela

essere altro

24

PARUSIA (VISIONE)

celeste diamante

incrina il vetro

opaco

svelato

il Vero a farci

veri

25

NEI GIORNI ANODINI

nei giorni anodini

quell'aggrapparsi del cuore: un

toccasana o se vuoi appiglio

la poesia

ti sorride un'immagine d'aria

ed è il suo volto ovattato

in un ritaglio del tempo sospeso

26

E POI FA SERA

il foglietto con alcuni versi

finito nella schiuma

della centrifuga

andati

lui più non li ricorda

un "danno"?

e sì

che gli si apre un nuovo giorno

e poi fa sera

e una luna

ammicca

non finisce il tempo

per la creazione

27

ELUCUBRAZIONI

essere - sentire: siamo

nient'altro che pensiero

tutto

dal ciclo delle maree

al gabbiano che coglie

la preda lucente

all'arco lasciato nell'aria

dall'acrobata al gesto

dell'abbraccio

tutto

appendice

del Pensiero

questo gemello di conoscenza

consanguineo della preghiera

28

A SOPHIA

guagliunce'

forse ti resta ancora

l'intercalare delle mie parti

ti chiamavano 'a scugnizza

poi sei cresciuta

t'immagino

percorrere i vicoli di pozzuoli

l'incedere provocante

del tuo corpo acerbo

slanciato verso il cielo

e ch'aggia fa'

se ho anche gli occhi della mente

e ancora la vivezza dei sensi

29

ISPIRAZIONE

fare spazio

all'urgenza

assecondare l'onda del sangue

passare al crivello le emozioni

librarsi dell'anima in un

azzurro macchiato di rondini

30

FANTASTICANDO

ci si è evoluti

dall'uomo-scimmia o

homo erectus?

Dio si diletta

con la creazione

delle specie più strane

noi mortali

a chiederci se sia nato

prima l'uovo

31

IO SONO LE MIE EMOZIONI

(visione)

-stanotte ti verrò a trovare-

mi ha detto

-eccomi: sono

con soma o senza

le mie emozioni - grumo

di passioni il cuore

staccato da terra

-mi dici

dov'è il tuo pungiglione?

32

SE TENDI OLTRE L'ORIZZONTE

riserva novità la mattina

se tendi oltre l'orizzonte

lo sguardo assuefatto ai naufragi

33

POESIA

luce inquieta

aleggia nei precordi

muore rinasce la parola

sui crinali del sogno dove

la musa è assisa

poesia

è fanciulla che si specchia

nella cattedrale del cuore

34

NUOVE PROSPETTIVE

cumuli-nembi -

le tue pareidolie

specchi nel lago celeste

la tua pena fatta pane che spezzi

col becco vi fa cerchi il cormorano

vagheggia la mente -

t'intoni

col respiro degli alberi

la vita ha nuove prospettive

35

LONTANANZE

tra smagliature del giorno

scruto il cielo - sogno

lontananze

nuove prospettive?

tra pro e contro di pulsioni inverse

la vita imbroglia le carte

risillaba palpiti voci

36

DI SPALLE

(ad A.)

di spalle

ti sento avvinghiata come un ragno

avverto la tua gradevolezza

come l'albero

"quella" del venticello tra le foglie

stavo entrando in un sogno "voluto"

poi svanito

37

SILLABE

conti sillabe sulle dita

settembre il mare ancora invita

il mormorio della risacca t'ispira?

occhi chiusi "anneghi nel tempo" *

*Cardarelli

38

IL LAMPO

arrampicarti sugli specchi

se vuota è la stanza della mente

e lampo non ti è propizio

allumare d'anima

a dar colore a una vita scialba

39

LA COLOMBA

chi più chi meno

si sconta il proprio "purgatorio" qui

come hitler e i satrapi l'inferno

un'ala di colomba taglierà l'aria

quando il tempo sarà compiuto

per accoglierci il seno dell'Altissimo

40

VOLTI

(ti chiedi se agli altri non appari

come te riflesso nello specchio)

volti e volti a ondeggiare in

sequenza da film

volti che s'eclissano

un ovale come se ne vedono

solo una volta in sogno: l'ideale:

frutto d'immaginazione? sia pure

in cadenza d'inganni

scorre la vita fiume alla sua foce

41

RESPIRI DI CIELO

sono assetato di luce

non so penetrare il Suo profondo

ché

di terra sono e inerme

mi si sciolgono le ore come cera

pure

mi vivono dentro respiri

di cielo

42

PADRE NOSTRO

Padre nostro che sei nei cieli

quanto sangue già versato

il Tuo d'uomo-dio

nei ghetti quello del nero

che da secoli ancora grida

Padre nostro che sei nei cieli

quanto ancora da versare

dei nuovi Falcone e Romero

a fare i martiri della storia

Padre nostro

che ci guardi dal cielo

Ti rendiamo grazie noi che baciamo

il Tuo sangue salvifico

43

BOMBA D'ACQUA

la sorprese giù in cantina dov'era

discesa a sistemare

gettare roba inutile pulire

-il cellulare restò a quella data

oggi

inebetito lui si aggira per i viali

si chiederà "Dio perché"

avendo perso la luce degli occhi

vedovo affranto

percorre i margini del tempo

parla con la sua ombra sul muro

44

BOMBA D'ACQUA 2

la catina

era una cabina di veliero sommerso

dove zigzagavano i pesci

del sogno

sogno non era: lei

era dell'acqua: un solo abbraccio

45

DIVAGANDO

la sventola attira gli sguardi

degli avventori seduti al dehor

pensi alla

"bambola" di buscaglione

il solito giro pomeridiano

-breve ormai per l'età-

pensi: è buona decenza

tenere in salute fido

la prostata i denti che ballano

46

QUESTA FRENESIA DI VITA

sempre cerchi il tuo centro

mai soddisfatto ripieghi

sul digitale a tua immagine

(il cellulare

protendimento del tuo braccio)

usi e sei usato

in questa frenesia di vita

vissuta alla giornata

in una gioia feroce:

sei trottola

che gira all'impazzata

47

IN DORMIVEGLIA ALL'ALBA

in dormiveglia all'alba

mi sorprendono pensieri

dove chiama il sangue

lacerato sono dalle foni

tra spirito e carne

ah infine dormire

nell'abbraccio delle stelle indulgenti:

azzurrità

a cui da sempre anelo

48

PARUSIA

alla fine dei tempi

si rivelerà l'arcano

il Santo Spirito ti aprirà le braccia

non da sangue Lo riconoscerai

con la luce non col fango

sarai ri-creato

49

DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

l'amica guardandomi in foto

"in gran forma!" mi dice e voglio crederci

oltre gli ottanta un vortice d'anni

penso chissà

fra un secolo come sarà

questo mondo in mano a chi verrà

se s'userà per umani fini

l'intelligenza artificiale

se vita sarà ancora "vita"

e il sentimento

manipolato vieppiù svilito ?

50

IL RIFUGIO

sono il cormorano incatramato -

non son capace che d'un amore piccolo

legato come sono alla terra

così per il dolore

fardello da portare se il cuore

è squassato e la carne soltanto

urlo animale

ah un rifugio anelo

come grembo di madre

51

LA VITA LEGGERA

ti dici: va'

dove ti porta il cuore

con la vela della passione

verso terre viste solo in sogno

lungo la coda dell'occhio

nuvole vaghe

a dire la vita leggera

52

SEGMENTI

loro -vien detto- ci vedono di là -

saprò io rinonoscerti?

o saremo un unico fondersi

di luce cosmica?

divago - mi arrabatto tra

le righe

un moscerino attraversa la

luminosità del monitor

segnando in diagonale segmenti

tortuosi

come i pensieri della mente

53

BORDERLINE

avvolto in un mantello di vento

a vivere contromano

senza nervi di ricambio

puoi sentire la vita deragliare

su binari del sangue

54

ALLE ORIGINI

ci verrà resettata questa vita?

e le emozioni e i sogni?

sentiremo in altro modo - forse -

torneremo alle origini

come quando eravamo

non duplicati non infangati: veri

come la prima luce

55

UN VOLGERE D'ANNI

mi sveglia il canto del gallo

non trovo la tua mano

ti sei appena alzata

c'incalza tiranno il tempo

in questo volgere d'anni

benché non t'abbia sciupato

questa luminosità del viso

quanti da aspettare ancora

inverni a gelare le ossa

----------------------------------------

PROSPETTIVE

(2024)

1

DISTESE

t'innamori della parola

colomba che sorvola

distese dell'anima

2

I FRUTTI

dal modo in cui vivi

ti costruisci il tuo "altrove"

a cospirare

il bene donato

-l'angelo che in te si svela

sarà tempo di

vendemmia

3

VITA PARALLELA

storci la bocca a chi afferma

di là non c'è niente - consapevole

di una vita parallela

non sai come sia ma vuoi pensarla

un infinito mare di luce

dove vivere una giovinezza eterna

dove la Parola ti accoglie

all'ombra delle sue ali

dove la Sapienza si fa conoscere

4

NASCERE

sempre in bilico sul ciglio

d'ondivago esistere

si è imparentati con la morte

nel solco d'un continuo nascere

5

STORIELLA

lo vedeva sempre all'angolo della strada

suonare l'ocarina

un giorno d'istinto

lo abbracciò gli disse suona per me

bel moro lineamenti latini

-scintilla fu o desiderio? - gli aprì

la sua casa e dopo un buon bagno

finirono a letto

qualche mese dopo la storia

finì

lui uccel di bosco amava la libertà

(storiella dal sapore d'una favola

... ma a volte lo è la realtà)

6

RELIQUIE

a scrivere non la mano

ma la mia radice ferita

testimonianza siano

non lettere storte sull'acqua

o che volteggino eteree

dissanguandosi in volo

ma i momenti che restano

nel tempo appesi al cuore

7

DOC

il turbamento

è graffio sul foglio bianco

artiglia la pelle del cielo

lasciando tracce di sangue

nella notte è un grido osceno

DOC: disturbo ossessivo compulsivo.

8

ERA SOLO UN SOGNO

si apriva il sole

con un sorriso largo

ai suoi dardi

l'abetaia prendeva fuoco

la chioma era fatta cenere

(un natale che si piange

i suoi abeti: te lo immagini ?)

9

SENZA TITOLO (CHIAMALO SOGNO O FANTASIA)

il daimon mi condusse in una città

nella città con un vociante luna park

apri i polmoni mi disse qui

si respira una bell'aria di mare -era

la costa di los angeles?-

fu così che m'imbattei

nell'affascinante marilyn

uscita da un ritratto di warhol

10

QUANTE VOLTE

(disturbo ossessivo)

quante volte scorrettamente Ti chiamo

di notte o fuori casa affaccendato

"non nominare il mio nome invano"

quante volte

scrivo per non soccombere -

un altro me forse spia

questo me "fuori posto"

ah quest'afflizione mi pesa

come un macigno

oh quando mi chiamerai dall'oltre

e starò nella pace

dei tuoi invocati cieli

11

NEL NONSENSE DI ONIRICI PENSIERI

la fanno da padrona i suoi occhi

nel nonsense di onirici pensieri

che sostano su curve e anfratti

uscita dal sogno

si leva in un'alba rosata

ectoplasma o angelo

12

DOVE SEI

purgatorio:

lo vive ciascuno il proprio

il gelo nelle ossa

le stelle fatte cenere

nelle desolate notti

la persona che non vedi e non è

a te accanto ti sembra

sfiorarti a volte con tocco

leggero i capelli

nelle notti dove urla la bestia

dello smarrimento

13

ALBERI RADICI

alberi vedi alberi

mutilati capovolti nel tuo cielo

capovolto

gridano radici

-selva di mani

prensili cupidi sguardi-

a sovrastarli la natura

con le sue infinite vite

di rinascita

14

L'ANIMULA

non ha occhi che per voi

occhioni grandi innocenti

vi leccherebbe anche l'anima

tradendo di voi la parte buona

ve ne liberate lasciando

si maciulli in tangenziale

ancora

non avrà occhi che per voi

la sua animula sempre a perdonare

voi bestie umane-non-umane

15

ELUCUBRAZIONI

se il pensiero è sotteso alla fine

Lui ce la tiene nascosta - e

meno male: ché impazziremmo

nelle ultime sue ore l'animale

si nasconde lontano dagli occhi

al contrario dell'umano

che -se all'addiaccio e solo-

piange

un ultimo abbraccio

16

DOVE VEGLIANO ANGELI

(Colui che tutto il mondo alluma (Dante)

fatti figli nel Figlio

su rive dell'essenza approderemo

allumati d'immenso

dove vegliano angeli

ai cancelli della bellezza

17

VIKINGHI

(ispirandomi alla raccapricciante notizia del gatto torturato nel gennaio 2024)

i nuovi vikinghi

scendono in città

sulle loro harley davidson

danneggiano per soddisfare

la febbre del sangue

terrore dei negozianti dalle vetrine spaccate

scuoiano un gatto vivo

sotto i loro sguardi sconvolti

poi fieri della vigliaccata

tracannano birra scura

stravaccati al bar

le gambe allungate sul tavolo

-gli sguardi persi

dietro notti brave e misfatti

18

APPARENZE E SOGNO

"non di questo mondo": parafrasando

franco - uno sguardo

al cielo da cui cademmo

ricusando la luce

ci rifugiamo nel sogno - noi

quaggiù apparenze

legati a questo

radicato cordone ombelicale

Franco Bonvini, virgolettato il titolo del suo blog.

19

ERA SOLO UN SOGNO 2

legato alla catena di montaggio

agli ottanta e più che mi ritrovo?

mi vien da piangere

-ma era solo un sogno

(calura estiva e non poter bere

alla fontanella a due passi

ché la linea se ne "andava"...

-era questa

realtà!)

20

GUARDARE OLTRE

And death shall have no dominion. Dylan Thomas

guardare lungo: oltre

la naturale dissoluzione

un'alba rosata ti pettina i pensieri

carezza i progetti del giorno

nulla può la morte

se tendi alla bellezza

21

CADRANNO

"non puoi 'permetterti' di essere sfiduciato"

(da una omelia)

le Sue piaghe lucenti dolorano

nei derelitti agli angoli delle strade

a due passi dai palazzi di vetro

il barlume di speranza sarà

un vero tsunami

cadranno ideologie regni potenze

quando si dissolveranno

l'eigengrau *

e la polvere del tempo

e il cuore si placherà

alle porte

della Gerusalemme celeste

.

*Lontani dalla luce della verità, ora è come vedessimo il "colore del buio".

22

FUGGITI I CANTI

(riveduta)

ho sognato d'essere un bosco devastato

-fuggiti i canti

incenerite le chiome-

in me cadevo con schianti d'alberi

cadevo

23

MURO D'OMBRA

il tuo giro al parco

il canto fitto tra gli alberi t'ispira

e chi lo dice:

potresti andartene domani o

fra degli anni finché viva

questa febbre della passione

e parole ti danzano nella mente

e la rosa vorrà fiorire nel gelo

poi sarà il muro d'ombra

24

LA REALTA' CHE VEDI

"pensare positivo è il viatico per il viaggio"

f.s.

vedi la realtà

secondo il tuo pensiero

è la mente a crearla

a farla e disfarla penelope imperterrita

sì che realtà è il suo farsi implicito

è lo stacco nell'aria

dello sfrecciare delle rondini o del

salto del cavallo all'ostacolo

è realtà il suo accadere - tutto appare sospeso

quando è già altro

25

NIGHTMARE

vide il suo corpo lanciarsi

dall'empire state building

librarsi nell'aria e non

sfracellarsi restare sospeso

in quel senzatempo

voleva liberarsi del peso

che tiene legati alla terra

annaspò nell'aria destandosi

non trovava più il cuore

26

UN ATTIMO E IL LAMPO

(a Mary)

il ragazzo bruciato sul ciglio della notte

-alfabeto dell'amore malato

a librarsi sulle nere ali del vento

"Mary - o mia o di nessuno"

un attimo e il lampo della lama

(senza il coraggio di rivolgerla su di sé)

27

QUALCOSA PUO' ANCORA ACCADERE

sempre nutri i tuoi scheletri

anche questo febbraio sta andando

la mente è ancora fervida

negli anni al declino

qualcosa può ancora accadere

un prossimo libro da licenziare chissà

un nuovo sussulto del cuore

28

LA CRUNA

per tantissimi è il purgatorio

altri vivono l'inferno qui

passano per la cruna futuri santi

per tanti

"il paradiso può attendere"

.

virgolettato: film di Warren Beatty e Buck Henry

29

D'UN OLTRETEMPO

di cose sconnesse senza capo né coda

questi dormiveglia per fatue ispirazioni

trattengo d'alfabeti perle d'acqua

una barca di carta su onde dipinte

tiene il mare aperto dei sensi

complice è una luna bislacca

s'uno scenario d'oltretempo

30

MALA TEMPORA CURRUNT

"tutto sbagliato tutto da rifare"

da qualche parte c'è sempre una perdita

come in borsa se l'ago oscilla

sul versante di vacche magre

31

PRIMAVERA

mattina sul lago:

si spalma

sugli occhi la luce

intonano

melodie uccelli di passo

è un fremere di gioia la pineta

32

LE MIE NOTTI

i nonsense dei dormiveglia

alternati

al conteggio delle pecore

(andare al frigo non mi attira)

queste le mie notti

di lettere amorfe

di asimmetrici voli

che si spaccano alla volta del cuore

33

UN CIELO BIANCO DI SILENZI

il tuo "purgatorio"

da scontare in questa vita

te lo sei creato prendendo strade storte

un cielo bianco di silenzi

accompagna il tuo pellegrinare

affamato d'amore

34

I CARI MORTI

(a Gabriele Galloni)

nei tuoi versi i cari morti

si cercano e ci cercano o forse

di noi fanno a meno ché hanno

già negli occhi le radici della luce - quelle

a noi nascoste d'insondabile mistero

35

Untitled

il corpo quest'opera d'arte

che governeremo fino alla polvere

le gambe incrociate o

a percorrere una vita in salita

le braccia spalancate come Cristo se

mani non abbiamo che piene di niente

quel pizzico di follia ch'è da tutti

dietro lo schermo della mente

la bocca che sputa sentenze

gli occhi lucenti di voli e vele

per un infinito sogno di terre lontane

36

Nell'ultima ora (preghiera)

Ti riconosco nel bambino ch'elemosina all'angolo

a cui dono una moneta ed un sorriso

Ti riconosco nel carcerato pentito

che vede il sole a scacchi

lontano dagli occhi e dagli affetti

Tu Taumaturgo Tu stargate

Signore Gesù Cristo Guaritore di anime

ora che s'approssima l'ora

Ti prego ricordati di me:

generato dal Tuo seme celeste

consegno nelle Tue mani benedette

la mia pochezza che ai Tuoi occhi splende

37

Sarò foglia

giungendo alla Tua soglia

sarò foglia dondolante nel vento

38

Stanotte

stanotte in bagno

scivolo sul mio vomito

un'imprecazione colorita è scontata

da previsioni una giornata

radiosa mi ripagherà lo spero

mi frulla qualche verso bizzarro

le cose rimandate

la barba d' una

settimana

fa chiaro mi alzo e una

leccatina avverto al calcagno

della cagna

che dal "piano" di sotto fa

capolino

39

Resurrezione

lasciarsi sorprendere dal divino -

aspersi da acqua e sangue

si è vita nascosta nel Risorto

rotolare di massi

dagli antri del cuore

fino ad aprirsi alla luce

40

Forse con gli anni

forse con gli anni

non ricorderemo più i volti

in seppia custoditi nel baule

né i souvenir

portati dai nonni dall'africa

ma avremo negli occhi il sangue dei papaveri

su distese a perdita d'occhio

quando ragazzini si emulava sandokan

in scorribande spericolate pei vicoli

e viva

ci resterà di quell'età l'ammicco

d'una luna a prime cotte

sotto un mutevole cielo lasciammo

aruspici emettere sentenze

41

Cavalli di nuvole

"scusi mi può aiutare?

che c'è scritto qui non vedo bene"

riconoscente a chi si prodiga più del dovuto

-si vede che ispiro tenerezza

apparendo proprio 'vecchio' ai suoi occhi

volano mesi anni:

attraversano il cielo come cavalli di nuvole

che si scompongono a un soffio di brezza

42

Parole in dormiveglia

sfiorandomi la spalla un angelo

all'orecchio mi sussurra lieve:

"superato

lo scoglio spunta luce a oriente"

43

Poesia

ti avviti con lucido delirio

nella ridda di parole -

tra sprazzi di coscienza e sogno

insegui gibigiane echi

ecco sfrondarti

forbici-di-luce:

la pagina è tuo lenzuolo

quando in amplessi cerebrali muori-rinasci

la tua anima-di-carta ricrea armonie

in cuore a spirali più alte

(prima stesura 1995, riveduta 17.4.24)

44

Altre dimensioni

lessi non ricordo dove

-ti parrà strano-

che anche i morti sognano

in diverse dimensioni oniriche

sognano di loro stessi e di noi

-noi morti-vivi

45

Archetipi

(come quando a sera non t'accorgi

cadere nelle braccia di morfeo

così vorresti il tuo distacco ultimo)

il momento imprecisato è punto vagante

nell'aria da cui si diramano linee

imprevedibili del sogno che

luce ridonano agli archetipi e

vita autonoma hanno nel sangue

(prima stesura 2004, riveduta 22.4.24.)

46

L'ultima morte

ogni fine sgomenta

pur nella natura delle cose

dopo tante piccole morti

-ti dici- benvenuta sia l'ultima:

poi non vi sarà necessità di sorta né

dovrai chiedere: avrai sempre

piena la faretra di frecce

d'amore

47

Metamorfosi

sbattevo contro le porte della notte

mi affila oggi un vento

di passione: che dirà la "cicatrice"

se non bene del sé "rivalutato"

ora

che mi vendemmia il tempo

48

Madre celeste

irrorasti i piedi della croce

di lacrime salvifiche

Madre

col tuo manto copri di pietà

i derelitti

Tu dei viventi

avvocata Tu incoronata

49

Dissonanze

(della cervicale)

da qualche anno dormo su un lato

non quello del cuore

evito gli aerei precipizi

della stanza capovolta

.

(degli acufeni)

capita sovente

che ad agitare i miei sonni

siano folletti nella testa

che schiamazzano a più non posso

dilatano l'oscena notte

.

50

Tra ondivaghe ombre

nel sogno è l'essere bilocato

allucinati pensieri assumono forma e volto

si destano dal loro sonno i morti

tra ondivaghe ombre

ti specchi nel tuo doppelganger

51

Era una favola il mare

consapevole di trovarti nel sogno

chiederti se riuscirai ad uscirne

tuttavia volendoci restare

ancora un poco

ché

era una favola il mare

su creste d'onde guizzavano pesci

dalle squame luccicanti nel sole

calavano gabbiani a frotte

52

L'origine

in profondità celesti

plasmati dal cuore del

Suo sogno

in una piena di luce

53

Cielo indaco

deriva del sangue -

.

si staccano dal tramonto

voli di sogni infranti

.

54

D'un sogno

il ricevimento la torta

a tre piani - ci potevi annegare

in quel mare di panna -

"dateci sotto -

let's go": così

suggeriva melliflua lei

la primadonna - gambe accavallate

ben tornide - sembrava uscita

dalla copertina di playboy

55

Divagazioni

notti agitate insonni - verrà pure

il "sonno del giusto"

nonsense sfarfallano

fra le coltri

la giornata si allunga

l'albero rinverdisce











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