le mie poesie
FELICE SERINO
POESIE
.
FUOCO DIPINTO
(2002)
1
CIELO INDACO
confondersi del sangue con l'indaco
cielo della memoria dove l'altro-
di-te preesiste – sogno
infinito di un atto d'amore
2
DENTRO UNA SOSPENSIONE
forme-pensiero dilatò
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte –
col terzo occhio (in un
capriolare all'indietro di dolce
vertigine) fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
-appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell'immenso corpo cosmico
3
AZZURRE PROFONDITA'
la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi) -il foglio la mano un
vuoto-
mi levo dal sogno bagnato
di luce
4
SONO UN MISTERO A ME STESSO
da me una distanza mi separa
attraversa un incendio
la carne
per farla d'aria – vitreo
sperdimento
mistero a me stesso
e il mondo
fuoco dipinto
5
DOPPIO CELESTE
entrare nello specchio esserne
l'altra faccia:
uscire dal sogno di te stesso
apparenza tornata pneuma:
ri-unificarti col tuo doppio
celeste il-già-esistente di là
dal vetro: tua sostanza e pienezza
6
TRA ONIRICI LAMPI
tra onirici lampi
ride la tua immagine d'aria
intagliata nell'ombra del cuore
7
I FUOCHI DELLA LUNA
Giro di luna
giro di luna bivaccante nel sangue
baluginare d'albe e notti
che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare
di creatura celeste
che a lato mi vive nella luce
pugnalata
8
PAESAGGIO INTERIORE
segreti cosmici ha il sangue: sperimenti
il mondo immaginativo nuotando
nel sangue come un pesce –
abitando le stanze dei nervi – leggendo
la geografia delle vene:
ti sintonizzi con la danza
delle molecole: sei nella danza: la danza
la circolazione
sfocia nei sensi: emerge un mondo
ispirato – da musica delle sfere –
9
FUNZIONE DEL CORPO
polvere stellare
corpo-immagine specchiato
narciso
corpo-mito
venere da spuma
desiderio / vita che non demorde
corpo piagato
primavera del corpo
10
LA DIFFICILE LUCE
esistere nel mondo: l'Essere
decentrato estraneo a sé
(lobotomia della propria
Immagine interiore –
da dispersioni di Energia
cristallizzati aneliti in un cielo
strappato voci
spezzate sul nascere)
rimanere in essere
incapsulati in una vita ch'è copia
sfocata dell'Originale:
diminuzione vita
a metà
pure:
zampillo d'acqua viva
dall'Io subliminale
la difficile luce
11
GRIDO IL MIO NOME
smarrimento dell'essere a
mimare la morte
io anelito sulla
bocca di Dio
perduto grido il mio nome
nei crinali del vento
discendo
nel mio specchio
attendo
una nuova nascita
12
TIRO ALLA FUNE
luce/ombra le mie due metà
tendo all'Uno all'androgino
l'io la linea che mi
divide
in grovigli di vene
sussistono tutti i contrari
un tiro alla fune
finché
non si frantuma il mio corpo
di vetro
13
IO
da acque amniotiche
gettato dentro il mare-mondo
l'io: tanti io diversi
io sospeso spasimo
fatto vertigine e sogno
io-onda io moltiplicato
e pure a sé ignoto
io mancanza vuoto
d'arto amputato
14
AZZURRO
passaggio dal
nero al bianco
l'ascendere alla luce
azzurro quello delirante
di mallarmé la vocale
o di rimbaud
la rosa azzurra
azzurro: tutto il cielo
negli occhi
azzurro manto
di Maria
15
VIA LATTEA
cammino luminoso scala che unisce
il mondo dei morti a quello dei viventi:
a una estremità la costellazione
del Lupo – Antares – sorveglia
l'entrata nel regno dei morti – all'altra
quella del Cane – Sirio – apre
la salita del cielo e guida
i naviganti: è la stella
Maris – la stella del mare e la stella
di Maria
16
VITA
lascia che m'incenerisca
per nuovo sorgere
adamantino
nell'aria secca del fuoco
lascia
ch'io mi bagni fino al cuore
della luce della tua saliva
voglio sentire il mio essere
avvolto nel risucchio
del tuo imbuto cosmico
del tuo vuoto affamato
17
L S D
nella magnetica notte allucinata
a vivere la tua morte urlata
anima infeconda strappata alla
pseudoincarnazione di un sogno:
parvenza d'amore immagine
accartocciata mortale
18
MAGNETICI OCCHI HA LA NOTTE
(a Hemingway)
come una morte tenuta in vita
questa vita
compagna la bottiglia
che almeno stanotte allenti
quel suo morso
a ricucire lo strappo infinito
domani un colpo e
ti adagerai nell'ombra
occhi in liquido cielo
capovolto
19
LA VITA NELLE MANI DEL VENTO
palpebre d'aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d'ombre
annegano il grido
dell'anima giocata testa e croce
20
COME SOSPESI
è perdersi nelle stanze
arimaniche
questo disconoscerti
poesia della vita
è come stare sospesi
nello sporgersi
da delirante vetta interiore
l'aprirsi
di crepaccio
la sua bocca ad urlo
21
PAROLA
(una stella di sangue è il sole
della pagina)
parola – tua preda o forse
tu
sua preda
amore
zenitale
le nozze del fuoco
22
SOGNO
(a Dino Campana)
si librava lo spirito nello
splendore di quel sorgere:
si chinava
il Sole a baciare la
sua storia: a
rischiararla tutta – in un istante
l'anima del
poema mai concepito
s'imbeveva di alfabeti
ineffabili –
galleggiava in quella luce
bianca
23
IQBAL
[in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
portavoce dei diritti dei bambini lavoratori,
ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995.]
come un bosco devastato
intristirono la tua infanzia
di pochi sogni
tra trame di tappeti e catene
ancora grida il tuo sangue nei piccoli
fratelli
quel mattino che nascesti in cielo – dimmi –
chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
per appenderlo ad una stella?
24
NEI TUOI OCCHI DI VENTO
[A Davide, morto a 17 anni
il 16.4.1995, la domenica di Pasqua]
ti videro rimbalzare come un fantoccio
contro il parabrise
eri la loro preda di turno: sul collo
il fiato di quella banda di cani
armati di mazze
(arancia meccanica
una domenica pomeriggio
quando le ore si dilatano e
la città è una giungla)
sui tuoi sogni si era chiusa la Notte
ti ho rivisto all'obitorio: sentivo
palpitare un intero
universo
nei tuoi occhi di vento: Davide
non più diviso tra terra
e cielo
25
NELL'INDICIBILE
tu dici è scandalo la morte ma può
esserlo la bellezza perduta del fiore o
della farfalla che vive la luce di un giorno?
dietro il velo dell'esteriore il fiore
il verde la foglia – parte del cosmico
sé di cui è specchio il di qua – vivono ab aeterno
l'indicibile essenza di fiore/verde/foglia
26
A RISALIRE VORTICI
a specchio di cielo
cuore
a risalire vortici
di vita dispersa
(d'ore
ubriache)
vorresti tuffarti
nell'azzurro fonderti
con la luce
27
ESSERE
bava di ragno a tessere
unità del tempo
(gusci d'entità
masticati da morte)
essere
come momento
il Sé
universale
perdersi in chiarità
di cielo
farsi libro aperto
(dove albeggiano
azzurrità
di strade alte)
28
DA QUESTO MURO
da questo muro
trasudo le morti di tanti
sono l'urlo di ginsberg
il grido di munch di guernica
queste parole sono pallottole
dirette al cuore
voce di chi non ha voce verità di Cristo
di certo m'imbavaglieranno
non sopportano di guardarmi negli occhi
29
ANCHE PER VOI
salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte
30
LA FORZA DELLA PAROLA
a Dalton, Heraud, Urondo
-tre poeti assassinati – mi diceva
(occhi persi nel vuoto
a inseguire chissà quale visione) – tre
in posti diversi – (ne rammentava solo
vagamente i nomi e i luoghi)
-vedi: – puntualizzava – il potere è nemico della luce:
non sopportando la forza
della parola
si mimetizza viscida serpe
tra sterpi e inietta il suo veleno –
31
LA FORZA OSCURA
ingoio tenerezze davanti
alla poesia di un tramonto ma so
d'essere anche di quelli che non sanno
guardare la bellezza negli occhi
senza assassinarla
… e allora cos'è
questa forza
oscura che mi strappa
gli angeli dai sogni? chi
il nemico di dentro che affiora
a violentare
il fragile azzurro?
32
UN DIO CIBERNETICO?
vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
(ma la notte del sangue
conserva memoria di volo)
vita
sovrapposta alla sfera
celeste regno d'immagini
epifaniche / emozioni
elettroniche
eclissi dell'occhio-pensiero
33
RISALIRE ALL'IMMAGINE INFRANTA
(A Danilo Dolci)
risalire all'immagine infranta
dove è voce del sangue
la ferita aperta del cielo – limare
le parti non combacianti
con la figura del divino: è questo
il tuo credo e
la chiami città
terrestre la tua voglia
di rivoluzione: tu innamorato
dell'uomo nuovo – del suo
costruirsi incessante –
34
AION
1.
chi ti ha fatto sapere ch'eri nudo?
l'entrare della morte nel morso
della mela
(si erano creduti il Sole
scordando di essere riflessi)
1.a
il serpente mi diede dell'albero e…
eva la porta
di sangue
per dove passa la storia
2.
nell'incrocio dei legni
la conciliazione degli
opposti (lo scheletro del mondo)
2.a
è il Figlio che pende
dai chiodi
la risposta a giobbe
3.
ancora l'assordare dei martelli ancora
un giuda che fa il cappio abbraccia un albero di morte
sulle labbra il fuoco del bacio
35
LA VIDA ES SUENO
A Calderon De La Barca
col poeta dici la vida
es sueno mentre ti dibatti
in un non-tempo onirico:
ma
se nel saperti
forma vuota volessi
uscire dalla vita
non c'è
grido o sussulto che tenga
36
TRASFIGURATI ANELITI
(a Emanuel Swedenborg)
(quest'abito sta stretto – è
peso di terra
un fuoco passa per la carne)
ali ha lo spirito per
vastità ineffabili
per volare fra le braccia della
luce
profonde azzurrità
l'attraggono – sua origine e
sorgente
trasfigurati aneliti hanno
occhi di cherubini
di là – benevoli
37
NEL PAESE INTERIORE
nel paese interiore eiaculo i miei sogni –
fuoco e sole dell'anima – vivo
una stagione rubata al tempo (mimesi
icariana sul vetro del cielo)
nel paese interiore brucia il mio daimon
di febbre e di luce
38
NEL ROVESCIAMENTO
non vedi al di là del
tuo naso scientifico:
come leggessi sull'acqua
lettere storte: poiché noi siamo
nel rovesciamento e
negazione
ci appare la grazia
39
QUALE AMORE
nell'amore sai non c'è ricetta
che tenga: è buona regola giocare di
rimessa / vuoi
possedere l'oggetto d'amore e
resistere all'amore Quello-che-si-
dona
tu cuore diviso tra cielo e
terra carne/amore non più che sparso
seme
40
CANTO PER NKOSI
(E violentaci dunque)
(In memoriam: a Nkosi Johnson, morto a 12 anni, il 1° giugno 2001, a
Johannesburg. Nato sieropositivo, fu scelto come testimonial contro il
morbo dell' AIDS)
(Non posso pensarti dolente
da che morte odora di resurrezione.
Eugenio Montale)
colei che ti diede vita
la sai madre di cielo
bambino che hai corteggiato la morte –
tu messo in un angolo come vergogna
presto non più
che mucchietto d'ossa – Nkosi
sei la nostra Coscienza:
e violentaci dunque nel profondo
-tu bambino già adulto-
con la purezza del tuo giorno breve
mentre questa morte – vedi –
già s'ingemma di sole
41
UROBOROS
calato
in un io che non sai dire
chi sia se non presenza
passeggera:
sospeso esistere
nel seme dell'amore:
attesa di pienezza nel pleroma
42
CONIUCTIO
(a C. G. Jung)
quando si unificheranno gli opposti e il Sé
riaffermerà la propria natura ermafrodita
e dallo squarcio del velo di maya
si manifesterà l'Altro – la nostra
controparte
(sconosciuta e prismatica) che
ci visita in sogno – l'occhio
interiore: allora còlta la totalità
si sarà dissolto insieme allo schermo
di apparenze nomi e forme
insieme alla rappresentazione della storia
e ai fiumi di sangue e di parole
anche il sale delle nostre lacrime
43
CHI SIAMO
caduta la carne
svelati a noi stessi
(resteranno graffi
nel cielo a presenza
d'un vissuto stuprato):
non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma
dove l'essere si aprirà
in fiore
44
ATTIMO-FUTURO
1.
nell'addentare il frutto proibito
si ritrovò affamato d'amore
1.a
(fu il creare gioco o sogno di Dio / coito mentale)
1.b
(si mordeva la coda il serpente uroboro
racchiudeva in sé l'uovo del mondo)
1.c
in quell'attimo infinitesimo la
storia dell'uomo era già scritta: passato e
futuro un tutt'uno simultaneo
2.
non lui va verso il futuro: esso
gli viene incontro ed è già presente
focalizzandosi in fotogrammi: ciò che avviene
esiste prima di lui: forse in un'altra
dimensione egli l'ha già vissuto (presente
a sé come il sé nel sogno) (abitante il riconoscibile istante
dentro una sospensione)
3.
il déjà vu è acquattato tra pieghe dell'inconscio
3.a
come in una sequenza di specchi
gioca con l'alter ego nell'eterno presente
punto da cui si vede il Tutto
versante luminoso del Sé: l'aleph
45
PLATONE
essere
notte dell'anima
il cammino
il tempo è la caverna
lancinante
attendere ti trapassi
amore sole cosmico
46
LETTERA DA UN AMICO
-non serve voltarsi indietro- mi scrivi -:
se metti in conto i limiti
le morti contratte le paure
passate e avvenire se porti in cuore
sventrate lune albe-capestro
se non ti esponi per
puro calcolo non fai
che raccogliere i frutti d'una vita
spesa male: presto
essa ti presenta il conto – deve questa vita
restarci nelle mani: dare tutto
se stesso a perdere arricchisce:
amare non è forse una scommessa?
dici (e la parola è bisturi): percorri
lo stretto marciapiede a lato
del cuore: nel profondo di te nel buio
di stelle calpestate ascolta il grido
verticale
che da caduta può farsi preghiera
47
DEUS ABSCONDITUS
(sempre a metà strada noi: sempre
nella terra di nessuno: il
fratello oscuro che s'agita nel sangue
(lato notturno dell'anima) che mima
il dolore del cosmo
(attraversando la valle della morte
penetrati da tutto il freddo del mondo: immersi
fino all'ultima fibra dell'essere
in un dramma da consumarsi fino in fondo)
il Dio che sta dietro le apparenze: il Dio
sconfitto nella storia Dio-del-paradosso
che vince con la debolezza – il Totalmente
Altro: l'increato (ab aeterno) che si
a u t o l i m i t a
per recuperare la sua potenza alla
fine dei tempi – grumo di vortice d'astri –
48
LUCE AL TUO PASSO
(dal crogiuolo del dolore guardare
oltre il visibile oltre
l'io – schermo di carne)
ma più in là non vuoi vedere – solo
cattiva stella che graffia
l'azzurro del tuo cielo
(ed è gioco perverso pensarla
nel tuo codice iscritta):
non esiste solo nelle favole
il tuo angelo: egli da dietro il velo
del tempo è luce al tuo passo
perché vivibile sia questa vita: perché batta
nel sangue un tempo tuo – rotondo
(non sai che della polvere dei sogni
son fatte le sue ali?)
attiva il terzo occhio – sii come
la clorofilla che si nutre di luce
49
CIELO INTERIORE
(a Gustavo Rol)
cosmonauta di spazi
sovramentali
trasfiguravi il tempo
velandolo d'irreale:
quiddità di un cielo
interiore
aperto su mondi paralleli
50
IL LAGO DEL MIO SPIRITO
al di fuori di me –
io stesso luogo-non-luogo –
mi espando
di cerchi concentrici è il lago
del mio spirito: sasso gettato
dal capriccio della musa
fremito d'acque e stelle
51
JUNGHIANA
legato a un vago giro di pensiero
alla tua libido caro freud antepongo
la vita che guarda se stessa guardarsi:
il centro del mandala dove la luce
pensa – le nozze alchemiche – alla
mancanza di sacralità il Pesce *
(Unus mundus) –
all'analità l'Anima l'Animus
l'Ombra – il corpo che si apre nel suo doppio – la
nostalgia di un cielo prima della caduta
- Simbolo del Cristo
52
NELLA VALIGIA (NOTE DI VIAGGIO)
(il chi-siamo-dove-andiamo:
dove la mente
inlabirinta)
l'io
vestito di nebbia
promesso alla morte –
(nella valigia pronta la perdita
originaria la vita a
metà)
destinazione: il Sé
53
AGAPE / EROS / PHILIA
imago dèi: noi chiamati
ad amare (senza essere nostri)
noi abbracciati dalla
Luce: dai tre aspetti dell'amore:
Dio madre / amante / amico
(agape / eros / philia)
l'Uno dai molti nomi:
sole – oceano – fortezza
LA DIFFICILE LUCE
(2005)
54
LA TUA POESIA
capriolare nel mare prenatale
ripercorrere a ritroso
la vita
azzerando l'Io spaziotempo –
leggere la vera sola poesia
aprendo
gli occhi sul Sogno infinito:
Poesia cavalcherà
in un' albazzurra i marosi
del sangue
fiorirà negli occhi di un'eterna
giovinezza
55
ANGELO DELLA POESIA
librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue
io-non-io: in me ti trascendi e sei
d'ineffabili alfabeti s'imbeve il nascere delle mie aurore
56
TECNICHE DELLA MORTE
atomi di solitudine
abbandoni / distacchi / fini
assaggi di morte
le morti figurate i
suicidi/omicidi camuffati
la notte blu dell'anima
morte presente dalla nascita
morire porta sul nascere
emigrare di forma in forma
o Dieu purifiez nos coeurs
ora e nell'ora della nostra morte
57
LA VITA INESAURIBILE
la mente in stand-by
ti culla un canto
d'alberi e di cielo
assapori per poco ancora
il tepore delle lenzuola: ora
senti la vita che ti scorre
dentro come un fiume (batte
rotondo nel sangue il tuo tempo –
ti senti in comunione col sole):
adesso che afferri
vita – più vita – allontani
per paradosso la tua
dissoluzione
58
ANGELI CADUTI
fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete
ora non sanno più chi sono
presi nella ruota del tempo
mendicano avanzi di luce – curano
le ali spezzate
per risalire nell'azzurro
59
VENTO DI MEMORIE
è salamandra
sorpresa immobile
che finge la morte
due braccia schiuse a croce
vento di memorie
la vita
-ora sospesa
carne e cielo
60
LA FORZA GENTILE
Dio è paziente: ha sogni
per l'uomo infiniti – frutti
immarcescibili
(centro del cosmo: non è
il suo un giocare a dadi)
egli visita le nostre
piaghe – manda angeli
a spazzare gli angoli del cuore
(suo disegno è
la Bellezza)
la sua forza è gentile
61
I LATI DEL VOLTO
tra reale e apparente l'ovale
del volto che ti guarda dal fondo
dello specchio – il non poterti
vedere come gli altri
ti vedono – la parte di te
l'inespressa forma
spiandoti
di sbieco è perverso
gioco: incontro con l'Ombra
62
IN FONDO AGLI SPECCHI
(a J. L. Borges)
in un moltiplicarsi di specchi
imprigionata è la luce
dei tuoi déjà vu –
s'odono se ascolti i sordi
tamburi del sangue
in fondo agli specchi dove si
legge l'eterno ritorno
-lì è il centro il mondo
rovesciato
63
ONNIAMORE
accettare di farsi
trasparenza (libro aperto)
lasciarsi attraversare
dalla vita – da morte-vita (rosa
e croce) –
da Colui-che-è: l'Onni
amorevole
di fronte all'Assoluto
…immersi
nell'Assoluto –
quando il R a g g i o
assorbirà le ombre
64
SOSPENSIONE
tempo elastico
gli orologi molli di dalì
tempo-sospensione l'aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non-tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale
65
NEL SEME DELL'AMORE
a Tagore
ascolta
…non senti urgere vita più vita
nel seme dell'amore che
aspetta di esplodere in un abbraccio cosmico?
66
VITA IN NUCE
sangue del pendolo
tempo-maya dagli occhi
di giada
capovolti
nell'oltre è cuore
del sole abisso
di cielo – antimondo
67
A
1.
vocale
in sospensione come urlo
muto – il bianco
dell'urlo
il nero
di rimbaud
2.
ritrarsi del
fuocosacro a un
vaneggiare di gole
spiegate /
scimmiottanti maiacoschi
68
COGLI IL MIO MORIRE
cogli il mio morire tra una
radice di sangue strappata e un'altra
appena nata dal suo grido
69
GANDHI
miracolo il sorriso
interiore
mentre il mondo ti ringhia addosso
ti offri s'apre una rosa
di sangue
nel Cielo un canto d'alleluja
70
VERSI ALL'AMORE
irradia un sole il cuore
che vuole incenerirsi
nelle tue braccia
ove la Bellezza delira
il tuo sguardo s'instella
dove comincia il cielo
anima bella
farfalla imprevedibile del volo
71
PARUSIA
(nell'ultimo giorno: scaduto il tempo osceno)
sporgersi sull'oltretempo ai bordi
della luce
presenze
evanescenti in chiarità
di cielo: farsi
corpi di luce
72
INFANZIA
[Eravamo nell'età illusa
Eugenio Montale]
la tenerezza dei giorni verdi
sparpagliati
nell'oro del sole appesi
alla luna
il papà dalle spalle
larghe come la volta
del cielo
quel sentirsi dèi – quasi
alati senza peso – e
non sapere la vita
Innocenza nostalgia del paradiso
73
ADOLESCENZA ASPRI SAPORI
adolescenza aspri sapori
occhi belli fieno nei capelli
alle spalle della notte
fuggire nello schiaffo del vento
74
NEL PERDURARE LA LUCE
le ore arroventate: erano
estati lunghe a morire
le corse pazze le ginocchia
sbucciate nel perdurare la luce:
ancora un mordere
la sanguigna polpa del giorno – ricordi? –
75
IL NULLA LUCENTE
in ka* nulla è casuale
credi morire non è farsi
pietra e silenzio: è grido
liberato pietà che vede –
ruotare
su cardini rovescio
del guanto – essere
sogno? luogo-non-luogo ubiquità
e s p a n s i o n e : lacerante
biancore il nulla lucente **
- ka: il "doppio" incorporeo dell'io
** P.P.Pasolini, da Poesia in forma di rosa
76
GRAVIDE DI LAMPI
la luna piegata sui miei fogli
compone queste lettere
gravide di lampi
tagliate nella luce
assetate
nel supplizio dell'inchiostro
vibranti
su pentagrammi di sogni
77
SEI LUCE SEI FUOCO
presente a te
chiamami amore
la bocca colma di luce
sei fuoco
antimondo
chiamami a un silenzio
galattico
presente a te
fuoco-luce chiamami
da un mondo di vetro
78
POESIA ONIRICA
il sogno sfoglia
spirali di memoria
al lume di luna
disegna
il sonno delle cose
79
LA LUCE GRIDA
la luce grida aprendosi
uno spazio nel cuore
80
UN VERSO SALVAVITA
un verso salvavita ti bagna di luce
nell'orfanezza del Sogno
81
FIGURA
indiafanata da un vento di luce
sei immagine di sogno che svapora
in un cielo di cobalto
82
POESIA
scavare nascere nel bianco – parola
intagliata nel cielo del sogno –
è come estrarre sangue dalle pietre
(ecco forbici di luce
sfrondarti):
la pagina è tuo lenzuolo
mentre in amplessi
cerebrali muori-rinasci
(da un luogo puro giunge questo sole
sulla pagina)
83
ZEN
(non
studiare il taglio
di luce come l'artista)
non scegliere:
lascia
che sia fa il vuoto
fino
a essere e non essere
84
SONO DEL CIELO
sono del cielo
circumnavigo
psiche
abito la morte
di me stesso
insieme a tanta vita
85
CADUCITA'
il tempo è uscito dal calendario
in un balenìo
di stagioni e amori
svolando
obliquo
nel sole con ali d'icaro
86
A META' DEL SUO CORSO LA NOTTE
a metà del suo corso la notte
inghiotte l'ultima luce
rende
suoi ostaggi i corpi
su un mondo immateriale
-più nostro-
il sogno apre il sipario
87
CREATURA DI SABBIA
io non io esisto
di qua di là dello specchio -una
distanza mi separa: vivo mi
avviluppo in un sogno
lucido
Sogno sono di me
io creatura
di sabbia
88
VOLI A SOLCARE L'INDACO
(voli a solcare l'indaco
staccandosi dal tramonto)
ti sveni come questa luce –
dai muri diroccati
dalle feritoie a spiarti
gli anni spogliati nel cuore:
l'infanzia che rimonta
dentro te come un sole (il sangue
sparpagliato nella luce):
l'esplodere dei sogni che aprivano
i mattini – l'innocenza
negli occhi di pianto
di quel fanciullo col suo aquilone –
sparito nel profondo azzurro…
89
IN UN PUNTO DELL'ETERNO
(momento)
spiove luce di stelle
la stanza si riempie di cielo
come quando
in un punto
dell'eterno palpitò la mia essenza
biancore irreale
carne-e-cielo
l'Io
nell'oceanosogno si guarda cadere
a imbuto
fuori del tempo
fino all'attimo prenatale
alla luce del sangue
90
M'INONDO' IL SOGNO
fuggii negli specchi
sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo
vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri
il mio sangue confuso col cielo
della memoria
precipitato nella vita
IL SENTIRE CELESTE
(2006)
91
ARCHETIPI O LETTERE CELESTI
sulla pura pergamena
della sostanza primordiale
tutti i pensieri lo Spirito scrive
con l'inchiostro luminoso
della divina emanazione: nel Libro
dei libri sotto forma di archetipi
o lettere celesti si trova tutto
quel che fu è e sarà
92
POESIA COSMICA
io-non-io:
lasciare che mi superi
la luce
sentirmi espandere
nell'amore
infinito sparso per il cielo
83
ROL
Fantasia
nel giro d'una
luna
ti sognerò levarti
da orizzonti di fuoco
su cavalli
d'aria
dipingere arcobaleni
coi colori dell'amore
94
MIO SANGUE ALATO
tu come un'esplosione
all'aprirsi del fiore –
vita: mio sangue alato
ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato
95
SPRAZZI DI PACE
spiove dal cielo una luce
di stelle gonfie di vento – quasi
provenisse dall'oltre
nel cuore un aprirsi
di sprazzi di pace: vedermi
in tutto con il mio sognare –
il vissuto la vita
sognata
96
L'OMBRA
negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce – se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?
pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà
che estinta con l'ultima sua luce
rientrerà nel corpo-contenitore
unificata con la terra – senza un grido
tutt'uno con la morte –
senza perché – solo ombra
97
IL PECULIO DI LUCE
(a Simone Weil)
(occhi come laghi
abbracciano da eco
a eco
fremiti di vita)
ha mani che sfondano muri
di solitudine
amore
germoglia grido di luce
da nuovo dolore
98
SIESTA
(Entrando in un sogno lucido
con la visione dilatata di gatta che si stiracchia)
le fauci spalanca la natura animale in enorme sbadiglio
della tigre di blake a ricordare la geometria felina
dinanzi agli avanzi della sua preda sanguinolenta
nella solitudine lucente tinta dalla cenere rossa del tramonto
pancia all'aria nella conca del sole occhi socchiusi impastati
dell'ultima luce in un tempo sospeso un silenzio
che disegna l'atavica forma aperta del grido
99
NEI MIEI SOGNI
nei miei sogni ricorrenti il mare
ne attraverso lunghi tratti io che appena
sto a galla – altre volte mi trovo
in viaggio (nave/treno) o mi vedo nella
casa giù al paese a tavola
coi parenti che mi ricolmano fino
agli occhi e mi accorgo che sono in ritardo per
il lavoro ora nemmeno più ricordo dove
ho parcheggiato scendo di corsa salgo
scalinate eccoli i miei morti i parenti
sorridermi mai che mi dessero
numeri
(ora non sogno più a colori
vividi né di librarmi come
falena contro il soffitto
100
CREATURA
mi godo la luce
come farfalla
sul palmo della tua mano
Signore non posso
che offrirti il mio niente –
fragile creatura
una morte ti devo
101
PARVENZA D'AMORE
pietre ancora calde di sole
con la luce declinante
una virgola di amore ti è rimasta
negli occhi
-un sangue rappreso
come un olio è passata la luce
sopra il dolore –
pseudoincarnazione di
un sogno –
102
HA MEMORIA IL MARE
grovigli di rami
disegnano
la forma del vento
voli
di gabbiani ubriachi di luce
a pelo d'acqua decifrano tra
auree increspature le vene del mare
interroghi sortilegi nella
vastità di te solo
ti aspetti giungano da un dove
messaggi in bottiglia un nome un grido
ha memoria il mare
scatole nere sepolte nel cuore
dove la storia
ha un sangue e una voce
103
SPAESANO LE ORE DEL CUORE
i primi turbamenti i morsi
dell'amore – luce
d'infanzia come sogno scolora
dove l'orizzonte taglia il cielo
spaesano le ore del cuore
nel giorno alto
104
ANANKE
più a morire che a nascere a
volte – un colpo e via è preferibile
dici ma anche la pianta si
ammala e soffre in natura si sa
tutto soggiace a legge:
la
supernova che collassando si fa
buco nero e noi
mortali…
105
GIOCO DI SPECCHI
l'ambiguità è forse nel sogno
mentre vivi e ti cammina a lato
un altro te – insospettato
allora è sogno la vita? o
riflesso copia sbiadita o
gioco di specchi in cui
ti chiami e ti perdi…
106
ROSA D'AMORE
letificato d'amore angelicato fiore
si schiude la rosa
fra cristalli dell'inverno
107
A RISALIRE LE ORE
non resteranno tracce
dei giorni informi
solo parole
scritte sull'acqua
a risalire le ore
del sangue il vortice
del vuoto: solo
parlerà l'amore
che si è donato
108
ANCHE A META' UN SORRISO
(anche a metà un sorriso
è terapeutico:
sprecato è il giorno senza
la sua luce)
fare anima aprirsi
al nuovo come cercare
un tesoro con occhi tornati
innocenti
coltivare la
meraviglia il bambino che
è in noi unico
filo rosso
109
STANZE
[ispirata leggendo Il corponauta –
appunti di viaggio di uno spirito libero,
di Flavio Emer]
io pensiero dilatato
a spolverare le stanze dell'oblio
sulle pareti la memoria
ancestrale
metteva in luce emozioni dipinte
su volti che furono me
rifluiva dai bui corridoi
degli anni il vissuto
a imbuto
mi perdevo come in sogno
nell'abbraccio di quelle figure che
accendevano il mio sangue
110
PER SPECULUM IN AENIGMATE
chi sei: quale il tuo nome nel registro
della Luce quale la tua figura
inespressa
questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli di cui non è memoria
…caduto
il velo il tuo Sé faccia a faccia
un ri-trovarsi:
moltiplicato
111
LA SUA LUCE DI MILLE SOLI
ci accecherebbe la sua luce
di mille e mille soli
se solo potessimo
vederlo con occhi di carne
Lui l'absconditus –
Colui
che indossò una carne (e
la sua carne
vestì una croce): che
per sollevarci
si fece bambino e ultimo
112
LE TUE POESIE
sono astruse dici parlano per lo più
di cieli e affini mai di quaggiù – lo
ammetto ma ti pare siamo solo di terra e
non fatti d'infinito e di mistero o
materia dei sogni come il cuore sente?
farsi d'aria e parlare col cielo non
insegna forse a vivere in terra?
a riscattarsi da debole carne?
113
ACQUE
1.
acque uterine dove sognammo di nascere
oceano circolare mare
di nostra madre
2.
lavàti
con acqua e sangue – fonte
battesimale seconda nascita
3.
acqua è porta
acqua è Vita
venite a me
Io vi disseterò
…camminava sulle acque
coniugava le forme dell'acqua
"oceano circolare mare / di nostra madre": versi adottati
da Jean Debruynne, L'acqua battesimale
114
IO-UN ALTRO
questo sentirmi diviso: e
non riconoscermi come
il fuori del mio dentro:
convivere con gli umori
di un corpo di morte
115
IL MONDO LE COSE DEL MONDO
a padre Pio
il mondo le cose del mondo
ci devono scivolare addosso
come acqua – dicevi
mentre era un sorriso
interiore a illuminarti –
guaglio':
la casa del Padre è in fondo al tuo cuore
ma è il cuore
un campo di battaglia: a ogni giorno basta
la sua pena –
116
FRAGILE FOGLIA
e nel momento del distacco
l'io si farà fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di vento
117
NELL'ABBRACCIO DEL MISTERO
terebrante luce: intima
ferita celeste
(la sfiorano
le balsamiche dita
di Amore)
nell'abbraccio del mistero
farsi trasparenza
espansa
percezione di sensi
——————————————–
DENTRO UNA SOSPENSIONE
(2006)
118
SE QUESTO MONDO
se questo mondo ti ha forse
deluso è perché ho lasciato
che ti perdessi e dal tuo
vuoto mi tendessi le mani
su me che sono altro
scommetti pure la tua vita
di me non vergognarti:
ho offerto il mio Essere
carne e dio
al supplizio del legno
mia rivincita d'amore
sono il mattino che ti coglie
cuore di madre
119
LETTERA
(frammento)
non angustiarti se non sai pregare
se preghi con la testa tra le nuvole
lo fai e bene se spandi
su foglio metafisica luce
e il soffitto ti si fa cielo
120
E' IN TE NELL'ARIA
è in te nell'aria
sottile la senti
la mancanza di vita piena
ma è regale regalo
questo rapido frullo
d'ali
atto d'amore
non affidarlo nelle mani del vento
sii àncora
gettata nel cielo
121
E' VELO CHE CADRA'
è velo che cadrà
la carne
rendere fruttuosa la morte
perdendo la vita
(rovescio
dell'io tra nome e senza nome)
ma è l'amore che mi sceglie
(nudo
alla luce)
ho sognato d'essere trasparente
122
VISIONE
imbevuto del sangue della passione un cielo
di angeli folgora l'attesa vertiginosa
nella cattedrale del Sole dove ruotano
i mondi
è palpito bianco la colomba sacrificale
123
QUEL SORRISO
oltre lei forse fra le stelle
dura quel sorriso che nell'aria
ti appare ora sospeso come fumo
lucido incanto il tuo
sperdutamente altrove –
l'ha disperso il vento
124
VERTIGINE DEL VUOTO
[leggendo E. M. Cioran]
sognandosi al di sopra dei precipizi
le vene cariche di notti
carpire qualche vertigine all'Abisso
125
ELEGIA DELL'ULTIMO GIORNO
ormai è passata come tutte
le cose dell'aldiqua prendila come
un sogno anche se sogno non è
questo nell'ultimo giorno avrò da dirti
fratello a me nella carne e nello spirito
marchiato a fuoco
ma tutto questo doveva accadere ti dico
perché "si compissero le scritture"
ora m'incolpi del mio silenzio e
Tu dov'eri mi chiedi quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci in verità
ti dico Io sono la Vittima l'agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda
"quando avete fatto queste cose ad uno
di questi piccoli l'avete fatto a me"
anch'io in sorte ho avuto una croce la Croce
la più abietta la benedetta
anch'io ho urlato a un cielo muto e distante
Padre perché
perché solo mi lasci in quest'ora di cenere e pianto
126
DAL DI FUORI
precipitati da un primo
mondo di luce indivisa –
essere qui e insieme
altrove
dal di fuori il pulsare
dell'universo
impregnato di dolore e di canto
questo dolore questo
canto: ne siamo
l'essenza
siamo volti che galleggiano
sulla superficie di un sogno
127
RISVEGLIO
tra le pieghe della storia
c'è sempre il maligno
che strappa
le più belle pagine di poesia
un giorno i morti
risvegliati
da pioggia d'uccelli
le ricomporranno
in musica celeste
128
SOSPENSIONE
un camminare nella morte dicevi
come su vetri non conti le ferite
aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio
riconoscersi enigma dicevi
di un Eterno nel suo pensarsi
129
SCONNESSIONE
pensavi guadagnare la chiarezza?
la vita imita sempre più il sogno
nelle sconnessioni avanti con gli anni
ti coniughi ad un presente che s'infrange
dove l'orizzonte incontra il cielo:
e ti sorprendi a chiederti chi sei
oggi da specchi rifranto
e moltiplicato
mentre il tempo a te ti sottrae
130
SPERDIMENTO
silenzio-ombelico di luce –
affondo
in vertigini di cielo
… unforgettable…
le uve dei suoi occhi
ad addolcire il sangue
(sperdimento il tempo
che si sfoglia e squama
questo cuore di paglia)
131
ALZHEIMER
dello stupore della vita
egli non ha memoria
né dell'infanzia
né di un amore
ora intagliato
in una finestra
consuma giorni in attesa
che gli si sveli
il paese della meraviglia –
dove la mente
come un sole si e s p a n d e
132
SOTTO UN MUTEVOLE CIELO
[leggendo Sandro Penna: una cheta follia, di Elio Pecora]
sotto un mutevole cielo chiuso
nel tuo grido di diverso
cresce la luce a cui vòlti
le spalle: voglia di sparire
dentro un sogno o restare
nell'ora dolce dei vivi
133
LASCIATE CHE SOGNI
lasciate che sogni il paese
delle più dimenticate musiche
dove vibra la segreta stella del mio sangue
il paese del Tutto dove nel tutto esisto
senza limiti
in una infinita danza dove sono la danza
134
LA NOTTE LATERALE
unghie crescono nella morte
il gravitare dell'ombra che
ti segue a lato – questo
sentirti enigma vederti
nel sogno moltiplicato
da una vertigine di specchi a
scalare la notte
135
MORIRE A RITROSO
amiamo ciò che passa
legati eppur distanti
a corpi di carne mentre
il tempo scava lento
per noi e per la morte che
buca la notte
è un morire a ritroso finché
si esce da questa
vita da questa
morte
136
PREGHIERA
spogliami Signore da questa morte che mi veste
lasciami rifugiare come un uccello bagnato
nel tuo dolcissimo abbraccio di madre
che racchiude il respiro degli oceani il poema del vento
ch' è onda di suoni e soavissimo amore
fa' che nello specchio del cielo
mi pervada l'angelica ebbrezza
del girotondo planetario non prima che quest'anima
indegna si lavi nel sangue di tuo Figlio
137
L'ESSENZIALE
arrivare all'essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta – un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)
così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all'Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto
famelico
quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra
138
NON POSSIAMO CONCEPIRE
non possiamo concepire come
chi ci ha lasciati
in un fresco mattino di settembre
ci appaia più grande si espanda
corteggiando le stelle
questo è parte del mistero
non dover essere ma essere-di-più
in pienezza
e perché poi ti sconcerti che l'io
debba disintegrarsi con la sua
tronfia ruota-da-pavone
quest'io a cui credi appartenere?
139
NEL BUCO NERO DEL GRIDO
nel buco nero del grido
s'attorciglia
la spiralante
vertigine di munch
140
LA PARTE CELESTE
vera rivoluzione sarà
l'oltre: mi sveglierà
nel sole in un paese
innocente *- il cuore
s'irradierà di gioia
piena nella vertigine
della luce – ricongiunto
alla parte celeste
puro tornerà alle
origini – perso e
ritrovato –
al seme della meraviglia
*da un verso di Ungaretti
141
AD ALTEZZE SEGRETE
(volontariato)
sperimentare l'Indicibile
spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto
ad altezze segrete
sperimentare l'Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita –
lui ti ricambia con l'oro
di un sorriso
142
RAMMENDI AZZURRI
(per il 25° anniversario di matrimonio)
in braccio al vento
questo giorno dai rammendi azzurri
——————————————-
LA BELLEZZA DELL'ESSERE
2007
143
LA BELLEZZA DELL'ESSERE
la bellezza dell'essere
è di una certa età
dipende
dal modo in cui la percepisci
quando ti commuovi per un nonnulla
scambiando un sogno per una visione
ti senti tornato bambino
lo sguardo perso ad inseguire un volo
non temi l' ignoto
quando in vita ti sei ben speso
144
SULLE RIVE DEL MISTERO
ciò che non appare mistero
neppure è bello *
fragile come i sogni
spaesa il cuore
di là del mare
tutta
una vita –
… finché lo spaesare
non si adagia
sulle rive del mistero
*frase presa in prestito dal mio amico
pittore-poeta-critico Andrea Crostelli
145
MAYA
il di qua dice l'asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno
sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito
non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra
si è dunque
del cielo o anelito
d'infinito ancor prima
del primo respiro?
-certa è la fiamma che dentro
ci arde – sottile –
146
IN SOGNO RITORNANO
[ispirata nella notte del 25.3.07]
in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
si affaccia nel tuo sogno sudato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti
emerge dai fondali
dell'inconscio dove naviga il sangue
e tu non puoi disfartene
147
INSOSTANZIALE LA LUCE
insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)
luce verde della memoria
scuote la morte:
il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile
148
UNA VITA
(a Jung)
perdutamente
dei sangui
l'aprirsi d'echi
su cieli
anteriori
lo spazio
d'un grido
149
PREVITA
cosa saremo ora non sappiamo
bene ci conosce il Demiurgo già
in mente Dèi eravamo prima
della creazione pur senza saperlo
ingabbiati come siamo in questa vita
puro anelito di spiccare il volo
150
EVOCATIVO
come in una bolla d'aria
si ha vita
dentro il fiato
di sogni sgretolati
151
RICORDA
[ispirandomi a David Maria Turoldo]
sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina
ma sei amato
immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia
ritorna a volare:
ti attende la madre al suo nido
ricorda: sei parte
dell'Indicibile – sua
infinita Essenza
nato
per la terra
da uno sputo nella polvere
152
LACERA TRASPARENZA
insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza
sostanza di luce e silenzio
sapore dell'origine
fuoco e sangue del nascere
153
ALLA FINE DEI TEMPI
"Per risplendere devi bruciare" – John Giorno
deve il maligno consumare
il suo fuoco – stravolgere
la faccia del mondo
fin quando uscirà di scena
la vita: "la vita può andarsene domani" *
-cerchio breve che si chiude
la consolazione per chi resta?
aspettarsi alla fine dei tempi
un radioso trapasso:"ch'io
non resti confuso…"
*verso di Paolo Bertolani
154
QUALCUNO MI CONOSCE
somigliano i sogni
a queste nuvole a stracci
mai come ora
ho bisogno d'un gancio
per appendermi al cielo
155
LONGEVI
brindano al mistero della vita
forzano le porte
della sera – vedono oltre
dove altri non vedono: per loro
il sognare non ha più fine:
hanno occhi
lavati con acqua celeste
156
UN SOLO RESPIRO
la porta stretta –
dove macera amore
(nell'oltretempo risiede
il Verbo e
il suo cuore-battito
d'universo)
a un solo
respiro si tende –
oltre un tempo
di transizione
157
IL PARADISO SE AMIAMO
(sentenza facile con versi facili)
(il grido dell'afflitto
anima sparse stelle)
terra è dolore il cielo amore?
l'inferno ce lo facciamo noi
terra è pianto?
il cielo canto?
il paradiso se amiamo
è già qui
158
NELLA DANZA
quando ti adagerai nella tua ombra
e avrai già l'inverno nelle ossa
esulta perché sarà l'ora
d'essere trasfigurato
pervaderai con una particella
di te ogni cosa
l'anima si confonderà con le stelle
allora entrerai nella danza
nel Signore della danza
159
ENTRARE NELLA LUCE
[ispirata nel dormiveglia il 2.10.07]
leggere sull'acqua
lettere storte
camminare nel mistero a volte
con passi non tuoi
nella parusia entrare nella luce
goccia
che si frange nel sole
-che contiene un mondo
160
IL SOGNO E' UN'OASI
un grande desiderio di azzurro
urge nel sangue
senza più odio e dolore
solo amore –
un arcobaleno di amore
nella notte dell'anima
acceca il bagliore della lama
dello sparo – "caino dov'è
tuo fratello" –
ancora e ancora
l'assordare
dei martelli che inchiodano al legno
è il sogno un'oasi di pace
nel cuore devastato
… non si tende alla bellezza?
161
SE CI PENSI
capisci quanto provvisoria
è questa casa di pietra e di sangue
dove tra i marosi il tempo
trama il tuo destino di piccolo uomo?
se ci pensi:
quale enigma ti sovrasta
mentre la vita non è che un batter d'ali
-e tu immagine
passeggera
dentro gioco di specchi
copia sbiadita riflesso del riflesso –
ci sei ma non ti appartieni
sebbene all'esistere
ti attacchi
come ostrica allo scoglio
mentre ti ripugna
il disfacelo lo scandalo
della morte
il salto nel vuoto
162
MONDO
freddo incanaglito la tua iniquità
è specchio che deforma
la bellezza del creato
tu esperienza della ferita
per l'amore che lasci morire
ci lascerai incastrati
tra questa e un'altra dimensione?
dell'uomo incompiuto vòlto al cielo
tu mondo piaga e grido
163
MOMENTO
ad Angela
torpore:
velo di tenebra sugli occhi
mano che ti muore nella mano
ed è bellezza anche questa:
minimo ritaglio dell'eterno
164
A SPECCHIO DI CIELO
a specchio di cielo
il tuo coniugarti
corpo-amore
albero che veste
primavere
grido
di terra
benedetto –
fonte di luce-vita
corpo-amore
165
ANELITO
rinascere dal cuore
come una fortezza
il peculio di pena ha elevato
il silenzio al rango della luce
166
SU UN VERSO DI PESSOA
(In un volo)
di felicità effimera
brucia il tramonto in un volo
che si perde dietro l'ala
di vetrocemento
fin che giunge lo sguardo…
(apparizione o forse
déjà vu)
IN UNA GOCCIA DI LUCE
2008
167
IMMERSI NELL'ASSOLUTO
come in una bolla d'aria o goccia
di luce
si ha vita
nel fiato del Sogno infinito
168
SPIOVE LUCE
spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria
siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?
169
AVVOLTI NELLA LUCE
se nascere nella morte
è questa vita
breve sarà il vagare
nella tenebra della conoscenza
per noi apprendisti
dell'Indicibile
legati da una promessa di sangue
a Chi ci tende nei secoli
le braccia aperte in forma di croce
170
SIC TRANSIT
confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge
è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all'essenza
lo scheletro la trasparenza
171
DISTACCO
giungere dove ogni linea s'annulla
un brivido bianco… e sei altro
fiume che perde nel mare il suo nome *
*da un verso di Billy Collins
172
IN UNA GOCCIA DI LUCE
s'arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un'acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all'Immenso
allora non sarò più
quell'Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d'amore
in una goccia di luce
173
LIBRO SACRO
perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa' che sia pane
non polvere nel vento la Parola
174
SCAVANDO NEL PROFONDO
a Giuseppe Soffiantini
rimuovere i macigni
di odio e vendetta
che tengono in ostaggio per la vita:
questo rispecchia
il tuo animo regale
tu che umanizzasti il tuo carnefice
tu che sai il dolore
della luce – sentinella dell'aurora
175
NEL SEGRETO DEL CUORE
tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne
custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni –
le coordinate dei sogni – e
l'insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti
-che tenga lontano la morte
176
L'ESISTERE SPECCHIATO
con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *
ma a te presente un altro
te – il Sé celeste – l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere –
un mondo in un altro
*il corpo secondo la Bhagavadgita
177
BARLUME
qui non altro
che un barlume di vero
dove cielo decaduto
è il cuore in tumulto
che spera anela a una riva
di pace
per acquietarsi
178
RI-CREARE LA BELLEZZA
A Lolek (Karol Wojtyla)
la pietra scartata è la prima
della Bellezza – che trasuda
il sangue della luce
-posata sulla stoltezza
del mondo
179
PENTECOSTE
aleggiare dello Spirito sulla
creazione
l'Avvento: respiro
dell'Altissimo
(virgola-di-fuoco) in
fragilissimo cuore
– un angolo
di cielo
180
TURBINE VORTICA
turbine vortica intorno al chi sono
non altro sapere che la tua
inconsistenza
-ma a un tempo
di contenere un mondo –
181
IN LIVIDA LUCE DI CREPUSCOLO
sulle braccia
della Croce
ci amasti da morire
in livida luce
di crepuscolo
per compassione Tu
ti spezzasti *
… e
fioristi
amen
*verso di Ungaretti
182
L'INVITO
Il poeta: un vuoto
G. Seferis
e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto
parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole
la plasmi a scalpelli di luce
183
UNGARETTIANA
su un refolo di vento
adagio
la vita
trasognata
184
A CARLO ACUTIS
(Ti so dolce presenza)
A Carlo Acutis, morto a 15 anni di leucemia l'11.10.06
(del quale è stato avviato l'iter per l'apertura della Causa di Beatificazione)
ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
nell'apparirmi in sogno mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai
-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un'infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste
185
STEP
pensieri distesi nell'ora
canicolare
… una lama di luce
obliqua sul letto e
nella mente
in sopore -in simbiosi
con lo sciabordio del mare-
il perdurare
il dondolio del corpo
fatto d'aria
186
QUESTO PANE
perché lo permette ti chiedi
permette tutto questo
ti senti dire: è una prova che ti dà
"dal male trae un bene" anche se
non puoi capirlo – allora
giustificato dal Suo sangue
spezza insieme agli altri questo pane
bagnalo di tutte le lacrime
del mondo
non una briciola si sprechi di questo
dolore
187
DELL'INDICIBILE ESSENZA
dell'indicibile essenza -l'altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza
solleva l'angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce
188
DA UN'ONDA DI SOSPIRI
da un'onda di sospiri
risalire in sogno
la morte
fiorita
dal grido
di albe di cenere e
fermenti di voli
nel turbinio del vento
189
NEL GIORNO ACCESO
nel giorno acceso
-avvolto nel mantello
del vento-
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
-la morte un paradosso
190
ARMONIA COSMICA
espansione a irradiare
poesia a labbra
di luce
indicibile fiore
del sangue
191
NEGLI OCCHI FORTI DELLA LUCE
negli occhi forti della luce
vive il paese innocente
-dove approdare l'anima
esausta
di vita dispersa-
(una
gomena di avemarie
porge l'angelo a riva)
192
VASTITA' DI TE SOLO
[su un verso di Ungaretti]
vastità di te solo
penetrata nei sensi:
nella tua fragilità
lo stupore
di sentirti
una "fibra dell'universo"
———————————————
CASA DI MARE APERTO
2009-2011
LACERE TRASPARENZE
2009
1
E TU A DIRMI
lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua "follia"
e tu a dirmi: Lui
l'irrivelato
nasconde il suo azzurro – è
lamento amoroso
(2009)
2
L' ANGELO
noi lacere trasparenze
-sostanza di luce e di sangue-
a superare d'un passo la morte
solleva l'angelo un lembo di cielo
svela l'altra faccia del giorno
(2009)
3
IL LATO OSCURO
e se fossi stato
dell'altro sesso in una
vita precedente
e ne avessi perso
memoria?
(ipotesi remota dici – di certo
campata in aria)-
junghiane profondità
tralasciando
scoprire come in un test
il lato oscuro del Sé
totale la parte
inconfessata (semplicemente
naturale) – la tua percentuale –
4
PER METAFORE
a mimare un amore
anteriore a noi si vola
nel vortice della luce
(farfalla
di fumo)
foglio bianco
schizzato grido
(2009)
5
DOVE PIOVE MUSICA
[a David Maria Turoldo]
ai confini del cuore
zona rischio lebbra
dov'è l' essenza
luogo non luogo dove
piove musica
rendimi bianco
come neve delle vette
Signore
(2009)
6
A RITROSO
(Hikikomori)
un vivere a ritroso
le spalle all'oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l'ombra e l'anima
(2009)
Nota:
hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E' il fenomeno di ragazzi che vivono di "rapporti" virtuali
chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.
7
DI QUA DEL VELO
onirica visione dell'eden
dove profuma Signore
di abele il tuo giorno
un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma
(2009)
8
L' INDICIBILE PARTE DI CIELO
indicibile la parte di cielo
ch'è in te e ignori – dice steiner
l'uomo in sé cela un altro
uomo: testimone che ti osserva e
sperimenti ogni ora:
basta che solo
un verso o poche note ti richiamino
a una strana forza interiore:
e cessi
di sentirti mortale
(2009)
9
RIESSERCI
in noi con noi come un
riesserci
spessore davamo alle
emozioni
cercavamo lo stupore
e lo stupore era Dio *
*da un'epigrafe
10
NON RICORDO
-e gli esecrabili
delitti e la vita
tradita?
e il sangue innocente?
-non ricordo: in verità ti dico
l'Albero di sangue
virgulto di mio Figlio
il Giusto
si è ingemmato
ed espande nei secoli
le sue radici
in un abbraccio totale
(2009)
11
RIEMPIRE I VUOTI
riempire i tuoi vuoti di cielo
e un angelo che ti corre nelle vene
come sangue e il bianco grido
del vento che sfiora
i contorni del cuore a smussarne
gli angoli vivi il dono
di una parola (cara
e rara non di circostanza)
corredata dalla luce di un
sorriso ad hoc
12
AUNG SAN SUU KYI
non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione
non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte
dal suo sangue si leva alto
il grido di purezza
a confondere intrighi di potenti
(maggio 2009)
13
DI ALTROVE
[La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona.
Eduardo nel film Campane a martello.]
di altrove
è lettura capovolta il mondo
chi ti dà
occhi buoni per il cielo
se non sai vedere
così la cieca
sopraffazione
la gioia cattiva del sangue
(2009)
14
CASA DI VETRO
carne fatta velo d'aria
dalla consistenza del sogno
ectoplasma o luce-
ombra che si ricrea
questa e non altro la fragile
casa del corpo di vetro
15
CUORE TRASPARENTE
1.
non la doppiezza non l'apparire:
chi sei veramente è più forte di te
2.
fra cristalli dell'inverno è schiusa la rosa:
l'amore sai impollina la morte
16
QUEL SENSO DI
aspettando sempre qualcosa
qualcuno:
in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce –
quel senso
di sperdimento quando la vita
è a chiederti
dove sei tu
quel senso di…
aspettandoti –
aspettando di nascere
(2009)
17
LIBRO
mastica piano la morte
il libro del corpo – orecchio
del cuore – : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all'ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce
(2009)
18
EFFETA
di Dio il dito
la saliva il fiato
ri-fiorisce vita
in cuore
disabitato
19
NASCOSTO STARO' NELLA ROSA
finché non avrà inghiottito
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra
perché non intacchino
i veleni del mondo
la bellezza del cuore
(2009)
20
VITA IN SALITA
vedersi su un piano
inclinato esistere –
sperdimento in
lunato albeggiare
su deriva dei sogni
-lama nella mente-
incrinata azzurrità
il vetro del cuore
21
LA LINEA SOTTILE
non crederlo un viaggio
interspaziale o come andare
sulla luna ora più "vicina":
è varcare quella linea che
divide l'essere dal Sogno
infinito: l'oltretempo ai bordi
della luce ove fanno corona
frange angeliche ad accoglierti
veramente v i v o
22
WILLIAM BLAKE
cielo riflette l'occhio
interiore che veste
luce
specchio
d'azzurro dimora di
cherubini a te
benevoli
23
A COME AMORE
a come Amore
a-mors non morte –
prima del tempo
non c'era che amore: quello-che-muove-
il-mondo: danza nel cielo
della Luce-pensiero: della notte
a scalzare le tenebre
24
VERSI PER UN TRAMONTO SUL LAGO
[fine anno 2009]
(perle d'acqua ed ali)
oro trasfigurato in sorriso
di sangue /
cenere / silenzio
d'ombre
———————————————-
.
COSPIRAZIONI DI ALTROVE
2010
25
A STEPHANE MALLARME'
tenue rosa d'albore
nel cuore fiorite di cielo
26
DENTRO SILENZI D'ACQUE
sul lago s'è alzata la luna
dentro silenzi d'acque
è dolce la luce
nel respiro
delle foglie una smania che dilania
abbraccia i contorni della notte
(2010)
27
HO SOGNATO DI ESSERE TRASPARENTE
vortico in un vento
di luce
da fenditure di un sogno
spio il mondo
(2010)
28
CONSAPEVOLEZZA DELL'ESSERE
tanto piccolo sei e disperso
come pulce sul dorso di un mulo *
ma il cuore che non può morire
infiniti universi racchiude
*da una frase di Erri De Luca
intervistato dopo il terremoto di Haiti
29
EMANUEL SWEDENBORG
lasciami entrare nel tuo sogno
adesso che col soffio di Dio
ne scrivi pagine ineffabili
pensieri pettinati di luce
eccelsa danza dell'aria
dalle labbra della notte stanotte
mi pare udire da un-dove-che-non-so
una sinfonia da musica delle sfere
lascia emanuel che entri
nel tuo Sogno
30
NELL'URLO
nel giro delle braccia
le acque del mutamento – le mani
a impugnare il limite
penetrare in sé
nel profondo – eredità
di cicatrici – dove si tende
una strada nel cielo
rigenerarsi nell'urlo
della croce
(2010)
31
UNA LUCE
non sarai tu a scagliarla la pietra
che negli anni sfasati
più d'una volta tornasti contrito
a casa anche se non t'accolsero
braccia festose
che ti specchiasti nel fondo più nero
del nero pure se non s'udì
canto di gallo quando
tradisti la vita spinto ad un atto
anticonservativo
che infine piegato
dalla croce una luce
a forma di un angelo fu
a strapparti dall'oscenità
del tuo tempo facendoti espandere
in un'emorragia di versi e di
energia positiva
che nel viola del tramonto
fosti padre e ora nel tempo
declinante sarà forse tua figlia
che ti farà da madre
32
GIORNI ORFANI
piange il mio spirito
nell'usura dei giorni
orfani di poesia
la morte della Bellezza
33
ALBERI CHE CAMMINANO
[ispirata a un intervento di Erri De Luca per Emergency]
a Madre Teresa
e altri 'grandi' fino a Gino Strada
il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d'alberi
che camminano
oggi dallo scrittoio del cuore
vorrei dirti gino
che insieme a te si alzano
dalla radice del bene
alberi che camminano
anche se
quasi nessuno li "vede": santi
di questo tempo
(2010)
34
VOLTI AL CIELO
(ai martiri della cristianità)
(testimoni –
non maestri coi loro
fiumi di parole)
vòlto al cielo colui
che grida nel deserto – l'uomo
pneumatico – *
in visione celeste rapiti e
fulminati
sull'altare le mani
a benedire – rosso fiore
sul petto –
*per San Paolo è l'uomo spirituale
35
NIENTE DA PERDERE
appollaiata sulla tua spalla dalla culla
se la pensi ogni giorno quando
ti radi o vai a letto è per
esorcizzarla o scacciare la paura
dell'ignoto
fartela amica
la morte
-essa
non dissimile dalla vita: seme
che trama nel buio
cospirazioni del nascere-
e dunque: niente da perdere
col disfacimento se oltre il fragile
apparire sarai tutt'uno
con l'immenso corpo cosmico
nell'eterno girotondo dei
pianeti
nel sorriso di Dio
36
DAI CIELI DEL SOGNO
precipitare dai cieli del sogno
fino all'età adulta
richiami di sapori
di voci l'odore
del mare inalare il vento
salato sibilante sotto
le porte –
gibigiane echi
liturgie
di memorie
l'iniziazione del sesso
i segreti
cieli dell'adolescenza
passati come in sogno
(2010)
37
IL RAGGIO VERDE
[ad Agnes (Madre Teresa)]
filtra raggio verde
dalla porta
della conoscenza
vi accede l'anima
assetata in estasi
sanguinando amore
(2010)
38
ABITO CELESTE
(parusia)
"tutta la creazione geme…"
1.
da sogni di vetro e
da pioggia d'uccelli sarai
risvegliato
e
di luce
rivestito
(staccato il pungiglione
alla morte)
2.
e la tua lucy? e il tuo rex?
questi un'animula non sai se
ce l'hanno
di certo gli manca il senso
del trascendente
essi non si sporgono
sulla loro morte
a cogliere
il proprio profilo finito
39
GRAFFIO
[leggendo "Lume del tuo mistero"
di Giovanni Giudici]
graffio di demone mi brucia
seguitando sua scia di miele
40
SOGNO BAGNATO
[dalla parte dei traditi ed uccisi]
vedere l'angelo
della morte
entrare nel mio sogno
ed io riverso
sul selciato
lo stupore del sangue
le viscere nelle mani
"tu quoque brute"
… per mano di chi
si credeva amico
(2010)
41
NEL GIRO DI POCHE LUNE
questo corrermi nel sangue
del transeunte l'istante
mai vissuto appieno
questo accadermi
42
COSA RESTERA'
siamo mistero a noi stessi
cosa resterà quando dopo
di noi sarà a sopravvivere
finanche l'albero
vetusto del giardino di fronte
e le suppellettili e i cari libri
la tua la mia storia
scritta sull'acqua
(2010)
43
PREGHIERA
dinanzi all'Assoluto
misericordia mi vesta
di un abito di luce
amen
44
VERTICALITA' (AL NEGATIVO)
carpe diem epoca
di trapasso
il linguaggio i riti
stravolti (e la
famiglia? – e
la sacralità
della vita?)
"civiltà" del ludibrio
verticalità
saccente di chi
si crede dio
l'autentico violentato dal
mediatico
narciso edipo in
annuvolati cieli
ingombranti la
psiche
l'aprirsi
in essa di
crepaccio
-la sua
bocca ad urlo
45
IL SOGNO
(insensatezza della storia)
il sogno di riavvolgere
il film della vita
utopia – sebbene
affrancato è il cuore
dall'essere eterno
e mortale
46
ERA IL PROFUMO
nel mezzo della notte un ululato
alla luna (o mi è sembrato?)
ho fatto che voltarmi
dall'altra parte
come in un sogno lucido mi vedevo
librare oltre le nubi in levità
l'altro lato mi appariva il versante
luminoso di ancestrale armonia
esso non era che il vissuto
compreso in una bolla d'aria
un frammento d'eterno
mi espandevo su quel versante lucente
linea sottile del sonno dove
poesia era il profumo
del mare
mare aperto
47
SEI DEL CIELO
chiedere a Dio quella protezione
che il mondo non può dare
rifugiarti a quel nido dove
Egli attende come una madre
il suo piccolo perduto
nuda allo scoperto
sei creatura nata per la terra
-ma del cielo-
dove sempiterna dimora
Compassione
(2010)
48
INVERNI
quanti ancora ne restano
nel conto apparente degli anni
incorniciati nella finestra i rami
imperlati di gelo e la coltre
candida che copre
anche il silenzio dei morti
immacolato manto
come una immensa pagina bianca
la immagini graffiata da
due righe di addio
il sangue delle parole già
rappreso mentre
è lo spirito a spiare da un
lembo del cielo
(2010)
CASA DI MARE APERTO
2011
49
IN QUESTO RIFLESSO DELL'ETERNO
credimi vorrei dirti che quanto
avviene anche là avviene
oltre le galassie oltre
lo specchio dei tuoi occhi amore
anzi certamente è presente
da sempre in mente dèi
imbrigliati noi siamo in un giorno
rallentato
noi spugne del tempo
assediati da passioni sanguigne
credi mia cara che quanto
avviene semplicemente
lo rappresentiamo
sulla scacchiera del mondo
noi essenze incarnate
in questo riflesso dell'eterno
dove l'anima si specchia
mentre ci appare infinito
mistero la vita – miracolo
tutta questa luce che
ci attraversa
50
DELL'OLTRE IL DOLCE SENTIRE
dell'Oltre il dolce sentire
apre sogni e lune
mi è specchio il cielo
51
L'ALTROVE
questa casa di vetro
eretta sulle nuvole
concepita forse in sogno
sai cara
si sta di un bene qui
l'erba folta alle caviglie
uscendo nel sole
vieni
52
ULISSIDE
noetica luce
a trapassare aneliti
su aperti mari dei sensi
53
DA UNA PARABOLA
"non puoi servire due padroni"
scrivere con la luce
la vita la morte
vestire
di primavera i gigli
non così l'uomo
dal suo apparire
preso nel vortice
delle cose
egli scrive su sabbia l'avere
-nel cuore la paura
del bambino
(2011)
54
NOSTOS
Siamo… fatti di orizzonte
Andrea Zanzotto
in lampi di visioni
vita sognata
con occhi di cielo
il sangue ad ascoltare
la verde età
fuggitiva
(2011)
55
COME UNA MADRE
irradiata
benevolenza
da madre cosmica:
fragili creature
a suggere luce
da poppe del cielo
56
DEJA' VU
e ci sorprendiamo
a un viverci addosso
noi gli occhi riempiti di luna
smaniosi di un certo
non-so-che
quando tornano le stagioni
delle promesse di luce e voli
i luoghi onnipresenti
fra lampi di memoria
un cancello uno sguardo
rubato oh l'emozione
di quei momenti impressi nel
sempregiovane cuore
gonfio di vissuto
ora sorpreso da una lacrima
mentre fluttua lieve in uno stadio
di sogno che sa di eterno
(2011)
57
L' INVITATO
ho sognato che l'ultimo giorno
era anche il primo della mia
nascita in cielo come stella
-o se atomo o fiore non so dire
ma ero più che mai vivo-
che annullato ogni affanno
mi vestivano da festa angeli belli
giacché quel giorno ero io
l'Invitato – anche senza
esserne degno –
58
NEL CERCHIO DI DOLORE
nel cerchio di dolore
lo tiri in ballo – ed è sì umano
quel "Padre perché m'abbandoni"
occhi rovesciati e veste
di sangue –
tu cerchi
una via d'uscita
eviti la porta stretta
59
FOSFENI
a Maurice Maeterlinck, drammaturgo
è finestra sul cielo
il cuore invaghito a carpire
fòsfeni lampi
tu custode
dei sogni – dal cuore puro –
ti libravi come
i tuoi uccellini azzurri
che "si nutrono di raggi di luna"
e
si espandono
nell'Inconoscibile
tra svolìo di ali…
(2011)
60
"DAI TETTI"
chi a invadere il campo
"uomo"
se non Colui che a te
in libertà si concede
(nessuno "incapace"
del suo amore immenso)
vedi: la vita non tarda a guardare
che in un senso: "dai tetti
in su"
61
VENNE A TROVARTI LA POESIA
giunse come un vento lieve
a frugarti le pieghe
dell'anima
e guidandoti verso stanze
inconsce
mondi paralleli ti apriva
ora sperimenti
il tuo daimon
-a divorarti
per sempre
(2011)
62
SI DICE DI AGOSTINO
[Al Dottore della Chiesa
il quale dava da "masticare" il Verbo]
si dice di Agostino – era forse
un sogno? –
gli fosse apparso un angelo-bambino
che voleva raccogliere
con una conchiglia
tutto il mare in una buca
la morale tra le righe: nulla è
impossibile a Dio
(2011)
(prima che passasse nell'aria e fosse aureolato
da giovane Agostino era un dissoluto)
63
FRAGILE PALPITO
in una selva di gridi
come lepre braccata
dal tuo incondizionato amore:
Tu che governi i cieli
"bisogno" hai di me?
perché pungoli questo
fragile palpito
fino al sonno della morte?
(2011)
64
OLTRE IL VELO
nulla si disperde
la banca del cielo
a custodire i fondi –
bagaglio di vita
dolore-amore
nulla va
perduto – chiusa
l'ultima tua pagina
di vita
bagnato di Dio
sarai
al suo appello
presente
65
L'OFFICINA
[ispirata dalla definizione di sé
di Quasimodo: "operaio di sogni"]
sgusciante come anguilla
l'ispirazione
puoi lasciare ti visiti
quando non te l'aspetti
si levi allora
questo sole interiore
in sogno o ancora nel dolce
dormiveglia prima che sia giorno
come un bianco palpito
… ti alzi la mattina ed è quasi
un miracolo
il silenzio dell'officina
66
DI UN DOVE
di un dove
d'un altrove
striscia
di luce verde la mente
l'interrogarsi serpeggia
si morde la coda
(2011)
67
MARE DENTRO
riverberi maja di luce
rosso schermo dietro
gli occhi (te supino) in
barbagli a lenti
tratti
le vene del mare coniughi
con geometrie
di gabbiani sul filo arcuato
d'orizzonte
questa vastità
di cielo e mare
dentro – le
anime del mare –
… come perdersi
[Pola, 6 agosto 2011]
(2011)
68
COME UN IRRADIARSI DI CIELI
Amore è una parola a rischio
Nelo Risi
Amore è
come un irradiarsi di cieli
anteriori
esaltazione al calor bianco
o
pane impastato con lacrime
un lungo lungo gemito più
che sospiro di vento e foglie
casa del sole e delle ombre
dove disarmato
è il cuore
(2011)
69
CONGETTURE
si vive
per approssimazione
si sta come
d'autunno…
di ungarettiana memoria
o
dall'origine
scollàti dal cielo
a vestire la morte
fino
al fiume di luce che
ci prenderà e saremo
un'altra cosa…
congetture
ma lasciatemi sognare
un sogno che non pesa
(2011)
70
ALEPH
nell'oltre non c'è ombra
-lo sai- ombra che ti possa
nascondere allo sguardo
è una chiarità che t'attraversa
non come qui che guardi
per speculum in aenigmate
lì non si consultano dizionari
né atlanti: sei tu la biblioteca
il motore di ricerca
-alfabeto voce conoscenza- :
nel Tutto tu sei e tutto
è te – (l'aleph del poeta cieco)*
è dove ti si svela ogni
contrario – la vita non è prima
della morte
*Jorge Luis Borges
(2011)
71
AVEVO PERSO LE CHIAVI DI CASA
(conversione del non più ragazzo e non ancora uomo)
nuvole a stracci
che promettono pioggia
… dai recessi una voce
catartica
a sovrastarmi a farmi
piccolo
la faccia contro il cielo
mi ritrovo
assetato
72
LADRO DI PAROLE
[l'ispirazione della poesia]
la farfalla immagine-pensiero
sotto la volta del bicchiere
-della cattura l'ebbrezza ma d'un solo
attimo e poi il volo…-
la destrezza nel carpirne la luce
frangente nei colori –
l'inavvertito suono
(2011)
73
NOI ANGELI
sospesi nel tempo
a frange del cielo
noi angeli
caduti
mendìchi d'amore
74
DEI ME STESSI
l'esistere
l'evanescente:
un volgere altrove
la vita
vista come
sogno di me
dei me stessi
75
MI SPECCHIO NELLA MIA TRASFORMAZIONE
quando il mondo continuerà
dopo di me
a chi vi dirà lui non c'è più
fategli uno sberleffo
76
ANAMORFOSI
[ispirata da un sogno
la notte del 20.11.11]
come amante
mordicchiare
lo spazio-carne
… e i denti frantumati
… e non riconoscersi allo specchio
(bambino e vecchio)
(2011)
77
L'ALBA CHE SA DI NUOVO
Per fortuna ciò che sta per nascere è il giorno.
(Fernando Pessoa "Il libro dell'inquietudine")
la si vive nel sangue la nottata
ha uno spazio aperto
l'alba che sa di nuovo
al rango della luce
78
D' UN PRESENTITO CHIARO D' ARMONIE
d' un presentito chiaro d' armonie
d' un trasognato dove
vivi e scrivi
-tuo credo-
tua casa di mare aperto
D'UN PRESENTITO CHIARO D'ARMONIE
–POESIE DELL'IMPERMANENZA–
1
DISTACCO
farsi fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di vento
(2011)
2
EVANESCENZA
in trasognato sfarti figura
-quasi rito-
t'invetri
incielata diafana
3
COS'E' IL MARE
non puoi spiegarlo
alla bimba dagli occhi di luna
se non l'ha mai visto prima
se non è rimasta rapita
dal ricrearsi sull'acqua
di riflessi dorati
-ed è poesia…
lei può solo sognarlo – il mare –
come una carezza di vento
salato e spazi
aperti e voli
vederlo nel proprio cielo
alla stregua in cui s'immagina
un altrove
chiamato paradiso
(2011)
4
NASCITA
come appena
emerso
da naufragio di sangue
a luce
ferita
rosa
del tuo fiato – madre –
(2011)
5
IL CAMBIAMENTO
(sfogliando la fine anni '60)
una luce pensante
di sorpresa
visita il cuore
che si è negato all'altro
da Sé
al suo versante celeste
-per giorni spavaldi
da cucire sulla pelle
(ora è un coniugarsi all'opposto
il restarvi connesso
è l'attesa
-in traslucere d'anima arresa-
che Colui che t'invita ti dica
"amico vieni più avanti"
-cfr Lc 14,10)
6
NEGAZIONE DELLA MORTE
inargenta sul mare la fine del giorno
sapere che Qualcuno
da sempre mi conosce
notte d'ossidiana ora m'avvolge
mi sogna nelle vene del buio
io
non posso morire
morire alla vita…
(2011)
7
VORTICE DI FOGLIE
distrazione
del Supremo – dici – la nostra parte
mancante? ovvero caduta
d'angelo nel mare-mondo?
non siamo
che un vortice di foglie
ma se il precipitare
in se stessi è in vista di risalita
(alla notte
segue il giorno)
allora non esiste
-sai- chi potrà recidere
questo cordone ombelicale col cielo
(2011)
8
ESTASI
avvitato nel rosso
tuo palpito
m'incielo
9
L'ENERGIA S'ADDENSA
l'energia s'addensa in un tempo
rallentato
-noi qui nel divenire
-palpiti d'anima e cielo
(un
trascendersi)
(2011)
10
AMORE E'
Amore è una parola a rischio
un irradiarsi di cieli…
esaltazione
al calor bianco
o
un lungo gemere come di vento
che squassa
-sottile
"privilegiato" dolore
dimora di sole e d'ombra
-dove disarmato
è il cuore
*Il primo è un verso di Nelo Risi
(2011)
11
RADICI
potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu
un sentirti perso – fuori
dal tuo centro – quasi senza
un io reale
… e in quel frangente
aggrapparti con l'anima
a radici del cielo
-come ad una madre
12
NON E' CHE UN PERPETUO TRAMARE
la vita ha in tasca la morte
-siamo noi
divino seme:
non è che un perpetuo
tramare
"cospirazioni" del nascere
miracolo d'amore
(2011)
13
COLUI CHE INTINGE
non si estingue questo fuoco
che passa per la carne del cielo
-il mio abbracciare dalla croce il mondo
-il tuo trafiggere nei secoli
questo Cuore senza più sangue
di giuda è piena la storia – tu
guardati intanto da chi
credi un amico:
è quello che con te condivide
il pane la luce l'obliquo raggio
degli occhi
(2011)
14
IL ROVESCIO
capovolte
le apparenze
… se era questa la vita – ti chiedi –
figura d'un sogno che
se stesso sognava…
15
VERTIGINE DEL CERCHIO
vertigine e chiusura
del cerchio
compasso che gira sulla punta
per mano dell'angelo personale
… l'uscita dal cerchio
-nella luce
16
LA BELLEZZA DELLA ROSA
[ispirata da una omelia]
le tue scelte abbiano
profumo di Paradiso
-anche se
verità attira
l'odio del mondo
la bellezza della rosa brilla
del sangue sulle spine
(2012)
17
L'EGO
ovattata vita
di chi l'altro non "sente"
-muro eretto
con impasto dell'ego
inutile imbiancarle
le pareti pregne di dolore
-sale silenzioso l'urlo
fino al cielo
(2012)
18
SOGNO UN MARE D'ERBA
(a Walt Whitman)
amo le tue odi dolce vecchio
Whitman –
un lampo ed ora ti vedo
tra nubi giocare coi capelli
di Dio Padre (tu ritornato
bambino) – ed ecco
ti si ricongiunge l'ex
"allievo" – il profeta *
barba-di-luce – fluttuante
nel mare d'erba del cielo
*Allen Ginsberg, che s'ispirò a Whitman,
morto il 5.4.97
(2012)
[poesia del 2000, ripresa nel 2012]
19
IO ERO LA'
(nella ricorrenza dell'11 settembre)
quasi un assentarmi da me (stato
catatonico davanti allo schermo)
(auto-
difesa inconscia per non viverlo
quel momento?)
-ma io "ero" là
tra vite spaginate nell'aria:
io presente-assente
stagliato contro un cielo stravolto
…e in me
cadevo
(2012)
20
IL RIMEDIO
non lo trovi in nessuna
enciclopedia: malessere e
rabbia si contrastano
con meditazione e preghiera rubando
spazio alla bile – ripudiando la
pratica di chi
si disistima
con alcool e pasticche a effetto
placebo (col pensiero
-inconscio- di sparire)
21
AD ANTONIA POZZI
Poesia – azzurra
eco del cuore –
sei musica che piove
pulviscolo dorato nelle stanze
della Bellezza
-eterna armonia
(2012)
22
MILLE E PIU' PAGINE *
(ah la poesia!)
sulla spalla mi pesa la merini
tornando dal mare un cambio
spalla versi da ruminare
in un vago giro di pensiero
nell'aperto cielo
istriano
in questa canicola agostana
[Porec (Parenzo), ferragosto 2012]
*Alda Merini, Il suono dell' ombra, Mondatori 2010
23
AD UNGARETTI
nel carnato della terra
d'alessandria -zolla
palpitante nel sole
nascita di un dio minore
a battesimo d'inchiostro
(2012)
24
COME IN SOGNO
[a chi è affetto da attacco di panico]
come nel sogno quando
a quattro zampe ti trovi
-impotente-
a graffiare la terra in salita
… poi la libertà del risveglio
mentre ad allentare
la morsa è quella
impressione di morire
25
ALLA MENSA DEI POVERI
[ispirata da una intervista in tv
il 21.10.12]
-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- la saggia
ultraottantenne (cuore fanciullo)
sentenzia servendo
ai tavoli con fievole voce quasi
d'un fiato
luogo ospitale dove tutti
-alla buona- ci si dà una mano: sono
per un piatto caldo ma non
vogliono pietà –
(incorniciati nella finestra dai vetri
appannati sagome d'alberi
senza chioma nell'autunno
inoltrato – al caldo
la nuvola di vapore dalla cucina offre
un che di magico di familiare)
26
NELL'AZZURRO RIFLESSO
(ad un corrispondente immaginario)
un altrove in me ride sereno
-ti scrivo oggi col cuore
come vorrei -in quest'ora benigna-
che la sprezzante tua penna
s'intingesse
nell'azzurro riflesso
dove sputi
27
GLORIFICARE LA LUCE
(a un martire della cristianità)
complice il buio: a perdersi fra
le cose i gesti – nessuno
ad ascoltare il Grido – Dio
dov'era…
nessun canto d'angelo
-il suo cadavere trafitto
sulla punta delle stelle
(2012)
28
UN SENSO
vorrei con le parole aprirti
questa vita come una mano
Franca Mancinelli
da "Mala Kruna", Manni 2007
.
se sei in ritardo sulla vita
sulla sua "tabella di marcia"
… alza gli occhi al cielo
datti un senso
la vita una
pensaci
aggiusta il tiro
–D'UN PRESENTITO CHIARO D'ARMONIE–
29
QUESTO SOGNO
nel momento che
questo sogno di carne
si trasfigura
in cristalli di luce
una nuvola di uccelli
uscirà dal suo arioso
cranio
a glorificare il Signore
(2012)
30
LUCE CATARTICA
uscire dalla notte
con passi nuovi
con occhi nuovi
bagnato di Dio
31
NEL SANGUE DELLA PAROLA
[scritta a Capodanno 2013, a 26 mesi
dalla morte di Alda Merini]
nel sangue della parola il canto
tuo del tuo amore
per la vita
segregata incompresa crocifissa
nel sangue della parola
l'azzurro
canto della "follia" che sale
dalle sbarre di carne dei manicomi
nel sangue della parola il grido
dell'innocenza violata e dei
diseredati che tu amavi
tanto
32
DEDICA
credimi alda: a te io canto
con un'ala spezzata
(prendere il volo
vorrei – oh sì vorrei…)
sul sangue della bellezza io canto
d'un presentito chiaro d'armonie
33
AVE MARIA
il nuovo giorno si china
sull'azzurro tuo manto
bagnato mi so della tua
grazia – Gospodine *
*in croato è la Madonna
[Pola, agosto 2011 / Torino, febbraio 2013]
34
Il SE' L'ENIGMA
limitato il senso del
chi siamo
"per speculum in aenigmate"
sarà il prismatico Sé
-dentro- a sognarci?
35
VITA A ROVESCIO
sarebbe vita a rovescio questa
perché
gli ultimi saranno i primi?
considerare tutto
vanagloria?
capovolte anche le
apparenze
non abita qui la trasparenza
36
L'IMMAGINE SPECCHIATA
l'uomo "affamato" grida
la propria fame di senso
finché nella luce
inaccessibile
-che smemora il finito-
non combacerà col Sé
l'immagine specchiata
(2012)
37
FORGETFUL
ti supera la luce – non
ti appartieni che in parte cerchi
nel sangue l'immemore
tuo nome
38
L'IRRIVELATO
Lui l'Irrivelato
si fa trovare
se provi a squarciare la
maschera che indossi
… così
sarà come trovarti
in una selva di gridi
lepre braccata
dal suo amore esclusivo
39
KRONOS
fratto il Tempo
non più riflette
lo specchio – esser vivo
quasi una finzione
Sogno congelato
dove si piega
il cuore
-senza remissione-
(2012)
40
COMA
(esperienza di pre-morte)
sta per sfociare la vita
nel mare di luce – un rapido
sguardo di là in un tempo sospeso:
come un batter di ciglia: non era
quello il Disegno
41
LA VISIONE
ancora sono sogno e inizio
di pensieri e sento
un angelo con l'ali
vellutate coprirmi
nel bianco silenzio
allagato di luna
mi do d'amore mia "fuga"
nell'intima mia essenza
sorda al mondo
(2012)
42
CANZONE
[ispirata a una poesia del 2006]
spiove luce
di stelle e in cuore
echi di pace-
vedermi in tutto
col mio sognare
il vissuto
vita sognata
… spiove luce
di stelle stasera
guardare gli anni
in cuore spogliati
43
VERTICALITA'
dolore non solo quello
da carne-urlo animale
ma sublimato
negli assi della croce
guardando in divenire
là dove conduce
Passione per la porta stretta
(2012)
44
AL NOSTRO CENTRO
come in sogno ci desteremo
in un'altra maniera * –
giungeremo
al nostro centro dove
in eterno si brinderà col sangue
della passione al desco
dei martiri e dei santi
-amen-
*"dimensione" espressa in un verso di Pessoa
45
DIVAGAZIONE SULLA MORTE
è il morire ciò
che affratella –
ma davanti al mistero chi non resta
confuso: nessuno a farci
un fischio dall'aldilà e
il dubbio è che sia come
un impalpabile sogno o risibile
sorte
esoterismo karma re-
incarnazione: per nessuno
c'è il nulla e la morte
definitiva
(2012)
46
PER LUNGA ARIDITA'
(drastica soluzione
disincagliarsi dalla vita
prenderla "per il collo")
per lunga aridità
creativa c'è chi
si autoelimina
47
L'ESCOGITARE
(leggendo Montale)
l'escogitare non è sapere
nulla sappiamo
altrimenti sarebbe dissoluzione
(si sta come in sogno
in una sala d'attesa)
48
SENZA CARTA E PENNA
(semiseria)
a tratti l'anima
ora esulta ora si perde
nei bui corridoi di parole dove
una quartina balenante e poi indistinta
vuol farsi luce ma quasi per sfida
inafferrabile si fa
gioca a nascondino con lui preso
di sorpresa nei suoi vortici… ahi!
sprovveduto poeta che non sa
raccogliere in tempo un sangue vivo
(2012)
49
LA POTATURA
(a Pablo Neruda)
(in terra d'araucaria
è luce che tarda a congedarsi
il tuo poema mai finito)
non rami tagli ma versi
a carpire luce a quel sole
d'un generoso Iddio
e maturare frutti sanguigni
dolcissimi come
gli abbracci dei ritorni…
(2012)
50
DISQUISIZIONE SULLA MENTE
grossolano errore – mi spiegavi
col sorriso di chi sa –
scambiare la mente
col cervello: questi è del corpo-
contenitore mentre
la prima coi suoi azzurri
echi è parte della Mente
Universale che governa
la terra e questo essere
formica che la percorre…
la mente è cielo e l'una
contiene l'altro
51
DICE IL SAGGIO
sei del cielo
… ma avanti
negli anni ancora
non ti conosci
52
NEL GIORNO ACCESO
nel giorno acceso (avvolto
nel mantello del vento)
sporgersi da una rupe
di passione
in un amen
il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza
del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
-la morte un paradosso
(2012)
53
UN DEJA' VU
del luogo sente quasi il profumo
salire dalla terra
lo spirito che si piega
a contemplare
gli sembra di esserci già stato
o forse l' ha sognato
… e quell'albero vetusto
sopravvissuto
a suo padre a fargli ombra
a occultargli
in parte l'ampia veduta
del mare quello stesso mare
che vide i suoi verdi anni
e il vissuto
(come in sogno) divenuto
lontana memoria
(2012)
54
STEP
pensieri distesi nell'ora
canicolare
… una lama di luce
obliqua sul letto e
nella mente
in sopore -in simbiosi
con lo sciabordio del mare-
il perdurare
il dondolio del corpo
fatto d'aria
(2012)
55
TURBINE VORTICA
turbine vortica intorno al chi sono
non altro sapere che la tua
inconsistenza
-ma a un tempo
di contenere un mondo
———————————————–
UN LEMBO DI CIELO
2014
1
D'AZZURRO
delirio di luce
d'azzurro
dell'anima
cerchiata di spine
2
IL QUADRO
lo vedi meglio a freddo da fuori
se non preso nel vortice della
sindrome di stendhal
meglio
che non lo stesso
autore immerso e perso
nella sua creazione
il sangue sparpagliato nei colori
(2013)
3
MOMENTO DI ESTASI
la felicità
è in braccio al vento
brucia questo tramonto in un volo…
4
L'ANGELO PORGE UNA GOMENA
l'angelo porge una gomena
di avemarie
all'anima che approda
-vela stracciata-
sulla riva del cielo
-dove ogni linea s'annulla
5
UN APPIGLIO
[Studiando una poesia (in questo caso propria) può venirne un'altra e forse un'altra…]
giorni sui precipizi
vivendo
in braccio a capricci del vento
un appiglio sarebbe il cielo
a rinascere
in echi d'inchiostro?
6
MARINA
sull'onda bianca della pagina
inavvertita la musa
come un'ala si posa e
si china discreta
a ricreare di palpiti un vago
sentire di mare
(2013=
7
VORTICE
sospeso in un limbo
gelatinoso o
risucchiato nel vortice
di porte girevoli…
affidarti a una
mano di luce per
uscirne…
8
NELL'ULTIMO
a Madre Teresa
di Cristo mi graffia
la bellezza
tocco
nell'ultimo la sua
dolorante carne
9
IL VERSANTE CELESTE
una luce pensante
di sorpresa
visita il cuore
sul suo versante celeste
da sempre in attesa
-in traslucere
d'anima arresa
10
MISTERO IN ME
mistero in me
io nel mistero
la vita come un'ostia
di luce
levata ad affermare
il suo ri-crearsi
la forza segreta
di stupire
il suo amare lasciarsi
scoprire
11
IL MIO POSTO
a David Maria Turoldo
nella tua costruzione
Signore dove
metti il mio tassello
quale
il mio posto:
sia pure
l'ultimo – ma
come Tu disponi:
indelebile
profumerà
per Te il fiore
del mio sangue
(2013)
12
IL VERSANTE LUCENTE
espandermi
su quel versante lucente
perduta armonia
dove poesia era il profumo
del mare
mare aperto
13
ALTA ENGADINA
diario [mentre "mi" scrivo spiando
il mondo da qui tra terra e cielo]
è il caso di dire
un bianco
da ferire gli occhi
la parete del
ghiacciaio
riflettente una luce
quasi
ultraterrena
a bucare la notte
-mentre qui
mi scrivo
(2013)
14
CONDIZIONALE
vivi al condizionale
i segnacci rossi che
portavi a casa
scambiandolo col congiuntivo
privilegi il fantasticare
al condizionale
dando forma al sogno
così potrebbe
il fiume
risalire la corrente
camminare
sulle acque
si potrebbe…
15
CHI SIAMO
caduta la carne
svelati a noi stessi
(resteranno graffi
nel cielo a presenza
d'un vissuto stuprato):
non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma
dove l'essere si aprirà
in fiore
(2014)
16
GIRO DI LUNA
giro di luna bivaccante nel sangue
baluginare d'albe e notti
che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare
di creatura celeste
che a lato mi vive nella luce
pugnalata
(2014)
17
IL NESSUN LUOGO
(leggendo "Predario", di Giorgio Luzzi)
cominciare da qui per un
mondo più prossimo alle
origini –
il nessunluogo
eletto
18
ALTRA VESTE
vedermi lontano
io che indosso parole
di carne
e alfabeti di sangue
… altra veste mi attende
19
LA RICERCA
uscire
dal porto -il cuore in mano-
issare la vela della
passione
dietro lo stridulo
urlo dei gabbiani
tra le vene bluastre del cielo
foriero di tempesta
squarciare
nel giorno stretto
il grande ventre del mare
che geloso nasconde
negli abissi
i suoi figli
(2014)
20
IL CAPO RECLINO
i cadaveri dei giorni di festa
-la spada
di damocle
dell'impermanenza
che a volte ti spiazza
a strozzare la gioia –
immaginarsi fuori
dall' "impasse"
attraverso il sogno della morte
il capo reclino
sul foglio
graffiato da versi
"congelati"
21
NESSUNA STRADA MUORE
(Condivisione)
sentire
i fiori bisbigliare
col vento
all'unisono
un intonarsi
di voci sole
un respiro
solo –
svolìo di farfalle
sui colori
a inseguire
il fiato del giorno
22
GONFIE LE VELE
gonfie le vele
a soffio di preghiera
per l'ultimo porto
23
COME SE
vivere come se
non ci fossi
non riconoscerti come
il fuori del tuo dentro
-il corpo ad
accompagnarti
24
LA TENTAZIONE
(a Padre Pio)
estenuante lotta sanguinosa
poi alla luce ubriaca
del nuovo giorno ecco librarsi
sull'umano
azzurra ala la parte angelica
(2014)
25
L'OFFERTA
vagheranno le nostre ombre
la sera sulla terra
quando non saremo più
inavvertite
si chineranno sul fratello
come offerta
di perdono ad un'offesa
legata al sangue o alla lama
della parola
-balsamo sul cuore
inconsolato
sarà l'angelica
ala
(2014)
26
LA CONDANNA
(a tutti i carcerati e alla loro metà)
bianco urlo dell'altra metà del cielo
(tempo scandito
a elaborare:
due prigioni – di qua di là
delle sbarre
-patteggiare dell'essere
con lo stillicidio che squaderna le ore)
dal fondo del mondo
luce ferita dove è terra
di nessuno
dove il cappio
oscilla
(2014)
27
SCAMPOLI DI VITA
tra le pagine del cuore
sfogliate dalle dita del vento
passano bluffando con la morte
scampoli di vita
non può dimenticarci
la bellezza
(2013)
28
ALI
riscattare le ali
contro l'ingiuria del tempo
risalire
luce dopo luce
a un'alba rossa di vene esplose
(2014)
29
BRANDELLI D'AMORE
dammi Signore
un collante di passione
-atto di fede
che snudi il giorno-
per fissare nel blucielo
brandelli d'amore
pezzetti
di me
(2014=
30
D'UN SOGNO
casa sul mare dove vidi
la luce
sulla porta un ritaglio di cielo
a visitarmi i miei morti
venuti sembra
dal mare
sorridermi mentre
mi vedono
con naturalezza librarmi
falena contro il soffitto
(2014)
————————————————–
FRAMMENTI DI LUCE INDIVISA
2014
31
DOCILE ALLE TUE MANI
docile pasta alle Tue mani
plasmami secondo il Tuo volere
sgabello di gratitudine ai Tuoi piedi
farfalla lucente di Tue piaghe
32
SONO ANCHE ALTROVE
d'albore un tenue rosa
anelito d'espandermi
in fiorite di cielo
33
PARTICELLA
noi siamo tra l'angelo e
la bestia mi dici sciorinando tesi
astruse ma dove lo metti il
bosone di Dio così bene immerso
nella materia: l'infinitesima/infinita
particella che ti trascende è il
tuo Tempio e brilla di luce
propria
34
ALLO SCOPERTO
(a Francesco d'Assisi futuro Santo)
uscire nudo allo scoperto
un morire al mondo
spoglio
di alibi-corazze
il cuore che risale
in luce
sue macerie
la vertigine del tempo vuoto
35
ALZHEIMER
i suoi giorni
come un vortice di foglie
a dilatare deliri
gioca
con le ombre sui muri
vuole afferrare
la biancaluna
incorniciata nella finestra
alle prime luci riaffiora
un barlume
di quell'io bifronte
che ha perso la strada di casa
36
L'ESISTENTE
è dall'origine
della foglia la foglia-madre
così della parola
il cuore la luce
Verbo che muove
i mondi
il dio in noi
la bellezza dell'oltre
37
ANELITO
(a Sant'Agostino)
uscire dalla gabbia
di carne e fendere l'azzurro
con revisionate ali
lasciarsi invadere
dalla luce del Tuo volto
fulgente più di mille soli
38
AL PARCO
(fuori da un periodo depressivo)
vade retro male di vivere
nuova luce
di orizzonti leggo nello sguardo
dell'anziano sottobraccio nella
macchia di sole a farci isola
ora che nuovi
m'appaiono i semplici gesti
un sorriso una parola
forse questo
il senso mi dico
Lui ben sa
"utilizzarmi" al meglio
va-de re-tro mal du vivre
ti riconosco dal tuo odore
acre ti ricaccio nel buio
fondo
39
LA LUCE BUONA
riempire vuoti
di cielo
cogliere la luce degli occhi
una mano tesa
nel bianco grido
del vento
40
A LATO DEL CUORE
non voltarti
indietro – mi dico –
percorri lo stretto
marciapiede a lato del cuore:
nel profondo di te nel buio
di stelle calpestate
ascolta il grido
verticale
che da caduta si fa preghiera
40b
PRIMA DEL TEMPO
prima del tempo
non c'era che amore
quello-che-muove-
il-mondo
danza nel cielo
della Luce-pensiero
della notte
a scalzare le tenebre
41
UNA SPALLA DI LUCE
non ricusare mi dice
questa spalla di luce
e se ho lasciato
che ti perdessi è perché
dal tuo fondo mi tendessi le mani
non sia tu di quelli
"che non si voltano" e hanno
fumosa aureola
appoggiati alla
spalla di luce che
è l'Io sono
42
CERCHI SULL'ACQUA
sospensione lucente
petali vellutati fanno
cerchi sull'acqua
si staccano voli
dal tramonto
43
MIO SANGUE ALATO
tu come un'esplosione
all'aprirsi del fiore
vita: mio sangue alato
ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato
44
NELL'ARIA VEGETALE
si aprì il mattino azzurro
nell'aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d'un amore tendente alle
stelle
45
PIU' D'UNA VITA
l'insistente
mostro della mente
e l'embolo d'ombre
e quanta
morte in questa vita
più d'una
a far nascere
ali
dove sanguina
la trasparenza
46
IL PREESISTERE
[ripresa da una poesia datata]
e tu a chiederti il perché
dell'effimera bellezza del fiore o
della breve luce che vive la
farfalla
e del preesistere
d'ogni singola specie non dici
che si sa nominata
e trasfigurata è oltre
quell'orizzonte dove
continuano
il mare i gabbiani nel fondo degli occhi
47
ULISSIDI
[ripresa da una poesia del 2011]
veleggiare verso lidi
dell'Origine
impastati di luce
alchemica
in fondo agli occhi
aperti mari
dei sensi
48
FAR POSTO ALL'ANGELO
dev'esserci forse un angelo
alla mia sinistra
e sì che per natura
non sopporto nessuno da quel lato
camminando per strada
che non sia una benefica presenza
chi mi accompagna nella luce
declinante degli anni
non sa di dover fare
posto all'angelo
che provvido
mi aiuti a scalzare
ogni giorno la morte
49
QUEI VERSI PERSI
[nel percorso col bus verso Brescello]
poi di ritorno a sera
carta e penna o se vuoi tastiera
il bianco che ti fissa
e ti ci perdi
un muro
la mente un muro
provi con un verso
impreciso poi un altro
ma no non era così
che l'avevi pensata
eppure ce l'avevi tutta lì
come una cantilena tra veglia e
sonno negli occhi la confusa
striscia bianca sulla destra
ed eri in uno stato di
tortura-goduria
trattenendoli ancora quei versi
ma ora niente
un muro la mente
risucchiati da un buco nero
50
BORDERLINE
[ispirata a un'altra mia poesia a tema sociale]
la tua carne dolorante
tu crocifisso alla
sopravvivenza
non un tetto un letto d'amore
i figli
sconosciuti
cieli caduti nel fondo degli occhi
ti perdi
tra i rifiuti dove
sembri cercare brandelli
di quella vita che ti ha tradito
51
CIELI BIANCHI
cadute virgole
dalle pagine dei giorni
come un assordare di cristalli
poi brividio
di luna nel cerchio delle sere
cieli bianchi di silenzi
a propiziare un appiglio
per reinventarsi
la vita
52
NUVOLE VAGHE
le nuvole vaghe a guisa di pegaso
o capra e in pacato risveglio
il sangue del tuo ieri connesso
alla vista del bimbo nel levarsi
dei piccioni in volo davanti
ai gridolini acuti e
più a lato
della piazza il vecchio
in carrozzina
tornato bambino a ricordarti
l'esistere parabola
di carne
nel pulsare dell'universo
e il conto degli anni
i voli pindarici del
sognare
53
CIELI INDIVISI
i voli pindarici e
come in sogno il passato
divenuto memoria di voci
impalpabili essenze
residenti in un altrove
di cieli indivisi
54
VITA DI MARE
essere circoscritto
nel tuo spazio ti sta stretto
assumere come l'acqua
la forma
del suo recipiente ti deprime
aneli come la sorgente
alla sua foce
amalgamarti coi fondali marini
conoscere
l'alfabeto dei pesci
gli anfratti i fatti
del giorno dispute e amori
coordinate d'una
vita di mare in divenire
le tempeste che tengano
l'anima tesa sul grido
come achab
55
LA TUA STAGIONE
(a Rimbaud)
in echi d'inchiostro
verde virgulto tu
esploderai
vergini pensieri
incolli nel tuo cielo
ispirati a scandire
la tua stagione
età dell'oro e
"maledetta"
56
NON MANDATE A CHIAMARE
[rifacimento di una poesia del 2012]
quando il mondo continuerà
dopo di me
non mandate a chiamare prefiche
che versino lacrime sul
contenitore del corpo-contenitore
e a chi vi dirà lui non c'è più
fategli pure uno sberleffo
com'è giusto che sia
57
IL TUO DETRATTORE
come a dire quello
del "tu pensa per te"
l'alterego che
va col lupo seguendo
la pista del sangue
lo stesso che ti seduce e
lo sguardo svia dagli occhi
forti della luce
58
IL TUO DETRATTORE 2
quello che
in un buffo di vento
fa orfano di stelle
il tuo cielo
dimora dell'angelo
compassionevole
59
LUCE ANNODA
luce annoda le voci
nell'aria liquida
fuoco delle attese
dove
anime si cercano
-un fiume d'echi
60
SIMILE ALLA VITA
simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra
con un io ridimensionato
m'immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d'una vita
TRASFIGURATI ANELITI
(2014)
61
E' DA GIORNI
è da giorni che
persiste una visione
come di creatura uno scricciolo che
voglia nidificarmi nella testa
decido di adagiarla
sul bianco della pagina-lenzuolo
con la delicatezza d'una nutrice
quasi ne tremo ed è
un tripudio del sangue
come chi trovi un tesoro
62
NUOVA POESIA
non dirmi
che questa in grafia minuta
è "inconsistente" come
la mia "collezione di farfalle"
cielo grigio si riflette
negli occhi
-unforgettable
piove l'immagine
di te attraverso il vetro
mentre
il marciapiede si allontana
ho da dare i miei occhi a quel che passa
63
RINVERDIRE
aria screziata
d'umori anonimi
in un rigurgito
rinverdire dell'anima
dissolta quasi nel bailamme
biancore di cieli
dove annegare
il grido
64
ELDORADO
aneliti annodi al tuo giorno
novello ulisside
voci di conchiglia echi
si fondono
col sangue in luce
nel sogno di eldorado
rammendi la tua vela stracciata
65
DIVAGAZIONI SULLA FISICA
[Poi come una macchia anche questa vita
sparisce senza traccia.
Durs Grumbein]
ti convinci che l'io sia
un riflesso condizionato
-e il mondo? il mondo dell'occhio
l'Io-sono è l'Orologio cosmico
e non è più un mistero la particella
detta il bosone di Dio
una danza di cellule e -incredibile-
una montagna di materia contenuta
in un cucchiaino!
66
CRITICI
(semiseria)
ti mettono a nudo sulla pagina-lenzuolo
ravvivano il grido di luce
della parola sofferta
concepita nelle viscere
ove hanno asilo le lettere del sogno
vanno con la lente fino
all'intimo pertugio
ti spellano rivoltano
risalendo al lampo
della musa
dove regna la parola annunciata
hanno l'aureola da edotti
sotto i soli bianchi delle lampade
67
NELL'INDACO CIELO DEL SOGNO
a Walt Whitman
nell'indaco cielo del sogno
odo l'aedo
cantare le tue odi
con sottofondo di musica celeste
mentre
fluttuante nel mare d'erba del cielo
tornato fanciullo ti vedo
giocare coi capelli di Dio
68
IN DIVENIRE
appoggiato alla spalliera
d'aria del divenire
tu –
arcoteso
futuro anteriore o
tempo che ti mastica
sangue del pendolo
69
VITA CONTROMANO
(a James Dean)
teso sul grido
d'una vita contromano
animo di ragazzo bruciato
a perderti in un oceano di
spleen
brami ti visiti in sogno
nel risalire dagli anni
la dolce madre
-profondità celestiale-
le dita affusolate
nei capelli
70
NELL'ARCO DEGLI OCCHI
andare come su cocci
la pelle dell'anima
tesa come tenda
oltre le stanze viola della mente
vedere
infine quel male oscuro
uscire dal tuo specchio e
il fiore della grazia
aprirsi a ventaglio
nell'arco degli occhi
71
SULLE LABBRA
(ad un interlocutore immaginario)
come dire ferire di penna
tu a dileggiare il vero
intingendo nell'azzurro
eludendo l'angelo
poi svanirai nella luce
anche tu
qualcuno al tuo capezzale
forse potrà leggere il verso
più bello
sulle labbra morenti
mentre invochi la madre
72
ALTRA VESTE
(rifacimento di una poesia inizio 2014)
un vedermi lontano
io che vesto parole
di carne
alfabeti di sangue
da me lontanissimo
ché ad altra
sembianza anelo
per voli su mondi
ultraterreni
73
LA NOTTE LATERALE
[rifacimento di una poesia del 2006]
è il gravitare dell'ombra
che ti segue a lato
o l'orbitare dell'unghiuta morte
questo saperti
enigma
vederti come
in una vertigine di specchi
a scalare la notte
74
I RICORDI DEL CUORE
quel po' di stordimento
dopo un bicchiere di troppo
è la vita che scorre al contrario
la brezza marina la mente a vagare
resuscitando fantasmi
ti risalgono dal profondo abbozzando
la smorfia del pianto
il loro grido a confondersi
con quello dei gabbiani
bianche creature danzanti
sulle onde crestate
che a beccate ti sembrano
straziare
i ricordi del cuore
74b
KRONOS
fratto il Tempo
non più riflette lo specchio
–esser vivo
quasi una finzione
sogno congelato
dove si piega il cuore
senza remissione
75
MAGNETICI OCCHI HA LA NOTTE
(a Hemingway)
come una morte tenuta in vita
questa vita
compagna la bottiglia
che almeno stanotte allenti
quel suo morso
a ricucire lo strappo infinito
domani un colpo e
ti adagerai nell'ombra
occhi in liquido cielo
capovolto
76
FORSE UN ANGELO
a trascendersi in me
è forse un angelo
nel punto dove l'anima vibra
come diapason
e in un mutevole cielo d'occhi
mi asseconda
a snudare la bellezza
da frammenti di parole e suoni
qui nel mio sangue
ecco si leva il fiore
che non so dire
77
ANCHE TU A PRECEDERMI
(all'amico Flavio)
anche tu a precedermi
sulla via dell'Inconoscibile
piena la valigia
avevi di falci di luna
e di balenii di vergini aneliti
te ne disfacesti insieme al corpo
per "vestire" una verità nuda
oggi dallo scrittoio del cuore
a te mi volgo
e i tuoi versi mi suonano
come una profezia
78
OASI DI VERDE
sul lato opposto un po' d'ombra
il solito giro poi
la panchina il libro
oasi di verde da respirare
vaghezza di nuvole a riflettersi
sulla pagina
e i gridi
dalla vicina scuola
di chi anela alla libertà degli uccelli
e la ragazza a fare footing
tempo quattro minuti tondi
e ecco da dietro l'isolato laggiù
ti rispunta la maglietta rossa
79
COME IN SOSPENSIONE
aria dolce della sera
unghia di luna
sovrastante
la linea cielomare
questo sentirsi
come in sospensione
un sognarsi altro da sé
a dilatarsi in un
ignoto spazio
mentre la vita impone
suoi ritmi
80
ALI DI FARFALLE
sono emerso da profondità oniriche
come da abissi senza scafandro
lì ho incontrato i miei morti
la luna si bagnava nei loro sguardi
dai sorrisi spiccavano voli
improponibili farfalle
ali enormi mi avvolgevano
in un senso di pace
mentre mi perdevo
nei loro vertiginosi colori
come in un quadro di kandinskij
81
NEL CHIUSO DELLA STANZA
le mosche assassine della mente
nel cantare il Tuo nome
nel chiuso della stanza
ah più breve sia l'arco
che da Te mi separa
e da questo naufragio di sangue
la Tua mano mi tragga
82
SAREBBE FORSE UN CADERE
sarebbe forse un cadere in demenza
meno devastante
che questo abbuiarsi del sangue
mostro della mente che
come un gioco m'intrappola
in un giro vizioso ed io
a mordere il giorno
come sfuggirgli dove nascondermi
uscire da me stesso
annullarmi
ah trafiggetemi stelle mare avvolgimi
nel tuo fresco lenzuolo
oggi è un penare che non sostengo più
83
UN LEVARSI D'ALI
stato celeste antimaterico
in sogno un levarsi d'ali
fiammante fiore
di sangue
disincarnato
84
FIORE DI SANGUE
vuoi bastare a te stesso
il tuo "assoluto" è polvere
che abita nella bocca dei morti
pazzia fare a meno di Lui
quattr'ossa in croce
altro non sei nella vastità di cieli
ma a un tempo quel fiore
di sangue del divino
in te profuma e canta
-urla la radice se la strappi
85
LE RADICI DEL CUORE
[Spunto tratto da una poesia del 2005]
cogliere una piccola morte
nello strappo di radice
dove altra ne nasce
dal suo grido
cogliere l'inesprimibile
di questo morire
che s'ingemma d'eterno
86
DELIRI
in buona compagnia
dei saltabeccanti piccioni
raccoglieva torsoli di mela
tra i rifiuti e
biascicava versi improbabili
parto dei suoi deliri
nel nosocomio
conobbe una sua pari
portava con sé dei versi
di campana e una foto sgualcita
lampi di visioni
a mordere giorni di macerie
poi un mattino li trovarono
abbracciati le vene recise
che già sorvolavano cieli
sconosciuti ai mortali
87
IL GIORNO A SCHIARIRE
il giorno a schiarire
risalendo
con gl'occhi della memoria
ad arcobaleni e
transiti propiziatori
riscoprendo quel vento che
nel suo azzurro vortice
risucchi lo sprofondo d'apatia e
rigonfi le vele per
l'avventura
88
LA VITA A RACCONTARSI
volti
galleggianti sul mare del sogno
nella composizione
della luce
aprirsi di corolle
palpitanti anemoni
la vita
a raccontarsi
con la bocca dei morti
col sangue delle pietre
89
SALE LA LUCE
(a Dario Bellezza)
alba d'un bianco cadmio
che annega i sogni d'una notte
famelica di corpi
alle spalle
di quest'ombra che ti pesa sugli occhi
sale la luce che ti tiene
avvinto
all'arida ora dei vivi
90
QUEL CHE SONO
(ispirandomi a Nicodemo)
sono quelle immagini
che in me parlano
a consegnarmi a un io
vissuto come in sogno
nell'avvicendarsi degli anni
m'inerpico sulle spalle
di quell'io di ieri
per vedere il mondo dall'alto
91
LA SALITA DEL CIELO
(a San Pio)
ti sogno muta presenza
china sull'ora esangue
apre
in me la salita del cielo
una strada inondata
di noetica luce
sanguata della passione
di tue piaghe
92
FIUME D'ECHI
fuoco delle attese dove
anime si cercano e
nell'aria liquida
voci annoda il fiume
di luce e ricama
sospiri
93
IL LAMPO
livida luce a torino
questo cielo che non promette
la testa sul libro e dei versi
che vengono a torturarmi
alla mia destra in panchina
il fumo di un tizio s'inanella
grazieadio sottovento
in soccorso il lampo verrà
della musa a posarsi
colomba sulla mente aperta?
94
QUEL NUGOLO
più quel nugolo
di mosche assale il mio "desco"
più il mio cuore Lo cerca
allo stremo d'una impari lotta
sparire vorrei le volte
che nei sogni mi vedo
un giuda
il cappio a oscillarmi davanti
può la pianta ripudiare
la radice?
e la corolla che s'apre nella luce
odiare la luce?
95
CIELI DI COBALTO
segmenti
di luce schizzati dalla tela
a colpire i sensi
in forma di danza
ad accendere i sogni:
all'orizzonte
lungo le rive degli occhi
cieli di cobalto
venati
in prismatico chiarore
dal grido giallo di kandinskij
96
IL GUARDIANO
il mostro è guardiano
del labirinto interiore
oh quale dispendio
della mente in sudari di calce
anelante alla riva
primigenia del sangue
l'angelo è di cenere
dove grida
la carne
le ustioni della luce
97
SPAZI APERTI
(a Danilo Dolci)
palestra di vita
a formare allievi
aperto seme
l'anima che s'infinita
nei colori del cielo
sognavi la "città terrestre"
di là delle notti
che si spaccano alla volta
del cuore
al rango della luce
spazi aperti
sognavi
per un'alba che sa di nuovo
98
LA MASCHERA STRAPPATA
ti scoprirai alla fine
vulnerabile
offrendo il costato alla lancia
dell'amore
dallo squarcio il sangue redento
non ti darà adito
di scaricare
la tua croce addosso al vicino
la tua maschera
la strapperà per sempre
l'amore che ti av-vince
99
NON ERA QUESTA LA VITA
non era questa
la vita che volevi
bambole in panno lenci un amorino
più avanti negli anni poi
il male che covava nascosto
sedicianni:
vita breve ma abbastanza per dirci
se davvero hai amato e quanto
da angeli ora sei accolta
lì nella casa del cielo
non bambole o un amorino
per il tuo non-tempo
nel mistero di luce corteggi
le stelle
99b
RADICI
potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu
un sentirti perso: senza
un appiglio o un io
reale
e vorresti in quell'attimo
aggrapparti con l'anima a radici
del cielo
-come ad una madre
100
LUCE ED OMBRA
luce ed ombra rebus in cui siamo
impronte di noi oltre la memoria
forse resteranno o
risucchiati saremo
ombre esangui nell'imbuto
degli anni
guardi all'indietro ai tanti
io disincarnati
attimi confitti nel respiro
a comporre infinite morti
100b
LA MIGLIORE POESIA
quella
che devo ancora scrivere
-si dice così e sarà vero
è un brusio indistinto
a volte
come un moto del cuore
a ispirarmi: forse un angelo
la cui ala si libra
nel mio sangue
ma lettere storte
restano scritte sull'acqua
fermentano
in me alfabeti
che attendono sempre
di nascere
101
LA SEPARAZIONE
alla fine del tempo
è come ti separassi da te stesso
in un secondo ineluttabile strappo
simile alla nascita
quando
ti tirarono fuori dal mare
amniotico
luogo primordiale del Sogno
stato che
è casa del cielo
102
QUESTO IMPROBABILE AZZURRO
(risposta da un corrispondente immaginario)
che ne so di questo
improbabile azzurro
rarefatto e mutevole
scandaglio il mio tempo-clessidra
di sangue emotivo
attendo
giungano da un dove un'eco
un nome
guardo in fondo
al pozzo degli anni
l'ombra dei miei io perduti
o semmai vi tremi
sospeso
l'angelo che dici
103
CONOSCO LE VOCI
conosco le voci che muoiono
agli angoli delle sere
conosco le braccia appoggiate
sui tavoli nel risucchio
delle ore piccole
l'aria densa e le luci
che lacrimano fumo
e lo sferragliare dell'ultimo tram
la nebbia che mura le strade
conosco
i lampi intermittenti della mente
i singulti che accompagnano
quel salire pesante le scale
la morsa che afferra e non sai
risponderti se la vita ti scava
e il freddo letto poi fuori
dal tunnel
un altro mattino
104
NOMADE D'AMORE
la Tua luce
abita la mia ferita
che trova
un lieto solco
nel suo risplendere
Tu
a farti bambino ed ultimo
per accogliere
il nomade d'amore
dalle aperte piaghe
105
UNO DI QUEI SOGNI
quando sai
essere un sogno e ne esci
o vorresti trattenertici
trovandoti davanti a un mare
sconfinato
fasciato di luce
vivissima
dai colori caldi
da far vibrare
l'anima e i sensi
quasi un flash
frammento di sogno
vigile
come fosse solo dipinto
LA COMPOSIZIONE DELLA LUCE
(2015)
106
L'INDEFINITO
è nello spazio delle attese
nel bianco del foglio
nel buco nero del grido di munch
l'indefinito
è nell'aprirsi del fiore
nel fischio del treno in un lancinante addio
nell'intaglio
dello scalpello su un marmo abbozzato
l'indefinito è in noi
sin dallo strappo
di sangue della nascita
107
ANCORA A SORPRENDERCI
dici non siamo che ombre
al sole della morte
indossiamo l'inverno
di un corpo caduco
ma dai muri il verde grida
in folti ciuffi e gli alberi
si cambiano d'abito e
al guaiolare dei gatti s'affaccia
pettegola la luna
ancora a sorprenderci
in fermento la vita
e tu che vai
filosofando
108
SEI ALTRO
forse meglio l'attesa
a dipanare e sdipanare le ore
che l'appagamento
senza più desideri: il libro
di poesie fresco di stampa
fra le mani e ti ritrovi
ora in una sorta
di vortice
le parole vive strappate
all'anima vagano leggere
non più
tue ma del mondo
mentre tu sei altro
109
VELE
acqua mutata in vino
perché continui la festa
così al banchetto del cielo
con l'Agnello sacrificato
acqua e sangue dal Suo costato
dal sacro cuore vele
le vele rosse della Passione
nella rotta del Sole
per gli erranti della terra
110
NELLA FRAGILITA' DEI GIORNI
un sé
perduto
nella fragilità dei giorni
e questa
insaziabilità dell'anima
da vivere come
una croce
laghi d'occhi vaganti
in cieli di spleen
sull'eco d'un io
espanso
e in sé disperso
111
MAREMONDO
gettato dentro il maremondo
a masticarmi kronos
avevo smesso di capriolare
in quel naturale mare materno
tornerò ad essere un grumo appena
come quando
impastato di una luce di mistero
mi fondevo
col respiro del cosmo
112
SOGNO TRAVESTITO
dove generi
giorni dissipati
dove non ti travolgano
le acque del dolore
la realtà è sogno travestito
da clown dal perenne riso
-dietro la maschera
una tristezza che
invade
113
QUI CI STA BENE UNO SPAZIO
ecco vedi
la poesia deve respirare
nascendo dal bianco
innalzarsi come
cresta d'onda per poi
immergersi fino allo spasimo
in profondità d'echi e ancora su
con lo slancio felice d'un
enjambement
vedi
la poesia è una tipa
selettiva
sfoglia scandaglia spoglia
immagini le riveste a sua
somiglianza
porta
sogni e nuvole al guinzaglio
114
LA POESIA
in luce di sogno
ti seduce la vita altra
nella dimora del sangue
veleggiano
navi di nuvole
un ventaglio di palpiti
apre la casa della mente
115
NELL'INFINITO DI NOI
(visione)
abbracci senza
mani
di corpi immateriali
i nostri
volti unificati
noi fatti d'aria
tu ed io
una sola persona
116
IL POSTO RISERVATO
chi mai ti toglierà quel posto
da Lui riservato
secondo i tuoi meriti
altro è la poltrona
accaparrata a
sgomitate
trespolo che pur traballa
come in un mare mosso
finché uno tsunami
non la rovescia la vita
117
LE VENE CARICHE DI NOTTI
(stato depressivo)
le vene
cariche di notti
a carpire vertigini all'abisso
laddove
è a confondersi col sogno la vita
il tuo imbuto a
risucchiarti
118
ECHI D'INFANZIA
bacia il sole
immense distese a
maggese
così anche il cuore in
fioritura
con l'eco dei gridi
di ragazzini a frotte
tra sciabolate di luce
vedermi uscire
dal ricordo
nell'agitarsi in quella corsa
dei grembiuli come ali
in voli bianchi verso
casa
119
NELL'INQUIETO MIO CIELO
[ispirandomi alla figura di Giobbe]
nell'inquieto mio cielo
ferite gridano
il Tuo nome
disseminato altrove
fiorirà
il mio spirito
sì fiorirà
come nel cuore della pietra
la Bellezza
di angelica veste
120
AL CROCEVIA DEI VENTI
(la fatica dello scrivere)
magari ti soccorra
una voce fatta carne
scavata nel sogno
complice la luna
una quasi presenza
al crocevia dei venti
121
GOCCE DI SOGNO
navigare di nuvole pigre
nel cielo della mente
da queste aspettarti quasi
sprizzino gocce di sogno
come da mammelle
come nasce una poesia ti chiedi
e inatteso ti si offre
un appiglio in quel
dondolarsi del bambino al parco
ti lasci condurre come
un cieco e non sai mai
dove ti porta poesia
122
L'ALTALENA
è poesia
quel dondolarsi del corpicino quasi
fatto d'aria e
avvertire l'alone di mistero
nella figura del nonno dietro
il giornale
-il confondersi
delle lettere all'occhio attento
nel suo sangue un tripudio d'azzurro
nell'affacciarsi l'emozione
di giovani voli
123
DA MONDI DI VETRO
(visione)
da mondi di vetro
mi giungeva il respiro
di cieli anteriori
dov'ero sollevato
su ali d'aquila
dimora del mio centro
luce del sangue
lì custodita
in comunione col palpito
degli astri
124
LA CASA DELLE NUVOLE
cieli d'acqua e cavalli
d'aria
lì custodisco ore
sfilacciate e segrete pene
-oh giovinezza di deliri e
notti illuni
lì dove il turbinio
degli anni
è rappreso in un palpito
che nell'aria trema
125
LA PENNA NELLA LUCE
(ad un agnostico)
e tu a ripetere
non credo nei miracoli
tutte balle
ma se sei in vita è già un miracolo
sai
che si perpetua nell'oltre
glissando sul tuo intercalare io
t'intingo la penna nella luce
scrivo per Dio e la sua gloria
tu segui pure le tue ombre
fantasmi che ti succhiano la vita
126
LUNA PARK
ride la piccola Margot
alle smorfie del papà che si rade
"suvvia ti porto alle giostre" e
lei s'illumina di gioia e
poi a cavalcioni sulle larghe spalle
nella fantasmagoria delle luci
un po' ci si attarda
nell'aria ancora calda di fine settembre
riverbera una miriade di
stelle negli occhi innocenti
mentre le nasconde
il resto del viso una montagna
di zucchero filato
127
L'ORA CHE DALL'ALTO
l'ora che dall'alto
giungerà come un ladro
ti troverà a mani vuote e
cosa dunque Gli offrirai
se non lune lacerate
dai cani della notte
e capestri
di nebbie
nel delirio dei giorni
e vomiti
esiziali
di una vita in perdita
128
AGLI OCCHI DEL CIELO
agli occhi del cielo
padrone dei tuoi beni
sarà la ruggine
quando avranno rovesciato
i tuoi forzieri gli angeli
della morte
e tu non avrai più nome
allora la tua casa vuota
sarà preda della gramigna e
di avvoltoi affamati
mentre a essere elevato
sarà il plebeo
che condivideva il pasto coi cani
129
LETTERE AMO INDORARE
finché loro ci sono
e hanno le mani nel sangue
quasi presenze
percezioni inconsce a ravvivarle
come in padella a fuoco vivo
galleggianti in olio bollente
dagli scoppiettanti schizzi
insieme a parentesi a guisa
di unghie-di-luna appena
scottate
ecco che il cuore
madido di luce
ci si nutre
invaghito di lettere appena
pescate
dall'inferno dell'olio
130
ALLUCINATE VISIONI
la sensazione di cadere
in un vuoto vertiginoso
ma si era soltanto assopito
le voci confuse
della tivù si fondevano
con le sue allucinate visioni
di fosfeni
più netta la linea
di demarcazione
ora
che la sua testa emergeva
come da alti muri d'acqua
131
MUNCH
nel buconero
del Grido
spiralante la vertigine
la raccolgo dentro
un foglio
vedi
pesco sogni di ragno
rimasti
nell'intreccio della tela
132
RICORDO UN ANGELO
da piccolo
ricordo un angelo
raffigurato al soffitto
con lui mi confidavo quando
la febbre mi teneva a letto
nell'azzurra volta
trovavo altre nuove figure
lassù nascoste
mute testimonianze
di mie visioni
così passavo le ore
pomeridiane
mentre una lama di luce
cadeva obliqua
dalle socchiuse persiane
133
FIORE NERO
l'avvicendarsi degli anni a cogliere
il nero fiore della morte
i figli emigrati
in cerca di eldorado
e l'anima che ha perso pezzi del suo cielo
trasudano presenza della tua metà
le fredde pareti e
le lettere d'amore ingiallite
nel fondo del baule
134
L'INESPRIMIBILE
questo rebus
che sei
intreccio d'anima e istinto
sul bordo del tempo
vago sogno in te
specchiato
l'indefinito
di te
un sé
dilatato in cieli
ancestrali
dove l'esistere è il suo
pensarsi
135
LUCE AL TUO PASSO
(ad un figlio)
reinventati la vita
non t'accorgi d'essere
vivo per apparire
dai una mano di bianco
alla tua anima d'autunno
migliora la tua aura
fermati estatico
davanti ad un volo o l'esplodere
gemmante di un fiore
ringrazia il Signore
fai pace
con la vita che mordi e ti morde
è luce
al tuo passo l'angelo che
sulle tue orme cammina
136
IL TUO SANGUE CHE VOLA ALTO
(a Madre Teresa)
non ombra che occulti
la tua anima di piccola donna
immensa
come il mare
specchio alla bellezza
la verità è il tuo sangue
che vola alto
planando
su celestiali lidi
oltre
le sere che chiudono le palpebre
sul cerchio opaco del male
non v'è ombra a coprire
il grido di luce in te
gemmante
137
SGUARDI E IL TRACIMARE
sguardi e il tracimare
di palpiti
alle rive del cuore
aria dolce come
di labbra
incanutire di fronde
nella liquida luce
138
FLEBILI ECHI DI CONCHIGLIA
fai che voltarti
alle spalle ampie aperture
d'un livido cielo
dove gorghi
hanno succhiato linfa
ai molteplici io
ancora flebili echi
di conchiglia
dal mare aperto dei ricordi
che il sogno criptato
fa suoi
139
FINESTRE D'ARIA
fa strano guardarlo
mentre il bacio deponi
come su freddo marmo
dici sembra
dormire
se immagini di aprirgli
la spaziosa fronte
vedresti attraverso
finestre d'aria
come uccelli aleggiare
alfabeti felici
che dicono l'inesprimibile
140
FINE ANNO
semmai un aggancio
la mano del vicino
ora
che un senso di sperdimento
è la vita rivoltata
ma le volte che vi hai sputato
girovagare tra
luminarie e vetrine
ti richiamano all'incanto del bambino
mentre ti lacera dentro
la morte del clochard
sotto i portici nel gelo
141
SOGNO DI CARTA
alti muri
di carta
laceri strati e strati
senza via d'uscita
labirinti mentali
ove galleggiano improbabili
parole e voci
bagaglio d'un viaggio kafkiano
142
MI PIACE IL TUO GARBO
(a mia moglie Angela)
ora dici mi piace
ancora il tuo garbo
e un pizzicotto mi chiedi
per vedere se non è un sogno
nel letto abbracciati
nel dolce tepore
l'attesa
che salga la luce e c'inondi
grati al cielo d'essere
insieme sembra anniluce
o primavere scandite che
han visto le nostre tenerezze i silenzi
143
POESIA SI FA
è che poesia si fa da sé
nel seme del suo autocrearsi
è nella danza del calabrone sul fiore
nel gioco
della luce con l'ombra attaccata ai piedi
nelle parole bagnate in un lancinante addio
casa della poesia è dove nasce l'onda
la radice del vento il volo aquilonare
è vedo non vedo in una grazia velata
poesia è la bellezza
che tiene in scacco la morte
144
CASA DI RIPOSO
sono io oggi
ad imboccarti
al pomeriggio poi il solito
giro nel viale
lo scricchiolio delle ruote sul selciato
gli alberi vedi han perso la bella chioma
ed è ancora clemente il tempo
tu adagiata in una smarrita indolenza
riflesso
nei tuoi occhi il cielo
t'asciugo con garbo un filo
di bava lucente
ora che non hai più voce
mi giunge eco di madre
mangia se stesso chi
non si dà
145
FUNAMBOLI
metti noi due
guardali
in bilico sulla corda
tesa dell'esistere
a contare gli anni come grani
nelle curve dei silenzi
gli abbagli nel vuoto del cielo
lo sporgersi sul tempo che viene
e le cicatrici di luna nelle
primavere risalendo in luce
da inverni amari di
catarro e croci
146
SE GRATTI L'ARGENTO
[ispirata leggendo "Finzioni", di J. L. Borges]
paradosso
temere di sparire se
gratti l'argento dello specchio
quasi
non t'appartenessi
realtà sfumata nel mistero
non sei che parvenza
sognata da un dio
nell'insondabile
suo cielo d'esagoni e sfere
147
LUCE D'AMORE
carne che presto
si dissolverà nell'aria
occhi
che rideranno al cospetto
dell'Assoluto
il tempo è breve
delle ombre allungate sul cuore
invaderà tutto l'essere
quella Luce che addenti
148
POESIA TI LIBRI
dal sangue un nascere d'ali
poesia ecco ti libri
in verde cielo d'alfabeti
dove l'anima si ascolta e
la vita si guarda vivere
149
ROSA D'AMORE
vita che ti attraversa
in un vento di luce
angelicato fiore
rosa che si schiude
fra cristalli dell'inverno
150
AUSCHWITZ
impigliato
il cuore al filo spinato
sui prati di sangue
decorati dal fiore dell'urlo
mai dissolto nell'aria tremante
-grido
che cammina
nella memoria della storia
coperto dal velo
di pietà
PALPITI DI CIELO
(2015)
151
SPLEEN
lei dagli occhi blucielo
inquadrata in un ritaglio del
tuo sogno lucido
ed è un morire dentro
percorrere
l'acciottolato d'un bianco accecante
che conduce al mare
e quel sorriso
a durare nel cuore
perdutamente altrove
ti fa il verso il gabbiano
planato
sulla tua isola di spleen
152
IL GRIDO
ad un cielo
sordo ad ogni voce ed eco
appeso il grido
testa e croce ti giocasti l'anima
nel bailamme
d'un'allucinata notte
a simulare la morte
153
L'ATTESA
ti tiene in vita come a fine inverno
la primavera canterina
(non già l'appagamento
senza più desideri)
ti tiene in vita quel non so
che riempia i vuoti
(come il trepidare per l'uscita
delle prime poesie o
per il primo appuntamento)
ecco risuona l'attesa
come un'eco di mare
sei la vela che si gonfia di vento
154
IL LEBBROSO
alle sue spalle
un cielo bianco cadmio
e la figura
ieratica
a fendere la folla
chiudere le distanze
luminosa
Farfalla "vede" posarsi
sulle dolenti piaghe
155
L'INDICIBILE
dove deflagrano
nude parole al di là
della scrittura
ho cercato nel calamaio del cuore
l'inesprimibile
ciò
che non può essere detto
ho cercato stanze
inesplorate
negli anfratti del mare
le voci
trattenute
nella gola del vento
l'indicibile
nella luce della bellezza
156
ANCORA IN VOLO
perduto in me
l'aquilone ancora in volo
dal tempo che
più che reale m'era sogno
la vita
ora forse nascosto
dietro le nuvole o
a giocare col vento
in cadenza di vortici
imprevedibili
come l'esistere
157
NEI FONDALI
per nulla mi separerei
da questa pena
nel macerarmi chino sulle parole
tra respiri di solitudine
-v'è un accendersi
di segni e strade
mentre attraverso l'inconoscibile
che in sogno spio
non altro anelo che questo
inabissarmi
nei fondali di fonemi
finché la morte
mi sorprenda
in un'emorragia d'inchiostro
158
CHIEDILO ALLA LUCE
scrivere la luce
inginocchiato nella luce
inspirando bellezza
ch'emana
come da un tempo altro
pure
ami la luce
ferita:
chiedile
delle infinite crocifissioni
fattene guanciale
in notti di pianto
159
DIVERGENZE
la luna
china sulle mie notti disfatte
di poeta in erba
a carpire versi da "urlo"
beat ante litteram
coi sogni di gloria nel cassetto
in cerca della parola
luminosa che "spacca"
e tu rivolto alla mia
"crisalide"
che andavi blaterando nel
citare la preistoria
carducci et similia
160
UN CIELO CI NASCE
dal peso mortale
un cielo ci nasce
penetra luce
nella ferita più fonda
siamo respiro cosmico
legati a una stella
di sangue
originaria armonia
che nel vivere si frange
161
SENZA TITOLO
ora
il mio sangue si eleva
al battesimo della luce
vedi
sono fiorito
e la morte non la ricordo più
sono uscito da lei come da un fiume
di tenebra
162
LUCE DI LUNA
(l'ispirazione)
ti dai d'amore e in veste
notturna t'ammanti
all'occhio del cielo
in silente vaghezza
il tuo porgerti china
sul sangue che ridèsti
nell'essere mio: m'irradia
d'epifanie luce
di luna
163
A DARTI L'ABBRIVIO
a darti l'abbrivio
sarà forse l'urlo
del fiore che s'apre
creare
è del funambolo senza rete o
è come andare su vetri
una parola un taglio
164
RESURREZIONE
rinfranca
il Tuo offrirti in croce
chicco che germoglia
in esplosione di vita
ma il silenzio del cuore
si fa abisso:
duemilanni e la pietra
sepolcrale come non fosse
rimossa:
al primo canto
a rinnegarti
165
TI CADEVANO GLI OCCHI
capre e cavalli di nuvolette pigre
in un cielo dilatato nel respiro
ecco da dietro l'angolo apparire
la ragazza dalla maglietta rossa
a fare footing nella luce
lattiginosa del mattino
poi t'accorgi d'aver solo sognato
-desiderio fatto pensiero allucinato-
e nel ritrarsi quel cielo
la ragazza s'è come sovrapposta
a quella vista la prima volta
al parco or sono trentanni
quando
dovunque guardavi
ti cadevano gli occhi su quella figura
esile nell'alone
di luce lunare
ma tant'è che stasera
ti "cadono" gli occhi davanti
al teleschermo
166
CONTROLLARE IL SOGNO
è diventata la sua arte
ne sa uscire
e rientrare quando vuole
e secondo l'umore persino
programmarlo
mentre prende sonno
basta che si concentri
e in vividi colori le appaiono
pesci uccelli fiori
vasta varietà di flora e fauna
finestra su cui s'affaccia
un mondo altro
nel suo luogo di degenza
un bell'evadere dal grigiore è vivere
questo exo-esistere
parallelo
lei divenuta oggetto di scherno
un libro aperto
lei amica-madre dei gatti
col loro gnaolìo alla luna
167
SPLEEN 2
ali e croci dell'esistere
sono il veliero che attende il buonvento
sotto i mille occhi di un cielo allucinato
a farmi il verso un gabbiano
in volo da un dove non so dire
168
BLASFEMIA
ricusi l'abisso capovolto
intriso
del Suo sangue
dall'orlo della luce
ti distanzi
in vaghezza dell'effimero
vanagloria leva al cielo
un pugno d'aria
169
PASQUA
del Suo olocausto
ha ribaltato il fondo
rovesciato la pietra
che teneva in scacco la Vita
-escono lucenti raggi
da acqua e sangue del costato
al canto d'osanna
l'angelo
si china sul giorno umano
170
NELL'ANIMA BAMBINA
come non ricordare il rifugio
del passerotto intirizzito
le mani a coppa e il caldo fiato
o il micino di pochi giorni
lucido di saliva
portato in bocca da mammagatta
come non riconoscere
le tracce lasciate
sul sentiero teatro di giochi
e l'acuto
richiamo della madre
la tavola apparecchiata
inondata da sciabole di sole
immagini vive custodite
nell'anima bambina
che ancora ti chiamano dal buio
fondo degli anni
171
L'ESTRO
dicono abbia avuto
da piccolo
"familiarità" con le feci
-oddio! strillava la madre
e le comari:
-niente paura è roba sua
e già l'estro emergeva
ché ci scribacchiava per terra
tra losanghe di luce
172
I CIELI DEL JAZZ
capricci di note
facce ondivaghe in acque del sogno
la nausea lungo
i corridoi di latrine
il gemito del sax le gonfie gote
tempo
rallentato avvitato
nel marasma di umori
poi il mattino li raccoglie
spugne
e l'anima della musica che attraversa
muri di separazione
173
SENZA TITOLO 2
ho sognato d'essere
un bosco devastato
e in me cadevo
cadevo
con schianti d'alberi
174
QUESTO GIOVANE CUORE
(alla figlia)
capriolare nell'ante-nascita
tu rosa vestita per la vita
tuffarti nell'azzurro e
respirare la poesia pura
d'incontaminati cieli vorresti
ah non debbano i veleni del mondo
-mio e tuo anelito-
intaccare questo giovane cuore
175
SCHEGGE DI STELLE
a mitigare il gelo delle parole
che il tuo volto a volte
veste
non riesco ma a notte
quando
il tuo corpo s'apre a una luna complice
schegge di stelle mi
sorridono
176
COME IN PRIMAVERA
impoverito mi sento
quando
sfuggono a volte le note
di quell'aria struggente che alberga
nell'anima e
-breve appagamento
di fioriture e voli-
nelle ore vuote m'accompagna
a sprazzi
pure ritorna
rivivendo in letizia
come in primavera la chioma di verde
a ornare quell'albero triste
-superato il morso del gelo
177
A VOLO D'ANGELO
il nero asfalto il lenzuolo
i nasi all'insù l'attico
al ventesimo
depressione dicono
autopsia perché:
se non s'è
tirato un colpo
si è "solo" spaccato
178
IN UN ANGOLO REMOTO
la vita d'un uomo
nella luce degli occhi
i paesi esotici i mari
che ha varcato
a barattare per nuove
esperienze
la vecchia pelle
di coriaceo ulisside
ma si passa una vita
intera
senz'ancora conoscersi:
in un angolo remoto
l' ombra da tenere
al guinzaglio
179
LA MUSA
dove inginocchiata è la luce
lo spirito contempla
come un incantesimo
la novità di lei la tua corda
sfiora
accordando
il tuo vagheggiare
s'anima il tuo cielo
in volo d'angeli
e febbre
è la parola
180
E' BELLO SOGNARE
come tirare su
un secchio di ricordi
custoditi in fondo al tuo cuore
come riesumare
i tuoi morti
aspettarti da loro fausti presagi
o l'apparire
di vagoni di nuvole e lunghi
corridoi di porte chiuse
dove ti sembra essere stato
181
VITA SOLLEVACI
vita sollevaci
dall'ignavia dei giorni
-serpe mimetica
fa che non sprofondiamo
in questo buio di stelle calpestate
le addomesticate coscienze
fanne bottiglie
a navigare mari di speranza
e
come un fuoco
vivo a forma di croce
giunga
il messaggio
della tua sacralità
182
LA PAROLA ESSENZIALE
non altra che quella
l'unica
annunziata
che la mente arrovella
fanne cuore e centro
il raggio renda armonico il disegno
senza
ne urlerebbe la trama
il sangue fatto
acqua
183
IN QUEST'ARIA STAGNANTE
pensando a te vedo
il vuoto di una porta
e dietro la porta ricordi
a intrecciare sequenze indistinte
sogni e pensieri asciugati
mentre un sole
di sangue s'immerge nel mare
in quest'aria stagnante
come un olio passa
la luce
sopra il dolore
184
ANTINOMIA LA MORTE
ritenere antinomia
la morte – la tua
come un abbaglio o un
trapassare di veli
e nel distacco
quando
il mondo senza più te sarà
impregnato della tua essenza
" leggerai" il tuo
necrologio
pagato un tanto a riga
185
VANAGLORIA
vita che mi mastichi
mia vita
dagli equilibri spezzati
e anse d'ombre
dove annegare il grido
difendimi
dal mio profondo
uccidi in me quel capriccio
aureolato
solo
da esibire
186
VOLARE BASSO
volare basso
per dare tanto con poco
lei a volte si cela
nello specchio o nel buio del divano
luce affebbrata
la parola che ti tiene avvinto
celeste fuoco
187
DAL GIARDINO DEI SOGNI
forse quando
il tuo orizzonte è a chiudersi
sullo scenario del mondo
e tutto è consegnato all'evidenza
della fine
dal giardino dei sogni
ti strizzerà l'occhio
ancora qualche verso
lo vergherai in fretta
su un tovagliolo al bar
prima che si disintegri nell'aria
come i tuoi io
dagli anni risucchiati
188
LA NUDITA' DEL SANGUE
pindarici voli
leggevo nel tuo cielo
e i tumulti del sangue
in cadenza di note
sul pentagramma di sogni
rubati e franti
oltre quel fatuo fuoco
è ora un discendere
nel tuo specchio
incrociare la nudità del sangue
dal profondo ti vedo
riavere il cielo
veleggiando sicuro
ed è la corazza che indossi
a darti la forza del perdono
laddove
ti appariva debolezza
189
IN LINFA D'ALFABETI
manca poco possano piovere
lettere
nel tuo sogno controllato
e tu
ti veda
riflesso in pozzanghere
a cogliere parentesi unghie-di-luna
e il grido
delle a le sospensioni delle e
poco manca
sia la musa un donarsi in linfa
d'alfabeti
di cui s'imbeve il tuo sogno
lucido
190
SPLEEN
lo scoglio
e tu
come un tutt'uno
quasi sul ciglio
del mondo avvolto
in una strana luce
labbra di cielo
questo
contatto di sole
vedi nell'aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all'infinito
191
UN DOVE
trafitto
da ustioni di luce
quasi a difesa avvolto
in un mantello di vento
vano
interrogare un dove
in bianchi cieli
l'angelo è di pietra
l'anima un buco
nell'immenso
192
QUELL'UOMO CHE
quell'uomo che
"incurante"
della tempesta dormiva
che ha diviso il mare
che è uscito dalla morte
squarciando i cieli
quell'uomo che
se il granello
di senape non muore
uomo-dio fattosi
bambino ed ultimo
Dio incarnato
trascinato dal cielo
dal peccato
193
ASIMMETRICI VOLI
parole
colte e frante
nella febbre d'un grido
aperte ali dei sensi
contro
pareti di cristallo
scrivere sul sangue
di un sogno kafkiano
194
KANDINSKJI
sfilacciano sogni
di ragno
graffi di luce
a destarti un'alba
bagnata di colore
quel giallo
spalmato
nel canto della tela
195
DALL'OBLO'
la poesia quella di lungo
respiro dà vertigine
è come
prendere il mare e non vedere
che l'orizzonte e mai la terra
le immagini vedi dall'oblò
del cuore sovrapporsi
fare ressa e
infine sbarchi
boccheggiando
col mar di terra
NELL'INFINITO DI NOI
(2015-2016)
LO SGUARDO VELATO
196
LO SGUARDO VELATO
dò i miei "occhi" a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d'intenerimento
la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato
ora come allora
quando
"morte ti colse fior
di giovinezza" scrivevo
ventenne o giù di lì
-ah ridicolaggini
197
COME SBUFFO DI FUMO
riconoscilo
l'hai tirata per i piedi
non un'immagine
viva che susciti
un tuffo al cuore
né metafore o
enjambements
se spazi nel tuo mondo trovi
-anche un
batter d'ali a ispirarti
invece
buttata lì
lei dal fondo
del bianco grida
la immeritata
striminzita vita
198
VAGHEZZA D'IMMAGINI
non un appiglio neppure
l'aggancio da un sogno
vaghezza d'immagini
preavvertite quasi
a scivolare di sguincio
nella immensità dei silenzi
senza il tempo di rubargli
l'ultimo fiato
-complice una quasi
misterica luce
boccheggia l'anima
nell'eco d'un grido
come di un frantumarsi di cristalli
199
COLUI CHE INTINGE CON ME
Gesù aveva i suoi "followers"
ma per nessuno vorresti la sua fine
(in)gloriosa
quale fuoco ti attraversa la carne
giuda-di-turno
nel laccio dell'inganno il mondo
la croce è la porta stretta che
ha chiavi d'aria
200
QUANTE PICCOLE VITE
(a Iqbal)
tra trame
di tappeti e catene lasciò
a terra la sua ombra e
s'involò
quante piccole vite
su di sé per farne
una
-indivisa-
la sua
firma di sangue su
un Sogno immenso
201
SPLEEN 2
brusio di voci
galleggiare di volti
su indefiniti fiati
si sta come
staccati
da sé
golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi
vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce
202
TROMP-L'OEIL
(l'ispirazione)
nella mezzaluce
t'invita l'occhieggiare
del trompe-l'oeil
la visione centrata
nell'intime corde
ti sale
da un remoto
di ancestrali lidi
IL TUO SPLENDERE
su un remoto
di assonnate rive
-spiumata
di luce l'anima-
torna
a far breccia il Tuo splendere
settanta volte sette
ho conficcato i chiodi
altrettante non
basteranno
lacrime da versare
sulle Tue luminose piaghe
204
IL PENSIERO VOLA
il pensiero vola
quindi
volo
anche se zavorra
giù mi trattiene
le invidio tuttavia
per quegli ossicini cavi
le creature del cielo
noi
-peso di terra-
ossa come vetro
a sbriciolarsi con gli anni
205
NUDITA'
(di un sogno ricorrente)
labirintici corridoi
ti vedi venire contro
traversandoti una
moltitudine
ti fa strano che
non fan caso che giri nudo
poi come un ladro ti trovi a spiare
dentro stanze ottocentesche
aspettandoti semmai
un incontro piccante
206
CHIMERA
vaghezza di nuvole a stracci
tu
nella mezza luce mi chiami
poesia chimera
mi conforta la tua ala
vellutata d'angelo
quando come in sogno
visiti
le vuote stanze
di quest'anima vagante
207
I PASSI ALL'INDIETRO
nell'ora dolente
Ti consegno i passi all'indietro
le volte
che ho svoltato l'angolo
davanti all'ingiustizia
al cuore sperso
dona corazza
di verità senz'alibi
rivestimi Signore
con veste di fuoco
208
AUSCHWITZ
il velo della memoria
in luce di sangue si ravviva
è fiore che s'apre
nell'urlo
209
FAMMI LUCE
ti prego fammi luce
in questo pauroso dedalo dell'io
assalito dai mostri della mente
avvolto
nella camicia di nesso degl'istinti
sono cieco fiume senza foce
da me diviso arreso
fammi luce
e sarà giorno quando
ti saprò riconoscere
staccato dalla mia ombra mortale
210
CUL-DE-SAC
dritto ti c'infili
se pensi che
la fine è sempre in atto
e il mondo
è un addio dopo l'altro
è maschera invece per chi
finge di non accorgersi
negli occhi ti restano
saltabeccanti
sui resti di una festa
colombi a frotte
211
E SARAI RAGGIO
sei disceso angelo per vivere
in carne la morte
non sguardo dal ponte: vieppiù ti lega
trama di dolore e rara gioia
le spoglie deporrai e sarai raggio
di quel Sole che non puoi vedere
212
OCCHI SECCHI
clessidre di sangue emotivo
a sovrastarti
stillicidio nella mezzaluce
a chi chiedere di questo
ginepraio di pena e
l'oro del mattino fatto piombo
occhi secchi
a perdere
pezzi di cielo
nel sangue degli echi
213
CIELO AMORE
manto d'azzurro palpito
capovolto abisso
misericorde
ben conosci il fondo delle pene
di noi mendichi d'infinito
specchio sei
dove invertigina il cuore
nell'abbraccio delle stelle
214
VELE STANCHE
leggi scavi ché nasca
-ne va del creare affossato-
linfa nuova a diradare
quella nebbia della mente
dal grembo della notte esca
la tua barca
vi spiri augurante
il buon vento a gonfiare
le tue vele stanche
per nuova ventura nel mare
blu d'inchiostro
dove è bello
finanche morire
215
DOPPIO CELESTE
rigenerarsi in linfa a disperdere
grumi
dove si china
l'anima a contemplare
nel profondo di te ecco
il cielo farsi d'un "azzurro"
misterico e
tu da un suo lembo
a spiare
un te senza morte
-specchiato
216
DA UN DOVE
i repentini voltafaccia del tempo
alle soglie dell'autunno
le foglie già morenti
invita due corpi il tepore
delle lenzuola
nella bocca dell'alba
sai
il momento migliore
per il dono dell'ispirazione è quando
ti giungono ovattati i rumori
e tu in un tuo mondo
col sonno di un eterno respiro
più tardi poi sul lungomare
sulla pelle la fresca brezza
forse un gabbiano
avrà per te
nel becco un verso prezioso
217
LA PAROLA
la parola è nostra
madre
che genera la
danza e la gioia nuda
la parola
dice di sé
del tempo del primo stupore
t'apre
il terzo occhio
parla all'orecchio del cuore
218
NAVI DI NUVOLE
(visione)
raggio verde balena
nel tramonto
su navi di nuvole
vedere apparire angeli
udirne i celesti canti
rassicuranti presenze
ondeggianti lievi
tra i pensieri
orfanezze d'amore a consolare
messaggeri
di luce
ondeggianti nel sogno
ad ascendere dove s'inalba
il cuore
219
SOTTO PORTICATI
sotto porticati
cartoni e
cappotti lisi hanno respiri
a un passo
vetrine ridono in abbagli di sole
più in là privati
paradisi
un rombo testarossa è strappo
d'anima a dividere
la terra tra i "morti" e i vivi
il mondo ha denti aguzzi
220
ALTERIGIA
[Ispirandomi al verso di Vincenzo Cardarelli: "vorrei coprirti di fiori e d'insulti"]
m'appiglio alla tua fredda
grazia come ad un
corrimano: sto su inclinato
piano mentre t'offri
a una vertigine di distanze
ancor più ora ti fai
preziosa
221
UNA CERTA LUCE A FLETTERSI
di buon'ora bisticci con la lampo
t'insegue tiranno il tempo
una certa luce a flettersi nel cuore
fa strada a un dove che non trovi
perdurasse quel lampo che viene va
prima che lo fermi su carta ma
se non torna non ha "dignità"
raduni pezzi di un puzzle scombinato
nello sperdimento d'una stagione andata
222
IL CARRO DELL'ORO
sotto cielo aperto
una ad una
cadute le teste
a calcificarsi sorrisi ebeti
sul trasfigurato carro
dell'oro
223
L'OLTRAGGIO
perso nelle forme strane
delle nuvole mi sento
lontano da un mondo estraneo
assisto all'oltraggio
della rosa che si
perpetua
sono esposto alla vita
224
NEL VASTO MARE DEL SOGNO
nel vasto mare del sogno
galleggia l'immagine
di te esile scricciolo
a sussurrare all'orecchio
del cuore edulcorate parole
ritrovarci
nel nostro giardino d'infanzia
mano nella mano
impastati di sole a rincorrere
saltabeccanti piccioni
riandare alle incoscienti
acrobazie per i soli tuoi occhi
interrotte
dall'acuto richiamo
di tua madre per la merenda
smosse le acque del sogno
ora a svanire
da un oltre ti sento
225
COME ASESSUATO ANGELO
sospesa nel vuoto m'appari
asessuato angelo
mentre in dormiveglia mi rigiro
giungerà mi dici squarciando
le nubi lui l'Atteso
ci sorprenderà come un ladro
a strapparci alla morte
carne della sua carne
e ruggine allora sarà l'oro
226
IL LIMITE
(ad un materialista)
devi ammetterlo
come nave incagliata ti senti
bravo al più
nel leggere fondi di caffè
non certo alla tua portata
della poesia il rinnovato sangue
i frammenti di stelle la lucente
coda di cometa a cui s'attaccano
in sogno i bimbi
non certo quei misteri insondabili
che impregnano i muri di casa
con le anime dei morti
che abitano il tuo vuoto
non alla tua portata
quella profondità
del gran mare del sogno che
è vita che si lascia vivere
227
NELL'ORA SOSPESA
quel giorno ti sbarberanno
t'infileranno il vestito buono
ma
non serve prodigarsi più di tanto
non restano che spoglie l'anima è già via
nell'ora sospesa
fisseranno compunti quel viso di marmo
mentre il tuo presente ha chiuso la porta
il pugno o la palata di terra
con la benedizione dell'officiante poi
a tavola com'è uso per dire la vita
continua
qualcuno forse già alticcio
leggerà con deferenza
alcuni tuoi versi trovati in tasca
restano in rete briciole di te
228
GIA' GRANDE TI VEDO
dai che ti porto alle giostre
finiti i compiti
promettimi
che prima di dormire
stasera dirai una preghierina
per quei bambini saltati in aria
-la larga macchia rossa sull'asfalto
nella liquida luce degli occhi
penetrare
in quell'abbaglio
fino al sogno-incubo
su
da bravo che ti porto alle giostre
ci perderemo nella
fantasmagoria di luci
ecco: già grande ti vedo
a risvegliarti domani
convitato di pietra
il Tempo
229
ANELITI D'INFINITO
è la vela rossa della Passione
a prendere vita nel tuo sangue spanto
nella luce
ti dai d'amore in aneliti
d'infinito
anima persa per rive sfiorite
negli occhi
230
SFIORITE RIVE
sfiorite rive
in cadenza d'anni l'azzurra
vastità di te solo
si svenano
in caducità di foglie i giorni
accartocciati
sul viale della dimenticanza
231
VICOLO
dolore antico
di donne in nero a segnarsi
se dal profondo si levano i morti
a dare infausti presagi
vicolo
inghiottito da un grappolo di case
appese a strapiombo
ricettacolo
d'umori ancestrali
in un tempo cristallizzato sospeso
232
DAMMI L'ABBRIVIO
dammi l'abbrivio musa
nel dormiveglia o
nel profondo fa che s'accenda
la mia casa di nuvole in verdi
cieli e alfabeti
sostieni quella
neo-nata struttura
arco di parole e suoni
che si parte
dal cuore a navigare
il più bello dei mari
[ultimo verso: da Hikmet]
233
A BOCCA PIENA
trucidata vita
dai lenzuoli di sangue nei telegiornali
un dire assuefatto freddo
che ti sorprende non più di tanto a bocca piena
che non arriva al cuore
-per quei bambini occhi rovesciati
a galleggiare
su un mare di speranza
la cui patria è ora il cielo
violata la sacralità
vita che non è più vita
vilipesa resa
quale fiore a uno strappo feroce
di vento
234
IN UNA PIEGA DEL VENTO
luce obliqua sui tuoi anni andati
sui tuoi fogli nell'aria sparsi
quale data incideranno
sulla tua lapide un giorno
non ti è dato sapere
ma sono degli uomini
le convenzioni
e scomodare kronos è eresia
rinascere in una piega del vento
senza guerre né odi
per la rotta del cielo
pindarici voli
che ti lasciano
le ali spezzate
235
NAUFRAGI
il viso un libro
le pagine
gli io indefiniti
maschere che indosso
se non mi trovo
poi s'apre
il corpo -occhi
lapidati- nell'emergere
dai tanti me
236
FANTASIA 2
dipingono il mio sonno i morti
veleggiando al chiaro d'una luna
complice sul filo
d'orizzonte
ricreando gl'incantesimi del
bambino in me mai perduto
veleggiano
discreti sul filo del respiro
entrandomi su dalle narici
con la barca di cristallo
dei sogni
le vele al vento per l'ignoto
237
FANTASIA 3
la barca trasparente del sogno
dove ti porta?
palpiti
seguono la scia
uscendo dalla
camera della mente
immagini icastiche
gli argini rompono
del trasognato sguardo
238
ULISSIDI
ulissidi e la vela della
passione su perigliosi flutti
intrisi di mistica luce
a sbraitare di gioia
il cuore
sull'orizzonte la terra
promessa
239
UN OCCHIO DI RIGUARDO
un occhio di riguardo
per quei tralci che non
secchino anzitempo
-noi protendimento
dell'Albero che nei secoli affonda
le sue radici
un occhio di riguardo
ché a prezzo di sangue
fu il riscatto
240
ANAMORFOSI
del sognato
ricordi a brani
mentre l'io è anamorfosi
nella "valvola" del sogno
ti svegli e ti ritrovi davanti
a un te dagli enigmi irrisolti
un circolo vizioso
il tuo uroboro
ti appare anamorfosi
a volte
anche questa vita che imita
sempre più il sogno
nell'avvicendarsi degli anni
i treni persi
alle stazioni
NELL'INFINITO DI NOI
(2016)
241
DOVE L'ANGELO
falesie di pensieri
nella fragilità del giorno
quando alta
s'eleva la parola – dove
il senso di sé t'innamora
dove l'angelo
perde una piuma
242
VAGHEZZE DI LUNA
vola nel sangue della parola
l'anima gemmante
un'alba cadmio
accoglie
in vaghezze di luna
l'erratico cuore
243
CUL-DE-SAC 2
tu che deambuli come
su inclinati piani
dimmi che vedi in questa
bolla d'alcool e droga
se mondi immaginifici o
sorta d'inferni
ti scagli sulla madre per la
giornaliera dose
tu potenziale omicida
su strade d'asfalto allucinate
ahi che non vede mai giorno
il tuo cul-de-sac
è rovi e croci
sangue pestato nei tuoi vaneggiamenti
244
VERTIGINE DI SPECCHI
un'incognita ti resta la vita
nebulosa sogno o cos'altro
che ti avviluppa in una bolla
o forse solo velo da strappare
col beneplacito del tuo angelo
vedi
alle spalle i frammenti di te
in una vertigine di specchi
aggrapparsi al vuoto
ricacciati
indietro
dall'unghiuta morte
245
DI LUCE L'ABBAGLIO
(testimonianza)
colma la bocca
di luce l'abbaglio
della veste
sentivo nelle ossa un fuoco
come lazzaro
mi sono levato
e andavo leggero come nell'aria
246
DI FOSFENI E NUBI
a labbra di luce poesia mi desti
da assonnate rive
vaghezza
vi transita di fosfeni e nubi
ove intoccabili sogni
dimorano
247
VIVERE IN VOLO
fantasia questo vivere
in volo
nella liquida luce
notti acrobate
a fare incetta di sogni
per un'alba d'inchiostro
248
BLU MARINO
sciami di pensieri
sparpagliati
in riflessi di luna fantasma
ore dilatate un'alba fitta
d'inchiostro blu marino
altri me a sciorinare
-tenerezze in sorrisi di fiori-
della vita anteriore
249
LA TENTAZIONE
è innegabile
abbiano avuto debolezze i santi
prima d'involarsi
risalendo in strenua lotta
luce dopo luce
alla parte angelica
250
IL FILO DEI RICORDI
aprire a ventaglio la mente
su pindarici voli e lucidi
sogni
vi ci trovi tra vaghe
nuvole un nugolo
di uccelli a farti corona
riportandoti
nel becco il filo dei ricordi
e i versi
amati e persi
251
COME MONNALISA
dove trovarti nudità
di poesia tu assisa nell'olimpo
degli aedi
abiti forse nel puro
sguardo del neonato o nel bagliore
della lama
uscito da una novella di borges
imprendibile sei e sdegnosa
mi segui come lo sguardo
di monnalisa
esci dal quadro e
sguinzagli i malcelati sogni
252
UNA CERTA LUCE A FLETTERSI 2
una certa luce a flettersi
nella dimora della mente:
quel tuo ostinato cercare
tra i naufragati ricordi
il volto amato
reciso dalle forbici del tempo
nell'assedio degli anni
oggi ti sorprendi
a dar corpo alle ombre
di fantasmi inanelli il tuo presente
253
COSI' LA VITA
sprovveduto senza guardia
andavi giù al primo colpo
quello non previsto
neanche dall'oroscopo
groggy ammaccato
ti avvitava l'umana giostra
come rivederti bambino
tra la folla la volta che
t'eri perso
così
a portarti in giro
su piani inclinati
la vita
254
DAI VETRI
the per due ed un sorriso
ricambiando lo sguardo
sopra il bordo della tazza
dai vetri il fermento
con gli ultimi guizzi di luce
e un altr'anno alle spalle
altro non t'aspetti
non la bottiglia dall'oceano
tutto già accaduto
pure
tenti glissare
sui sussulti del sangue
255
NELL'ARMADIO
a volte m'invita a visitarlo
lo spolvero lo lucido e
grato mi si apre in un sorriso
tutto denti
m'improvvisa una danza
indossa una maschera per
l'occasione
si sente solo
quando
le volte non lo considero
lo sento frugarmi nelle viscere
nutrirsi del mio sangue
fortuna ch'è un tipo da
acqua in bocca
256
LE TUE CASE DI VETRO
(ad Antonia Pozzi)
vi specchiavi la verde età
fuggitiva
dipoi a trapassare i vent'anni
la freccia di cupido
ti abbeveravi nei cieli
di Poesia
dove ora svolazzano
senza tempo
bianche colombe le pagine
di vita
vergate fitte
al rango di passioni accese
[Luoghi dove ha soggiornato o abitato: Misurina, Pasturo, Milano.]
257
L'ESSENZIALE
molto dire con poco
degli elementi solo
un accenno come una
pennellata
lasciare immaginare
-l'acqua che canta alla fonte
lo specchio del ghiacciaio che acceca
non è detto potresti rinvenire
come in sogno lucido
tra il soffice manto
il messaggio
di quel saggio abitatore delle nevi
"per una vita proba
l'essenziale"
258
DAL PRINCIPIO QUALCUNO MI SOGNAVA
la mia essenza
si specchia
nel bianco di cieli anteriori
dove
a iniziare voli
in un battere d'ali fuggono
piccole morti
e ad abbracciare il sereno
quel ricucire strappi
nell'azzurro
io sto da sempre
nella scia d'infinito nascere
259
GUERRIERA DI LUCE
(a Santa Madre Teresa)
toccato dalle tue scarne mani
il derelitto
come angelo passava nell'aria
guerriera di luce tu
ultima tra gli ultimi
facesti tua
del reietto la dolorante carne
il tuo annullarti
consegnato alla sacralità del giorno
260
ALLUNATE DERIVE
visioni aprono varchi
nel cuore ove fanno eco
i ricordi e allunate
derive trattengono
vibratile fiammella
resta indefinito
sogno o piuma di nulla
misteriosa fanciulla che si piega
nello specchio
261
SINERGIE
sognare
immerso nell'azzurra luce
il sogno sono io disincarnato
che prove di volo inizio
falena contro il soffitto
col sembiante del fanciullo luminoso
ah quel senso d'onnipotenza
nel guidare
me stesso entro la via regia *
vedermi ospitale
dare udienza ai miei morti
che risalgono pare
dal mare
per "incarnare" il sogno
*definizione di Freud del sogno
262
VITA CONTROMANO
(a James Dean)
il gesto del cogliere
la rosa sul filo del burrone
dove palpebra la luce
lo strappo
nella rete la smorfia che tradisce
quel mordere intestino
l'apparirti anamorfosi il mondo
che ravviva
non sai se deliri o sogni:
del tuo essere "bipolare"
ottenebrato splendere
263
IN UN LEVARSI DI VOLI
scuce tempo Penelope sdegnosa
così noi a sfogliare le ore morte
fuori dal tempo uroborico
in un levarsi di voli sarà voce
del sangue a dirci che forse
non sarà stato che un sogno la vita
264
COMPLICE LA LUNA
entrare
nel labirintico specchio del sogno
dove inconfessate brame
si librano sul filo
di acrobate notti
complice una pettegola luna
265
DIVAGAZIONI
non vai da nessuna parte
quando dici
non siamo che manichini
in mano al destino -ce lo facciamo
in parte noi stessi
dovresti sapere che la vita
ha in tasca la morte e l'occhio
lungo oltre l'umano
orizzonte
in cospirazioni del nascere
come il puzzle di parole
neo-nate
a cui hai sospeso il respiro
custodite
in segreto
in luminosa nube
266
LA MISURA DEL SOGNO
avevi l'occhio lungo tu
nel dire che la vita ricalca
le orme dei passi
altro sangue i destini
che ci unirono
sai:
nelle acque della memoria
oggi di te non cerco
che la misura del sogno
nell'ondivaga luce degli occhi
trasparenze
267
UNA GIORNATA DI
suvvia eccedi
a chi pensi
dare la colpa
come si dice è stata una giornata
così
esageri se pare
ti si spalanchi
d'instabilità un baratro
viola in fondo agli occhi
268
RADICI DI CIELO
ondivago in te l'oscuro
l'alterego che insaziato nutri
albero capovolto che geme
con radici intricate di cielo
ma è un esplodere di vita
l'aprirsi
del fiore
269
IL FIGLIO
non più carrube Signore
torno a casa
non più miraggi
d'eldoradi
sì torno a casa
all'amore totale
indegno
sia io sgabello
ai Tuoi piedi
270
NELL'INFINITO DI NOI
il tuo volteggiare Nina
nelle stanze viola della memoria
-dicevi il reale non è fatuo
apparire o entrare nello specchio
dell'essenza evocando
palpiti di luce
di un tempo senza tempo
noi dal celeste palpito
dicevi- qui siamo
affratellati nel sangue
con la terra e la morte
271
LE VELE DEL SOGNO
me ne andrei quasi di soppiatto
alle prime luci
mentre si fredda la tazzina
mai portata alle labbra
entrerebbe il vasto orizzonte
nei miei occhi azzurrocielo
il mare aperto
nell'abbraccio
delle vele del sogno
272
BRICIOLE DI POESIA
anima
casa di mare
dove a frotte s'annidano
gli uccellini azzurri di Maeterlinck
a ispirarmi l'abc del sogno
a beccare briciole di poesia
ferve nel tuo cielo
un volteggiare
di fòsfeni ed ali
Maurice Maeterlinck, poeta e drammaturgo – 1862-1949
[Nella fiaba teatrale L'Oisseau Bleu (1909), ciò che rappresenta l'Uccello Azzurro è il segreto delle cose e della felicità.]
273
ROSA DI PARADISO
Tu fiore del mio sangue
dal profumo rosa di paradiso
perdonami se non c'ero quando
m'imploravi "Eli Eli"
ma si doveva sostenere
la lingua della Parola
e Tu
occhi rovesciati
chino sulle miserie
abbracciassi dalla Tua croce il mondo
274
ELEGIA
ora m'incolpi del mio silenzio?
e Tu dov'eri mi chiedi
quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci
in verità
ti dico
Io sono la Vittima l'agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda
anch'io in sorte ho avuto una croce
la Croce
la più abietta la benedetta
ho urlato a un cielo distante Padre perché
perché solo mi lasci in quest'ora di cenere e pianto
275
FARSI ULISSIDI
ancora sorpresi dalla vita
ci trovi la morte
vivi
delle prime nuove
come nell'età
impastata di sole e illusione
o farsi ulissidi
nel ricucire vele
per respirare il salso
di aperti mari
276
L'OMBRA 2
meridiana a perpendicolo
poi eccola s'allunga
l'ombra oscuro specchio
che mi ripete
si spezza allorché riflessa
tra pigre nuvole nel lago
277
LA VITA NASCOSTA
(Pasqua di Resurrezione)
in seno a cieli di cui non è memoria
dove nessun grido resta
inascoltato
è la vita nascosta
percepisco
il sangue mio elevato in fioritura
da acqua e luce primaria
benedetto
278
NEL GIARDINO D'INFANZIA
risalgono dal cuore giorni analfabeti
a dire l'urlo della rosa
l'insaziato stupore
e i me stessi
a spiare
dalle crepe dei muri o
a giocare tra losanghe di luce
in un tempo che lento rimonta
279
ANGELI DI CARTA
gli occhi un po' stanchi
vedo nel mio cielo volare
gli angeli di carta di Rafael
mi pare udirne
il profumo i celesti canti
oh mi vengano in sogno
queste creature fiammanti
le fraterne ali
a coprire
le miserie degli umani
Rafael Alberti, poeta spagnolo – 1902-1999
280
LEVANTE
levante del cuore dove
rinasci
la mente in espansione
la tua
empatia
tutto un mondo che trasloca
nel lasciare la casa del corpo
la penna tuo viatico
vita a fiorire
in un mare d'amore-endorfina
281
COME LO STELO
(Giovedì Santo)
primavera ha le mani
piene di fiori
ma come lo stelo
il cuore mio si flette
in arida aria
282
LE VELE
le vele le vele
decantate dal visionario di Marradi
sui verdi mari del sogno
dove prende l'anima il largo
bianca schiuma ti spruzza
chiarore selenico
dipinge di poesia il cielo
Dino Campana, poeta, di Marradi – 1885-1932
283
SE SEGUI LA PISTA
raggio nella carne
l'altro che di te
preesiste
è avvolgerti d'ombra
il suo ritrarsi
se segui
col lupo
la pista del sangue
284
SENZA TITOLO
fine del giorno
inargentata sul mare
-negli ultimi guizzi
di luce palpita
il cuore delle barche
e la vita? si perpetua
-la vita non può morire
impregnata fin nel verde
dei frondosi rami
casa degli uccelli
la casa è il secondo corpo
-così
strato su strato
i malli dell'anima
questo mondo
l'altro
-da cui beve energia
LO SGUARDO VELATO
2016
–LA VITA NASCOSTA–
285
L'ESISTERE SPECCHIATO
con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte
ma a te presente
il Sé -il celeste- l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere
un mondo in un altro
Le nove porte: gli orifizi del corpo secondo la Bhagavadgita
286
UN DIO CIBERNETICO?
vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
-ma la notte del sangue
conserva memoria di volo
vita
sovrapposta alla sfera celeste
regno d'immagini
epifaniche
emozioni
elettroniche
eclissi dell'occhio-pensiero
287
NEL PAESE INTERIORE
nel paese interiore
eiaculo i miei sogni –
vivo una stagione
rubata al tempo -mimesi
icariana sul vetro del cielo-
nel paese interiore
brucia il mio daimon
di febbre e di luce
288
DELL'INDICIBILE ESSENZA
dell' indicibile essenza
noi sostanza e pienezza
solleva l'angelo un lembo
di cielo:
in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce
289
ANGELI CADUTI
fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete
ora
non sanno più chi sono
presi nella ruota
del tempo
mendicano avanzi di luce –
curano
le ali spezzate
per risalire nell'azzurro
290
PRESENTIRE
finirà qui tutto
il visibile
-col panorama dei sensi
a sopravviverci voce
di sangue in un non-tempo
inconoscibile
l'astronave-di-luce
tra cirri e nembi e corpi
celesti
291
L'ALBERO
di Te
il dito
la saliva il fiato:
ri-fiorire vita
in cuore disabitato
e gli esecrandi
crimini? non
ricordi
dal sacrificio estremo
l'Albero di sangue
si è ingemmato
sopra uno
sconquasso di secoli
292
EPIFANIE
vita che si guarda
vivere e ci guarda
vita che si pensa ed è
-riflessa vita che
apre la fronte del mattino
ed è esistere
nel suo ricrearsi
epifanie
293
FARSI INFINITO
in apparente spaziotempo
un infinito sospeso
-sogno fatto
carne
la vita è alfabeto del tempo
da sillabare
vuoto di forme – ombre
nel bianco respiro
dalle labbra quest'anima s'invola
294
L'ABBRACCIO
(in dormiveglia)
si concentra ed espande
l'amore in quel vivere-morire
delle prensili braccia
sospensione apparente carne e cielo
295
IL SOGNO DI TE
in una sospensione lucente
ride la tua immagine d'aria
nella fodera del cuore
ho intagliato
il sogno di te
sulle ali del vento le parole
che ti dedico
296
LA CASA DELLE NUVOLE
ha bisogno di manutenzione -sai
per produrre versi come miele
-vanno oliati gl'ingranaggi
verificata la tenuta
perfetta dell'ossatura
l'efficienza della struttura
tenerla in ordine come
un condominio
ma tu la ritieni come fosse
di proprietà esclusiva:
contenitore di sogni
è risorsa a cui chiunque
può accedere -ti basta?
297
DI QUA DEL VELO
(non qui né altrove:
semplicemente essere
nel Tutto
-porta della conoscenza)
di qua del velo di maya
trottola del tempo
consuma il suo perno
nella palpebra del sole
un embolo d'ombra dimora
che insanguina il vento
298
MOMENTI
di cos'è fatta la vita-energia
se non di momenti
rallentati
-per cui è un girare in tondo
su te stesso
o forse
di virgole di sangue
e amore
rapprese in un grido
sul vetro del cielo
299
NELL'UNO
dal Tutto
ritrovarsi nell'uno
a vivere il sogno della carne
il sangue che cavalca il vento dove
crescono i passi
lacerato dalle lancette
d'un orologio interiore
un Lazzaro a sollevarsi da cento morti
300
IL SOGNO DI DIO
in seno a cieli
di cui non è memoria
assai prima del corpo
quando già da sempre era la Parola
il sogno di Dio
il Suo soffio
poi la fatidica
domanda "dove sei
Adamo"
e furono
i cieli
capovolti
301
BRANDELLI D'AMORE
falesie di pensieri
tesse ragno di luce
vertigine: come
sarà senza il corpo
-serbata la vita
nella Pietà del sangue
solo espanso
pensiero saremo?
ci consoli certezza
di portare in salvo brandelli
d'amore
302
GL'INTOCCABILI
sì onorarli
i morti che
ci perdonano con un velo di pietà
quelli che sognarono
il loro eldorado
ragazzi degli anta presto
dipartiti
ora di qualcuno
d'essi verrà detto
era un pezzo di pane
-anche se di certo avrà
portato con sé i suoi scheletri
o si saranno nell'altra
dimensione dissolti
303
INFINITUDINE
parabole di carne
siamo archi tesi
nella mano
dell'eterno presente
noi
nel divenire appoggiati ad una
spalliera d'aria
304
DISTACCO
giungere dove ogni
linea s'annulla
un brivido bianco
e sei altro
fiume
che perde nel mare
il suo nome
…………………………………………..
–TRANSITI E SOSPENSIONI–
305
INANELLATI ALEGGIANO PENSIERI
(la fatica dello scrivere)
inanellati aleggiano pensieri
si frantumano ri-compongono
tu aureolato di fumo
a lasciarti corteggiare
dal misterico chiarore d'una
complice luna
rima sì rima no baciata o
interna e che suoni
un corpo-a-corpo con la parola
intanto
di Selene un dardo
il foglio trapassa
dove ristagna esangue
poesia
306
DALL'IMMAGINE INFRANTA
(a Danilo Dolci)
risalire dall'immagine infranta
-quella dopo
la caduta-
dove è voce
del sangue la ferita del cielo
limare le parti
non combacianti
con la figura del divino
innamorato
dell'uomo nuovo
tu guardi al bambino
che tende
le prime radici nell'aria
307
FIORE DI POESIA
'lo gnaolio dei gatti
in amore tra gugliate di luce'
belli sti versi
che leggo sorseggiando
un drink ma dove
vai a parare me lo dici?
timore della pagina bianca?
scandagliare devi
macerarti
immergere le mani nel sangue
a far nascere nuovo fiore
di poesia
musica
che arrivi al cuore
308
CREATURA DI SABBIA
io non io esisto
di qua di là dello specchio -una
distanza mi separa: vivo mi
avviluppo in un sogno
lucido
Sogno sono di me
io creatura
di sabbia
309
QUELLA SOSPENSIONE
non già l'appagata
sorpresa ma in vita
tenere l'attesa
cullare
il desiderio
-avrebbe forse
sentenziato il saggio
de 'I Ching'
sentire nelle vene
serpeggiare
il prolungarsi d'un'attesa
lancinante ma dolce
trattenere quella
sospensione lucente
simile a stillicidio
che scavi la pietra
I Ching – Il Libro dei Mutamenti
310
LIBRO DI POESIE
aspettare per farne
-forse- un "mattone"? o subito
licenziarlo
libercolo smilzo?
alle spalle
l'assedio degli anni: mi spingono nella
strettoia -o foce-
dell'ignoto
gioco
col tempo che resta
a sfidare la morte
visti non visti
i giorni
sciabolate di luce
a sfogliare mesi anni
311
MIMESI
icaro e le ore
acrobate
dove spegnere
inconfessati ardori
il "grido"
espanso
che nell'aria trema
l'angelo
è di cenere
312
FAME
tutto relativo
non Dio
non la fame
ho visto un'ombra
aggirarsi tra i rifiuti
non era un cane randagio
era
un uomo
pro(re)gresso?
la giustizia
artiglia urla
fame di Dio
313
NERO DELLA NOTTE
(a un dissoluto)
punto di non ritorno?
quale
sprofondo ad accoglierti
non sai più
chi sei
dentro giorni perduti
ah ti trapassi una spada di luce
ti canti nel sangue
un angelo
che ti aiuti a grattare il nero
della notte
a sollevarti
dal tuo sudario
di morte
314
VERTIGINE
'donnez moi
dammi una scala per il paradiso'
dicevo
in dormiveglia e ancora
quali nonsense
aborti di parole frasi
sconnesse
strascichi
bave
era uno scivolare
in me senz'appiglio
come
affetto da demenza
senile o
scoprire in me il bimbo
accoccolato nella mente
315
MIGRANTE
il ragazzo lasciato bocconi
sull'arenile
sembra dormire
avvolto dal manto della notte
gli lava dalla salsedine
la parte del viso
un cane randagio
ora non sentirà più i morsi
della fame
è sazio di cielo
sul corpo un fremito di stelle
316
DEL SOGNO
linea di divisione
-luna del sangue
a ricreare ancestrale
luogo-non luogo
ectoplasmi
-cerchio del sogno
asimmetrico volo
317
ASSOCIAZIONI
i nasi all'insù contro la luce
livida d'un cielo che non promette
un rondone rimasto impigliato
chissà come sbatte furioso le ali
strana associazione
d'idee se va la mente
al 'falco alto levato' di Montale
[Le parole virgolettate nell'ultimo verso sono tratte da Ossi di seppia, 1920-1927.]
318
CONOSCO LE VOCI
(a tutte le vittime per la giustizia)
conosco voci che aprono strade
di libertà e amore
conosco i nemici della luce
che aizzano i cani neri della notte
lacerando i sogni di nuovi mattini
conosco i nomi
dei poeti assassinati
che dal sangue han levato la voce
-i loro j'accuse
come lingue di fuoco
conosco la "fame" dei senzavoce
il profondo dove si apre il grido
319
L'ALBERO DI GIUDA
tagliando per la pianura
non trovavi più il cuore
sulle punte delle stelle ti volevi
trafitto
e il sangue quasi ricamasse
una scritta ingloriosa
ma il tuo albero
ecco venirti incontro
e già il cappio
vederlo
-sinistro
320
PRIMA DEL GESTO
(altra visione di Giuda)
ti saresti ubriacato col prezzo del sangue
soffocando nel vino
quella lacerazione infinita
ma avresti solo ritardato la fine
prima del gesto estremo
scacciasti via da te quella luce
a guisa d'angelo
non potevi saperlo
eri scritto nel Libro per un ruolo
ingrato
-sulle labbra ancora il fuoco
del bacio
[Giuda Iscariota, secondo Giuseppe Berto, nel romanzo "La Gloria", aveva una missione da compiere e non è morto dannato.]
321
LUCE E OMBRA
se posso
mi cerco un posto all'ombra
-non m'ispira il tipo lucertola-
ti guardo attraverso gli occhiali
scuri mentre leggi per ore
distesa su uno scoglio
ha un che d'incantesimo
questa sospensione palpabile nell'aria
linea d'ombra e luce
a separarci
ma metti i tuoi ridicoli puntigli
322
STANZE
le notti inzuppate di sogni
quando
nonsense veleggiano
sulle ondivaghe acque dell'inconscio
o ti vedi seguire
una successione di stanze
e ti perdi e ti ritrovi
in un'altra realtà-sogno o dimensione
323
ISOLE
concatenarsi di sequenze evanescenti
sognare di te tu di me ma mai
questi mondi paralleli s'incontreranno
li inghiottiranno onirici buchineri
così le nostre vite
trasversali un fondersi di corpi
ma isole
gli universi dell'anima mondi
di celeste fuoco che si sfiorano e
mai
combaciano
324
UN CIELO BIANCO DI SILENZI
(L'ortografia)
punto sul vivo
da strafalcioni
anche il foglio sembra aggricciarsi
attraversato da una fuga d' immagini
in un bailamme di fonemi -dalle acque
del sogno a risalire strambe
parole nell'aria di cristallo-
illividisce
un cielo bianco di silenzi
325
LO SPAZIO D'UN SOFFIO
schegge di voci
di abbandono
il pallore di luna riflette
nel bicchiere luce ubriaca
occupi
lo spazio d'un soffio
in fine consegnerai
il nome
326
POESIA-FINESTRA
dici poesia intendi finestra
affaccio dell'anima
bagnata da alfabeti di lune
è finestra su un mare aperto
poesia
per l'orecchio del cuore-conchiglia
327
IL TUO VOLARE ALTO
l'anima spando sulla terra
a ricambiarmi una solitudine
ampia come il cielo
mi appresto a gran passi agli ottanta
e ancor più poesia ti canto
-del mio sangue azzurra ala
ai confini della sera in quel
farneticare che richiama la morte
il tuo volare alto
come preghiera
328
IL SALUTO SPEZZATO
[11 settembre: a 15 anni dalla strage]
tutti ricordano dove si trovavano
in quei fatali attimi
quando il cielo si oscurava
ingoiando cenere e odio
tutti
ricordano -i superstiti- l'ultimo gesto
-uno per tutti la mano levata
quel saluto spezzato
come il battito dell'ora in cima
alla torre
come il pulsare del cuore
straziato
329
ULISSIDE
(l'ispirazione)
prende forma la vela
dalle profondità inconsce
la governa ulisside
o forse si lascia guidare
sull'infinito mare del sogno
speculari all'acqua
emergere vede parole
il fonema del canto
su curvature di luce
330
NEI MIEI SOGNI
c'è un donnone nei miei sogni
mi perdo fra le sue grandi mammelle
piccolo piccolo mi faccio e
come scricciolo
mi c'infilo
nel suo caldo grembo
al riparo degli tsunami del mondo
331
UN SECCHIO DI STELLE
un secchio di stelle
acqua e pensieri
ondivaghi e le stimmate
di te
nella memoria come sangue
rappreso
nel fondo a ravvivarsi
ali
e venti aquilonari
l'ingoio di soli su orizzonti
di fuoco
332
L'ACCUMULO
Tu non persegui
chi usa bilance false
lasci gli si ritorca
l'ingiustizia e l'oro
diventi capestro o ruggine
ahi l'accumulo
cui spezza il cerchio
la morte
333
NOMADE D'AMORE
gli occhi luccicanti
delle finestre
contro la lavagna della notte
che disegna arabeschi
di mistero
dove ti porta il filo
dell'immaginario o del
sognare
dove
questa strana ma feconda
inquietudine
serpeggiante nel sangue
tutti i libri letti i mari
solcati -odisseo tu
nello spirito- dove
questo cuore nomade
d'amore
ti porta
334
LA TUA VAGA ESSENZA
tocco in sogno la fiorita
riva delle tue braccia:
è una dolce pena questo lieve
sfiorare la tua vaga essenza
a un lunare complice chiarore
335
IL GRIDO
non altro che
raccogliere su foglio
il Grido l'amaro
sangue -morte per acqua-
parole a segnare
vergogne
dall'alto spettrale
silenzio su vite
lacerate
336
CASA DI RIPOSO 2
-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- sentenzia
il "saggio" in degenza
la nuvola
di vapore dalla cucina offre
un che di magico un familiare
tepore
là fuori un mondo che vive
la recrudescenza dell'inverno – gli alberi
orfani di foglie e canti
.————————————————-
ASIMMETRICI VOLI
(2016-2017)
337
HITCHCOCK
mi ha squarciato la carotide
un solitario uccello nero
sparito poi alla vista
nel cielo di cobalto
distratti mi oltrepassavano i passanti
mentre mi dissanguavo
sul marciapiede
il sangue disegnava arabeschi
del sogno
-degni
del genio di dalì
338
QUEL SUSSULTO DEL SANGUE
come
non trattenere il muto grido che sale
fin dal midollo delle ossa
per te Nina ora come stella
del cielo
come quel sussulto
del sangue a non espandersi
in vasti echi
contro muri di cristallo
in questa solitudine che artiglia
morta in me l'attesa
e il giorno azzurro
e il vento e l'odore di te
oggi
che del sangue sei grumo raccolto
negli occhi
339
L'ANGELO
(conversione di San Paolo)
l'angelo sognai
sulla via di Damasco
aprirmi l'altra faccia del giorno
caddi bocconi in estasi
vedevo gli alberi camminare
tutto il mare
in una brocca
340
IN SOGNO
si amalgama il sangue
con alfabeti d'acqua
se inattesi
risalgono
dal mare i miei morti
nell'alone di luna
341
CHISSA' FORSE UNA NOTA
un rebus di parole
frammenti
di nonsense emersi
dal sogno non del tutto svaniti
tentare di farne una
poesia?
ma è come volere
estrarre sangue dalle pietre
quel gabbiano che ora vedi danzare
sulla spuma dell'onda
-non certo uscito
dal tuo sogno-
chissà non ti porti nel becco
una felice nota
342
COME OSTIA DI LUCE
[Ai martiri della cristianità, che hanno combattuto la buona battaglia.]
irta di rovi
la "parete" inclinata del cielo
vi lasciaste brandelli
d'anima e pelle
ora
il sangue a fiorire
come ostia di luce
343
ULISSIDE
ordito del tempo-maya
isso la vela
per terre
in sogno intraviste
risillabando
palpiti di soli
miraggi d'eldoradi
-la prua che fende
le onde
esce dalla coda dell'occhio
344
LA GRANDE AVVENTURA LA VITA
impastato di sole tu
senza paese
di terra e cielo sei
ricorda ti veste dignità
ancor giovane hai braccia
forti
per capovolgerla la vita
esci dall'inedia solleva
sulle larghe spalle i tuoi figli
fagli scoprire
gli orizzonti
dove grida la luce
345
DELL'EDEN
proiezione sei e lamento
come d'animale disperso
a trapassarti una spada di luce
riflesso di Vita vera
se dell'eden
ti abita solo
quella vaghezza come in sogno
346
LA SVOLTA
impalpabile
mistero è a volte la vita
come il sogno
coi suoi criptati messaggi
da decifrare
ti senti pedina
sulla scacchiera
in un magico sincronismo
ed è la svolta
che poi
ti rivolta la vita
347
QUI DA DOVE GUARDI
gratifichi la stima
di te con un éclair
insieme le ingoi
quelle morti per acqua
tutto già visto già ingerito
pure
cos'è che d'irreale aleggia
nell'aria vitrea qui
da dove guardi
giro piatto d'orizzonte
348
NELLA PIENEZZA
asessuato angelo
dall'immarcescibile aureola
so chi sei ti riconosco
venendomi in sogno
angelo mio specchio
io di te riflesso
nient'altro anelo
che riunificarmi
a te nella pienezza
349
LEVANTE
[leggendo David Maria Turoldo]
quanta pena
-Cristo- per togliere
il pungiglione alla morte
quando
si apriranno i cieli
e l'alba
per noi sarà luce
frontale?
350
NULLA SI PERDE
se
di sé
fu a innamorarti
una melodia ora smarrita
nel tempo
vedrai tornerà –
sì tornerà all'orecchio del cuore
viva come allora
valicando gli anni alle spalle
pure
ogni essenza potrai ritrovare
che ti appartiene
varcato che avrai il muro del tempo
come l'odore della salsedine
del legno bagnato
o -sublimati-
quello della pelle
dell'amore
351
L'ESSENZA
inadeguati noi
gettati nel mare-mondo
legati ad una stella di sangue
noi siamo l'alfabeto del corpo
che grida
il suo esserci
noi essenza degli elementi
appendici della terra
labbra del cielo
352
NON DOMANDIAMO
non svegliamo le lune di vetro
assopite
nella valigia dei nostri spostamenti
da dietro il velario
esse non sanno
dirci se siamo assoluti
non domandiamo
tantomeno alle stelle
a sbiadire nella prim' alba
e noi
nomadi d'amore
non si sa dove poggiare il capo
353
SPALLIERA D'ARIA
s'adagia ad una spalliera d'aria
l'anima monca
in occhi di verdecielo
una luce analfabeta
invertigina l'essere in questo
slontanare
ma il nome è da sempre
nel seno di Dio
354
CHI PUO' DIRE
[a un ragazzo degli anni 60]
non certo beata
gioventù
-chi può dire
cosa s'agita in un profondo fitto
di grovigli freudiani
volevi uscire da te
ti attrasse il salto nel vuoto
"non entrambi i polsi legati
un'intera nottata a fissare il soffitto
no non faccio del male ora
neanche a me stesso"
poi il fiotto di luce
a investirti
e le venti candeline -simboliche- da spegnere
non era l'ora che partissi dal mondo
quel mondo che ancora ti chiamava
nel suo grembo di cenere e oro
355
DELTA
dove è grido rappreso
la voce del deserto
si dirama l'essere
aprendo
di solitudine le braccia rotte
356
A SPECCHIO DI CIELO
fraternizzo con Campana
se anelo al silenzio
in un gran porto chiuso ai mali
del mondo
dove a specchio
di cielo sia riflessa
unicamente la bellezza
[Dino Campana, "Canti orfici".]
357
I SOGNI ALLA DERIVA
insieme a questo corpo
vedrò staccarsi i sogni -quelli mondani
su vascelli di nuvole-
andare alla deriva
sopra un mare che più non m'appartiene
358
UN'ALA D'ANGELO
propedeutico è l'abbraccio
bellezza nell'umano
che schiude mondi ignoti
un'ala d'angelo vibra
sulle schiuse labbra
a sigillare nuova vita
359
ESTASI
[gli ultimi giorni di Paolo (Saulo) di Tarso]
ovunque mi seguivano i tuoi occhi buoni
l'anima
affacciata sul Tuo sangue lucente
ha danzato per il tempo che restava
360
DIETRO IL VIOLA
non hai un appiglio
mentre
a superarti è una luce blanda
anneghi in un mare vasto
di ossimori
come un film sfocato
questa vita in controsenso
quasi una
finzione o solo
apparenza
dietro il viola della memoria
affondano nel nulla i tanti io
361
L'IMPRONTA
ricominciare da qui: dove l'occhio
del cuore
segue la curva della luce
dove si schiude la rosa
tra cristalli di gelo -mentre
lasci l'impronta del "fare"
anima
ti fondi nell'azzurro
rapito dal canto di Silesius
[Angelus Silesius – 1624-1677 -; poeta e mistico tedesco.]
362
LA SLAVINA
perla nel cuore del Gran Sasso
il "quattro stelle" non esiste più
ghermito dalla mostruosa
mano di ghiaccio
meglio la sorte dei sopravvissuti
ti dici
e ancora sperare
sotto la neve una voce udire
pensi ai familiari perduti
deglutendo caffelatte e lacrime
[tragedia del 18 gennaio 2017]
363
SILLABE
(visione)
mettere ordine
nei cassetti della mente
non trovare una pagina volata chissà
vedi rotolano giù
dall'emisfero destro parole ubriache
mentre sul bordo
delle orbite
piccioni piluccano sillabe s-cadute
364
CAVALLI DI NUVOLE
i primi smarrimenti: quando ti sembrava
dovesse cascare il mondo
-disegnavi angosce o voli
pindarici nell'aria
da una feritoia ti guardava
un pezzo di cielo
-tu ragazzino -ricordi-
rifugiato in una baracca
a smaltire l' "onta" di una derisione
non sapendola costellata di prove
la tua stella
intanto
cavalli di nuvole
a sequenza
dicevano la vita leggera
365
NEL SANGUE DELLA PAROLA
ti fai strada nel sangue della parola
al primo chiaro con la luna
che spiove sui tuoi fogli
d'indicibili fonemi s'imbeve
ora la nuova fragile
tua creatura
366
IN MAGICO DEFLUIRE
peschi un verso dal fondo del tempo
tuo non più tuo
come una matrioska altri ne nascono
in magico defluire
non sai mai dove
ti porta poesia
altri ne scaturiscono che
da dentro premono
spingendo contro il costato
grembo dove sosta un dio minore
e devi gestirne
l'impeto di sangue e luce
367
PALPITI
la parola graffiante
ferita viva lascia nel bianco
l'anima in luce
di sangue
si china sulla bellezza
mentre
rossi palpiti annoda
un navigar di vele
sull'aperto mare del sogno
368
DA UN ALTROVE
a volte la tua vita la pensi
come fosse
in mano a un vento che t'avvolga
in un mantello di luce
tu che in azzurre volte
ti perdi: dimmi cosa
senti da un altrove?
forse
lontananza che richiama
un altro Sé?
369
DOVE NASCE UNA POESIA
non puoi sapere come e dove nasce
una poesia – arco
teso dell'essere che
sulle ali del vento
corteggia il sogno e
pentagrammi disegna
mentre la Musa
come una Venere
esce da un bagno di liquida luce
370
SCRIVI SUL VENTO
non vedi di là del tuo naso
se ridimensioni la trave nell'occhio
dove l'ego veleggia
per terre di conquista
corri sul filo di abissi
di vanagloria
il tuo sogno
cattedrali di nulla
girasoli accesi ed arco-
baleni pare t'invitino
stolto che te depredi
del bello
metti in tavola
pane e rancore
disamore scrivi sul vento
371
VERITA'
non scritte sull'acqua
le mie parole
pure mi nascondo
come l'inchiostro simpatico
mi paleso a chi mi sa
leggere tra le righe
sarebbe
dare perle ai porci
uno sbandierarmi ai quattro venti
per chi è sordo
alla stregua dei potenti
372
L'ACCUMULO
ti preoccupi per il vestito? e
per l'oro nei
forzieri dove urlerà
la ruggine?
la so quella certa
malattia contagiosa
serpeggiarti nel sangue
guarda i gigli
del campo – Lui dice
e
ti senti come chiuso
all'angolo
Lui: ti fidi?
mai hai visto un sì benigno Cielo
accoglierti
373
PER VOLARE
pensa: sono appena passato "di là"
eppure
non me ne sono accorto
vi si sta d'un bene ed è come
in un sogno
tanto ma tanto più vivido
ora
aspetto soltanto di vestire
un corpo fatto d'aria
per poter
volare
374
PAROLE
parole sulla bocca
dell'alba
in dormiveglia mentre
inizi l'interiore viaggio
cavare sangue
da neo-nate parole
in seno a un dio
non visto
dove sale la luce
375
VELE DI NUVOLE
escono fonemi
dal ventre della notte
quasi ectoplasmi
nell'alone di luna
saltabeccanti passeri
sbocconcellano
interpunzioni vaganti
con vele di nuvole
376
VELARIO
amare è fatica
caduta delle braccia
ma dal peso
mortale un cielo ci nasce
strappa dunque
il velario volgi lo sguardo
sul monte
al Cristo trasfigurato
agli ultimi
della terra
377
DISTACCO
ti fai fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di brezza
378
FANTASIA
entravano nella cruna del sogno
salendo su per il naso
vele e gabbiani danzanti sulle creste
nei mari di Melville
era voce d'acque a lenire giorni
feriti
nell'anima a perdere
379
ARCO D'AMORE
noi siamo proiezione di Dio
e come angeli incarnati
del nostro Sé
similmente di noi
i nostri figli
-frecce scoccate oltre
il corpo
dall'arco teso dell'amore
380
ACQUA E MEMORIA
in cadenza di respiro
acqua e memoria
siamo
scafi a solcare oceani
del periglioso esistere
su un vento salato
s'invola
la sacralità della parola
381
DIETRO IL VELO
splende rosacea luce
sulla bocca dell'alba
miriadi
di stelle nascoste alla vista
come la vita
dietro il velo della morte
-a cogliere
aneliti d'infinito
382
LE VOCI REMOTE
un'accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare
il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
di Seferis
Ghiorgos Seferis, poeta greco – 1900-1971
383
LIQUIDA
è striscia di luce verde
la mente
mentre la forma
assumi
dell'involucro-status quo
alchimie del sangue
nel vestire la vita
il chi-sei
serpeggia
si morde la coda
384
PRIMAVERA
si posano le uve dei suoi occhi
su silenzi sospesi
teneri corpi come giunchi
dondolano nella luce
sognando la vita altra
—————————————–
VITA TRASVERSALE
–LE VOCI REMOTE–
2017
1
LE VOCI REMOTE
un'accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare
il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
2
ONDIVAGHE MACERI PAROLE
quando ti rigiri tra le lenzuola
-ondivaghe maceri parole
dove latita il cuore-
somigli al gabbiano ferito
che solo in sogno ritrova
il suo mare – la vita altra
3
SOGNO DI CUPIDO
aleggiavo "per l'aere"
-io figlio di Venere- o
era il mio doppio incorporeo che
con molte frecce al suo arco
germinava amore
vedevo
nel tempo di Veneralia
in un cielo quasi dipinto
splendere carnale fiamma
[Veneralia: festività romana celebrata il I° aprile, dedicata a Venere Verticordia ("che apre i cuori").]
4
FUOCO AZZURRO
lascia che sia
più che naturale
da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe
come l'idea di ritagliare lettere
per "confezionare" una poesia
fa' che sia lei
a visitarti col suo azzurro fuoco
ti salga fin dalle viscere
ti cali nell'humus della parola
5
LA GRANDE AVVENTURA LA VITA
"marinaio col mal di terra"
se mai ne perdessi il gusto -della vita
dal cuore della zolla il verde grida
sempre vita rinasce
all'infinito
lei è mamma-chioccia
-travalica la morte col suo tepore-amore
6
GENERAZIONI
eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi
-bella forza: voi con i vostri
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso
del nostro sangue nelle piazze
per le ginocchia aria di primavera
7
ELUCUBRAZIONI
dicono esce dalla testa
il corpo astrale parto della mente
è sempiterna la mente
come il reale che in sogno appare
liquida luce – oltre
la mente solo ombra o niente
8
PRIMAVERA CANTERINA
di verde in chiome folte
natura si riveste
a specchio di sole -sangue
di primavera-
becchetta
l'immagine nell'acqua
il chiurlo e ti fa il verso
se abbozzi un motivetto
9
L'ESTRO
rischiava la galera chi
procurava cibo
ai fantasmi era l'editto
del castello
pure
l'intrepido ragazzino
Arthur R. giocava il tutto
per tutto pur d'avere in cambio
versi "divini"
o più probabile fosse
solo un sogno e lui stesso sogno
nel sogno e i versi
parto del suo estro
10
MONDO DI LUCE
m'invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m'avvedo
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch'è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce
11
IO SONO IL MARE
danzi su creste d'onde
gabbiano Jonathan
io sono il mare l'immenso
desco su cui ti posi
-ti guizza nel becco preda lucente-
io sono il mare tua madre
se in burrasca
vieppiù in simbiosi siamo
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di salsedine
poi per l'azzurra volta
ti vedo svettare – verso
profondità di cieli
verso quella
libertà che aneli
12
L'INNOCENTE
già l'immagino i titoli
"classe 41 – stecchito da una raffica"
ho a volte il pallino
-farneticare dell'età-
che d'improvviso qualcuno mi spari
da un'auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale
dove -si sa- a pagare
è chi non c'entra un bel niente
13
FUMATORI D'OPPIO
figure inconsistenti
come carta bruciata
sbriciolata d'un soffio
e
alberi che camminano
capovolti e navi
di nuvole
visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue
Jonas
preso nella rete dei
fumatori d'oppio
14
SE QUALCUNO E' A SPIARTI
lasciartele scivolare addosso -dici-
distaccarti sempre più dalle cose
finanche da questo
corpo: vederti presente
a te
come nel sogno – quasi
evanescente
sogni
e sei sognato –
mondi speculari
vedi: se
qualcuno è a spiarti
non sei che tu
da un altrove
15
SOGNARMI
sull'otto orizzontale
librarmi etereo
piume d'angelo a coperta
di cielo
16
SE LASCI CHE LA VITA
il moscerino che taglia nella luce
del monitor
l'ultima tua poesia riveduta
sembra imbeversi
del sangue delle sillabe
in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno
vedi te stesso se lasci che la vita
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente
17
TRASMIGRA IL TUO GIORNO
compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?
lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"
-la vecchiezza un obbrobrio!
ecco vedi trasmigrare
il tuo giorno
in sudari di calce
18
ED E' SANGUE IN LUCE
esilio di carne
anse d'ombre
ed è sangue in luce
l'ancestrale fiorir
d'appigli
a schiudere il giorno
19
SIMBIOSI
di notte sto bene con me e l'altro
sono io l'altro che -c'hai mai
pensato?- non proietta ombra
ombra di me è il sogno
come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte
20
COMPLICE L'OMBRA
non un posto al sole
non m'ispira il tipo lucertola
ora dove sosto
un venticello spira
che mi pettina i pensieri
aggrovigliati
nel cielo della mente
dove un abbozzo
di poesia inizia
a mettere ali
21
IL LA' PROPIZIO
quando sperimenti il fantastico e
non focalizzata l'immagine salta
sul video della mente
quando magari
è Borges a darti l'abbrivio
il là propizio
dal suo cielo d'esagoni e sfere
[ultimo verso: ispirandomi a "Finzioni", di Jorge Luis Borges]
22
DOVE PALPITA IL SOGNO
da una dimensione parallela
il Sé in me rispecchia
la sua primaria origine
punto dell'eterno
dove palpita il mio sogno
di carne e cielo
23
TESTIMONI
di sole indorate
distese a maggese
ricamate di fiori di sangue
per mano assassina
tramante nell'ombra
vòlto al cielo: testimone
non "profeta" di
panegirici
fulminato a due passi
dal luogo di culto
le mani ancora nell'atto
di benedire
-come in un tempo sospeso
l'oscillare di grani
di rosario
24
LA CARA MUSA
ti ci arrovelli ma non trovi soluzione
ti ha lasciato a metà la cara musa
sei come quell'albero reciso
la cui ferita bianca
non si vede sanguinare
25
SIC TRANSIT
confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge
è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all'essenza
lo scheletro la trasparenza
26
RICORDA
[ispirandomi a David Maria Turoldo]
sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina
ma sei amato
immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia
ritorna a volare:
ti attende la madre al suo
nido
ricorda: sei parte
dell'Indicibile – sua
infinita Essenza
pure
nato per la terra
da uno sputo nella polvere
27
AD ALTEZZE SEGRETE
(volontariato)
spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto ad altezze
segrete
sperimentare l'Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita
lui ti ricambia con l'oro
di un sorriso
28
CLOWN
la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria
l'ora si fà elettrica
nel cielo
di un capriolare d'umori
29
ESPANSIONE
il sogno è proiezione? o
sei tu in veste onirica
uscito dal corpo?
sognare è un po'
essere già morti
come
nell'oltrevita
e l'essere si espande
si sogna moltiplicato
in fiore atomo stella
appendice? o
espansione è il sogno?
30
NUDO ALLA LUCE
è velo che cadrà la carne
rendere fruttuosa la morte
"perdendo" la vita
rovescio
dell'io tra nome e senza nome
ma è l'amore che mi sceglie
-nudo
alla luce
ho sognato d'essere trasparente
31
QUELL'ETA'
siamo quelli
di un'età ahimé biasimevole
se la moglie impreca
per la camicia ricamata di sugo
"l'altra faccia"
-a firma di arabeschi
di sangue sulle strade-
quell'età da sballo
32
ALLUCINOGENI
corrono brividi nel sangue psichico
dentro l'occhio di Selene ondeggia
distorto volto d'angelo
bruciarla la vita sul filo
della notte liquida
33
SANTO CHE SOFFRI
Amore inchiodato alla croce
Sole che apri spiragli
nei cuori di carne
Luce che accechi i potenti
t'incontriamo nel povero
ma non ti conosciamo
come Pietro al canto del gallo
cosa mai saremmo senza di te
che hai sepolto per sempre
la morte
chi mai saremmo se
di te facessimo a meno
l'ultimo giorno verrà
e noi perduti
perduti per sempre senza di te
Santo che soffri
che ci ami fino alla morte
[Il titolo è preso da Ungaretti]
34
TUTTO E' PREGHIERA
una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo nella sua essenza
la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
vòlto verso l'alto è lode
l'anima nel suo profondo
in segreto s'inginocchia e piange
35
SPRAZZI DI LUCE
non riesco a saziarmi di Te
penetri nella
mia vitrea solitudine
con sprazzi di luce come
attraverso una smagliatura
36
LA CARA MUSA 2
giungerà con quest'aria incendiata
tra un ghiacciolo e un bagno la cara
musa latitante da giorni
intanto afose notti
inzuppate di sogni
hanno complice una luna menomante
37
DIETRO UN'ALBA CADMIO
ha dipinto nel tempo il suo
"capolavoro" di nulla?
-spuntato
da duemilanni il suo pungiglione
dietro un'alba cadmio il nero dove
ogni volta la ricacciamo
-nell'oceano di energia
miseramente essa si spegne
l'humus si nutre
di vermi e foglie: non si rinnova
la vita mangiando se stessa?
in un palpebrare di luce
del sangue l'aprirsi in fiore
38
SU ASSONNATE RIVE
su assonnate rive uno scorcio
si frange di tuo vissuto: i tanti
io disincarnati i tanti
ingoiati – non hanno più
ombra che nel sogno
nell'onda del sangue
39
VIVE UNA LUCE
vive nell'akasha una luce che
custodisce quel mosaico che dici
destino
tu sei l'ombra
del Sé: l'alterego o se vuoi
l'angelo che
ti vive a lato nei
paradossi della vita
40
FRATTO IL TEMPO
fratto il tempo dove
è ritrarsi di vita
come da risacca l'onda
il mostro a tratti
ghermisce la memoria
che vuole eradere ricordi
l'angelo è cenere
dove gridano ustioni
di luce
41
INVETTIVE
[a Padre Pio, tacciato di impostura]
una parola un fendente
minimizzi
l'orgoglio un ordigno
inesploso
carità
ti accompagnerà nella polvere
42
TENTO VERSARE VERSI
tento versare versi
sulla chiara facciata del foglio
"navigare di nuvole pigre" -questo
l'incipit
ma ahi cara musa
son già qui arenato
potrei imbastire una rima
tipo fiore-amore o
scrivere il verso più bello
dettatomi in sogno
pure
fibrilla nel sangue un qualcosa
che non saprò dire
43
NELL'OLTRE
imprigioniamo paure
in mantelli marchio privacy
ci genuflettiamo
a ipocriti sorrisi
nell'oltre
non ci son porte e chiavi
è tutto -in trasparenza-
un fondersi di sguardi
44
COL TUO CORPO D'ARIA
[A Mirta Rem Picci, 44 anni, suicida il 17.7.17.]
ti attirò lo strapiombo del vuoto
mentre mani cercavano afferrarti
un buco nel cuore hai lasciato Mirta
al tuo amorevole amico
ora
danzi il flamenco che amavi
col tuo corpo d'aria
e da un altrove "detti" poesie
quelle
che non hai avuto il tempo di scrivere
45
CASA DI NUVOLE
a volte non è ancora poesia
ma la sua forma possibile
lasci che fluttuino parole
che essa prenda sangue e voce
ti lasci condurre e non sai
dove ti porti
-dimorerà
la poesia
forse in una casa di nuvole
TRASMIGRA IL GIORNO
46
TRASMIGRA IL GIORNO
compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?
lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"
-la vecchiezza un obbrobrio!
ecco vedi trasmigrare
il tuo giorno
in sudari di calce
47
IL GRIDO
non lasciare ch'emerga
il mostro come da abissi
marini fa' che affoghi
nel suo sangue
rabbuia nelle vene il giorno:
grido che tende
levarsi nell'aria rossa
48
INFINITE VITE
infinite vite possibili
ha forse l'anima
quel che è detto da taluno
l'essere moltiplicato
mai si chiude il cerchio?
è come traversare innumerevoli
porte nei meandri dei sogni
o abbandonarsi a visioni
di déjà vu
non si chiuderà il cerchio se
come si sa
è del Demiurgo un continuo creare
infiniti
mondi-entità col solo sognarsi
49
QUEL SORRISO
senti la vita quasi fosse
apparenza in vaghezza di sogno
l'anima è spersa dove fitta
trama d'ambiguo s'incaglia
ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo
di luce – una spina nel sangue
e quel sorriso -oggi
che ti sorprendi a inseguire ombre
in cerca del suo profilo-
ti si trasfigura in un graffio
difficile da decifrare
50
SEGUENDO L'OMBRA
i tavoli tra ombra e sole dove
sedeva chi più non c'è
la mente è in fermento
nel lento giro del sangue
in questo scorcio di cielo
mi sposto seguendo l'ombra
seduto a leggere Brodskij
mentre
lo sciabordio dell'onda mi culla i pensieri
che vagano
sul filo di versi in fieri
mi distoglie
il ronzio di una mosca: salto un rigo
nero della pagina
il libro si chiude di scatto
sul giorno azzurro
51
MEMENTO
la luce si spalma
dentro la parola
che di sé vive:
a ricordarci la bellezza
lasciarci impregnare
di fascinazione
nell'orfanezza del sogno
52
SANTIAGO
traversare il ponte sull'Atlantico
t'ispira qualcosa
che appunti in un angolo sicuro
della mente
dopo
per davvero
guardi in un modo diverso le cose
è quello stupirti
amando l'Amore
il cammino di Santiago
finisce nell'Oceano
[percorso Fatima – Santiago di Compostela]
53
L'ASCETA
è nell'invisibile dice
l'architettura dell'essere –
perfezione la carne che si
trasfigura
il resto è apparire o maya: mondo
i cui regimi e regni andranno
capitolando – insieme a chi
li rappresenta
54
SUL CANCELLO
drappo viola dalla finestra affisso
sul cancello di fronte: un altro vicino
agli ottanta è andato a miglior vita –
non ritirerà più
il giornale al mattino
il passo pesante il fiato corto
unificatosi col suo doppio
ha lasciato qui la zavorra
55
EROS E THANATOS
far l'amore e la morte sono in stretta
connessione:
l'appagamento è un dolce morire
attimi che sembrano infiniti
perché amore e morte si abbraccino
come la terra nel suo grembo accoglie
le foglie cadute
56
CRONACA
"in luce di sangue vita ti diedi
e tu l'hai gettata nel cassonetto"
ahi quel cielo di carta stampata
che s'indigna sotto gelida penna!
57
SCORCI DI SETTEMBRE
scorci di settembre è l'ombra
a dominare i posti prima assolati
che trovavi nelle tue uscite
familiare ti è l'ombra ed è
dissonanza se ti sorprende
il pensiero di quel bambino che
dopo il crepuscolo ha paura del buio
e se non mangia arriva il mammone
con tre tocchi -sotto il tavolo
[mammone: in gergo è l'orco]
58
IN TE LA LUCE
s'inginocchia in te la luce
ti dividi
nelle due dimensioni:
dreamtime e corporea insieme
a sorvegliarti è l'Occhio
interiore –
il tuo doppio di perfezione celeste
[dreamtime: il tempo della creazione]
59
ANGELO DELLA LUCE
adagiati creatura del sogno
sulla curva del nostro abbandono
la lontananza è ferita insanabile
un cielo d'astri divelti
e tu balsamo sei
-tu orifiamma tu altezza
sognato stargate-
dove voce insanguinata c'inchioda
dalla caduta
60
LUCE ALTA
luce alta – paiono
incendiarsi le finestre degli hotel
un altro caffè
spezza la mattina –
strilli
di bambini in pineta lampi di
sole tra il fogliame
"Dio c'è" è la scritta sul
muretto che delimita la spiaggia
dichiararlo a cuore aperto:
ché un miracolo
è la vita
61
QUALCUNO TI CONOSCE
-non credi in un dopo? e
in un prima? e il mondo
pensi s'è fatto da solo?- ti chiedo
e tu t'aggrappi agli specchi
ma nulla va perduto
sai:
Qualcuno ha contati
tutti i tuoi capelli
davanti
a un pericolo mortale
un'invocazione ti salirà alle labbra?
62
IN VAGHEZZA DI SOGNO
ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno-
un te estraneo vagare
per strade buie e vuote
come un sansebastiano a trafiggerti
gli strali della notte – senti
recalcitrare
in te l'uomo vecchio -ah convivere
con gli umori di un corpo-zavorra-
ti avvedi d'aver perso le chiavi
di casa mentre un gallo
canta
in lontananza ed è l'alba
63
PIU' D'UNA VITA
convivere con gli umori
di un corpo di morte
dall'animalità all'angelo: questa
l'impervia salita
più d'una vita se dal sangue
fioritura sia d'ali levate:
ogni passo ne perdi una piuma
64
ULISSIDI
andare per procellosi mari in cerca
del proprio nome l'origine
la loro Itaca
coglierne forse la voce nella
cavità del cielo
insufflate le narici da un vento salino
quel battere del sangue
di cui si parlerà a un nuovo approdo
e i morti? quelli che sono
parte del loro cuore alla ventura?
entrati nel mito
essi custodiscono
quel mai perduto nome
65
FORSE UNA NUBE
(a Pierluigi Cappello)
mi accoglierà un non-luogo
non più inalerò resina di abeti
alle finestre degli occhi colombe
bianche si poseranno
mi abbraccerà vaghezza
forse una nube vorrà dire casa
66
DI STAGIONI DI SOLE
ho sognato mio padre -non è giunto
il tuo momento- mi ha detto
di nuovo agli alberi cresce
la folta chioma
è tempo dei gatti in amore
-il ciclo si ripete della vita
quante ancora ne restano
di stagioni di sole -mi domando- di quel
sole che si spande come liquido oro
sul tavolo a cena
67
FIUME D'ECHI
rotte voci e forme
impermanenti
sotto luna menomante
anime siamo
che si cercano
fiume d'echi
la cui scia
porta con sé il lamento
di nomadi d'amore
68
VANAGLORIA
la forma assumi dell'involucro-
status quo
mentre a preesistere
in te specchiato
è quel pizzico di vanagloria
ingannevole capriccio
che rimonta a un giro di vento
69
IL GRIDO 2
resilienza questo vivere
morigerato e anse d'ombre
dappresso dove annega il grido
sudate notti e sogni
scollati da grigie albe
e chiederti
se non sia impari lotta
aggrapparti a rupi erose dai venti
70
LE MANI AFFONDI
in emorragie di non-senso
ricacci al fondo il Sé
superiore
uniformandoti al mondo
le mani affondi
nel sangue delle convenzioni
mentre
all'angelo lucente del sogno
tarpi le ali
facendolo all'alba svanire
71
FONEMA
insufflato dal dio
passa come un vento di mare
il ricercato fonèma
che nel sogno dispiega le ali
di scintillante bellezza
72
CUORE DI PAGLIA
è dell'umano il tempo
non certo dell'anima e ti pare
d'esser sempre giovane anche se
vicino agli ottanta il fisico non rende
se cavalchi
un'emozione ecco spunta una lacrima
e senti capriolare
questo cuore di paglia
come un imberbe a prima cotta
73
RICAMBIO D'ALI
va controtempo in un ricambio d'ali
l'angelo insozzato di mondo
nel sonno del giusto
abbevera le radici
del sangue della luce
74
QUEL SENTIRTI
può piacere quel po' d'intontimento
in banchetti interminabili
col capotavola
che devi urlare per farti sentire
due parole per darti un contegno
col tuo dirimpettaio
non toccando temi impegnativi s'intende
controllando i freni inibitori
una comunione di anime allegre
ma tutti i commensali alla fine
si resta perfetti estranei
poi fuori il freddo pungente
a sollevarti il bavero e
quel sentirti un cane di nebbia che vaga
che ha perso la strada
75
ETERNO PRESENTE
kronos esce dal mare
prenatale
il domani è un imbuto
dove fluiscono gli oggi
coi sordi tamburi del sangue
dove in fondo
agli specchi annegherà la
realtà
relativa: lì il mondo che
si vede
rovesciato
76
SULL'ACQUA
sul grande mare del sogno
veleggiano i miei morti
gli occhi forti di luce
con un cenno m'invitano
al loro banchetto sull'acqua
d'argento striata
m'accorgo di non avere
l'abito adatto
cambiarmi rivoltarmi
devo
vestire l'altro da sé
77
INQUIETI FUOCHI
nuvole a stracci nell'azzurro
curve ariose di voli
vastità di te solo: figura
inespressa lacera ombra
ti aspetti una eco un suono
in questa sospensione
inquieti fuochi son gli occhi dell'anima
mentre guardi
un gabbiano staccarsi dal tramonto
78
LA REGIONE DEL SOGNO
la via regia puoi dirla
vita trasversale
nell'ondeggiare di curve di luce
del pensiero allucinato
vedi prendere vita
le figure surreali di dalì
e ancora da questa
infinita vastità del sogno
emergere gli angeli di rafael
o le eccelse visioni
di blake su uno sfondo viola
[Via regia: definizione di Freud del sogno; Rafael Alberti, poeta spagnolo]
79
E IL VENTO S'IMPIGLIA
(soliloquio)
in meditazione ti trovo
assiso sui gradini del tempo
chi interroghi
sotto una luna menomante?
vedi
e se fosse soltanto un apparire
questa vita
protendimento di un luogo della mente
dove passano navi di nuvole
in sogno e figure
evanescenti e il vento
che s'impiglia in grovigli di foglie
80
L'INVERNO DEL CUORE
[mancanza dello stato di grazia, ovvero aridità d'ispirazione]
sentirsi disabitato
simile a quell'albero nudo
da cui son fuggiti i canti
vivere
di stelle spente
81
FEDELE ALLA VITA
mia vita
senza rete t'appigli
alla Bellezza intaccabile
a quella del cuore e alle
armoniose figure della danza
o del cavallo nel bianco salto
finché ti chiedi dov'è
lei l' irraggiungibile
non tutto è perduto
voltato sei sul giusto
versante lucente ancora
una volta – vita
fedele alla vita
82
IL GRAFOMANE
sei tu che graffi con la penna
questi fogli che raggricciano
come una bianca pelle
i tuoi quaderni riempi
per lasciare ai posteri parola di Dio
mentre qualcuno da lassù
guida la tua mano
a riempire fogli e fogli
come in trance
vivi di grandiose visioni celesti
e anzitempo contempli
di Dio il volto
[Jakob Lorber, si definiva "lo scrivano di Dio" – mistico e chiaroveggente sloveno, 1800 – 1864.]
83
NELLE NUVOLE HAI CASA
dimmi Nina: che vedi
tu che hai casa nelle nuvole
tu che sai il linguaggio dei voli?
forse
la giovinezza spezzata
che ora in lampi di déjà vu ritorna?
o
rivivi nel cuore
verde dell'acqua
che ti vide sirena emula del canto
di odisseo
-rapimento
dei sensi
che in sogno ancora mi seduce
84
IL POZZO DEI RICORDI
come la volta celeste
s'immilla di presenze il sogno
in questa moltitudine
la tua
cerca il non rassegnato cuore
ma è beffarda sequenza
come seguissi
la velocità d'un treno
forse la tua figura è sepolta
in fondo al pozzo dei ricordi
da cui risale flebile
eco
85
DUE NOTE
e come puoi oggi accennare
a quel motivetto che ti arrovella
se non è la mente
sgombra da impellenze che artigliano
restano due note nell'aria
monche
e il canto strozzato come d'un
barbagianni
mentre abita
il cuore
una danza di foglie
86
QUELLA PARTE DEL MONDO
[la sorte degli immigrati morti nel Mediterraneo]
è un presentito bianco grido
il cielo proiettato su
quella parte del mondo: un mare
tappezzato di cadaveri
agghiaccia il sangue mentre
la forchetta è nell'aria
o
non smuove la vista e
l'assuefazione è sovrana?
87
SOGNO
è calda l'acqua dell'oceano
ove sono immerso come quando
ero nello stato prenatale
traquillo nuoto non ansia mi prende
anche se scorgo solo
davanti a me l'orizzonte
ed ecco
vedere venirmi incontro
i miei morti portati sull'acqua
e
madido di luce destarmi
88
L'ELEMENTO CELESTE
tornerò ad essere pensiero espanso
quando dalla scena
sarò sparito
dove si curva all'orizzonte il mare
sarò forse atomo
fiore o stella e
in estasi
mi unificherò all'elemento che da sempre
mi appartiene
89
UN ARCO SULL'INFINITO
dal non-luogo che immagini
non potrai quel giorno
farci un fischio per darcene notizia
se sarai per davvero
passato a "miglior vita"
mettendo a frutto le esperienze
secondo gl'intimi
desideri irrealizzati quaggiù
e se vestirai un corpo
d'aria e sarai arco
teso sull'infinito
90
DOVE L'ANGELO
un dove di trasparenza t'assale
ti entra nei sogni
azzurro soffio di vento
sul sangue psichico
luce ferita
dove l'angelo con ala pietosa
i crudi patimenti copre e il tuo cuore
AFFLATI
2018 – 2019
1
SPERDUTAMENTE ALTROVE
(2018)
un intrico di rami
fitto a mo' di tetto -quasi
a contenere la dolce indolenza
d'un meriggiare montaliano
vastità di te solo
a spandersi
in un infinito galattico
saperti
così sperdutamente altrove
2
CALVARIO
(a San Massimiliano Kolbe)
portavo le mie quattr' ossa sul calvario
accomunato alle migliaia di sventurati
lungo i binari della morte
ti parlo
a nome di chi nome non aveva
ti parlo dalla regione del dolore
con la bocca dei morti
ove germogliano fiori
di quel perdono che non è dei vivi
3
SILLABE
pilucca sillabe
la mia anima di carta
l'attraversa noetica luce
ammicca la musa nell'azzurro
dei miei vaniloqui
epifania di voli
4
LE SCALE DI MONTALE
quante volte ho sceso scale
pensando a "quelle" di Montale
-ancor giovane ti senti e il braccio
non l' hai voluto-
e quella certa luce a flettersi
sulla mia dolce indolenza
nel sentirmi chiedere che si fà
stasera
voglia non ho di uscire -ci assediano
gli anni- sediamo sui gradini
del tempo sotto una luna menomante
(2018)
5
IN UNA SOSPENSIONE LUCENTE
dormire abbracciati -io che non
riprendo sonno-
il glu-glu-glu di colombi
sul terrazzo-
a inondarci la bianca luce
delle stelle che andranno a svanire
una mosca è il verso che mi ronza
in una sospensione lucente
sento che creando noi si viva
d' infinito
6
COSA VUOI NE SAPPIA
(parla un agnostico)
tu dici
il sopra è il sotto citando I King
ma cosa vuoi ne sappia
di capovolti cieli e dell'essere
"rivoltato" a un colpo di vento
erudiscimi allora e dimmi
cos' è la verità tu che non
la ritieni un optional
io so soltanto di terra
e non ho baricentro
lascia perdere l'anima e dimmi
se qualcuno mi ha chiesto di nascere
7
IN SOGNO
vedevo di dalì il Cristo pie(a)gato
gli orologi molli danzare
mutando forma
i lunghi colli
di modigliani curvarsi
e gli uccelli di mantegna invadere
il mio studio
lasciando deiezioni
ancora intinto nel giallo
il pennello di kandinskji
[Opera di Dalì: "Cristo di San Juan de la Cruz", 1961]
8
GEOGRAFIA DI GRAFFI
dirò di quella volta
che l'ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio
pensavo fosse finita
mentr'ero sballottato
come una cosa
poi mi guardai
la geografia di graffi
e mi toccai
inebetito
9
COME NUVOLE PIGRE I PENSIERI
di quei momenti che
come nuvole pigre i pensieri
veleggiavano verso isole di spleen
nell'essenza del sogno
e lei tenerezza
in sorrisi di rose
ad aprirti il cuore nel passare
come un arco nel cielo
10
LA SCRITTURA
torna sulla terra
pensa alla
realtà degli ultimi ai
margini
i voli non fanno
per noi
lasciamoli ai sognatori
la tua penna sia invece un fuoco
a trapassare l'essere -voce
di chi non ne ha
e la scrittura
-angelo di giustizia- si elevi
in luce
11
ORIZZONTI DI PALPITI
il cuore a specchiarsi nel grido
di luce mentre stormi
d' uccelli
disegnano asimmetrici voli
e
si mutano in forme d' animali
le nuvole
l' urgenza di ricreare orizzonti
di palpiti
su tela o bianco foglio
l' arte
è un viatico per restare
immortali
12
L'ASSENTE
è nella natura delle cose
-dici quasi rubandomi
luce dagli occhi-
che la foglia maceri rinasca
sul ramo e allo stesso modo
l'assente
ha il suo "posto" etereo e
d' un sangue e una voce vive
come invisibile radice
13
HIKIKOMORI
stiamo pulendo le strade dai sogni – tutto
così asettico e
ora non sappiamo dire
i ragazzi dove appenderanno i loro
aneliti
senza saper vedere
il giallo d' una foglia
raccogliere il grido d' un gabbiano
il virtuale li reclude
-hikikomori- nelle loro stanze
sempre più in tenera età
e il cuore annaspa
senz'aria
14
LUNGOPO'
noi due mi dici
siamo della stessa pasta
-quanto a me non so dire i difetti
la trave nel mio occhio
le anatre abboccano
le nostre briciole
tra dorati riflessi e giochi d'acqua
tu
ti mantieni bella e gli anni non sciupano
questa luminosità del viso
mi chiedo quanti inverni
ancora nelle ossa
che gemono nelle giunture
15
AUTUNNO
amore vagabondo dicevi
di smemorate carezze
nei primi versi giovanili
perché poi vagabondo
oggi non te lo spieghi
tempo
uggioso diresti uguale
mestizia
a ottenebrare il cuore
ripensi con nostalgia
alle corse tra sciabolate di sole
nella verde età fuggitiva
autunno è la stagione dei morti
17
ULISSIDE
occhi di terra e di cielo
e oceani
occhi ove vive
noetica luce
a sognare procelle e bompressi
e
un'itaca lontana
esce dalla coda dell'occhio
il tuo vascello
a circumnavigare terre di mistero
ed è casa
di mare aperto
l'anima del viaggio
18
I PASSI IN CADENZA
sei la mia spina
Rosa
pelle di pesca
ti elevi e danzi
sopra le nuvole
a corteggiarti le stelle
invidiano
gli angeli i tuoi passi
in cadenza
tra archi di luce
19
LISTA D'ATTESA
e siamo in lista d'attesa
dici con un mezzo sorriso
-dall'angolo del labbro la stessa
sigaretta mai accesa
anche vivere è un vizio che
-aggiungi scherzoso- ci dovremo
togliere un giorno
ed è umano chiedere se
possibile una dilazione al
Pantocrator
spiralante il pensiero – navigano
gli occhi in un mare
d'aria
20
IL COMPROMESSO
(divertissement)
l'hai adocchiata da tempo
la bella villetta
in cima alla collina
col suo bel giardino
e tanto verde intorno
dove possa correre
felice la tua cagnetta
e tu a fare footing
non vorresti fosse un sogno
hai anche studiato
la planimetria
sei pronto per il compromesso
e accendere un mutuo
ma di': non corri troppo
dentro il tuo sogno e
ti comprometti?
21
IN QUESTA VITA CHE VIVI
l'angelo veste una parabola
di carne
egli
la tua entità lucente
la tua statura
luce della vita messa negli occhi
22
SENZA TITOLO
un'alba cadmio
apre spazi
inusitati nel cuore
usciti dal sogno
beccano sillabe
gli uccelli di maeterlinck
in un cielo di vetro
da un luogo non-luogo
le uve dei tuoi occhi
chiamano il mio nome
genuflesso nella luce
23
NELL'OLTRE
[Parla il ragazzo che ha perso la sua amata in un incidente.]
il tuo sangue spanto -Nina-
che intinge
di deliranti arabeschi le mie notti bianche
e quell' albero con i cuori incisi
a sopravviverti – le radici impregnate
del nostro amore
ma tu anima di stella
sei nell'Oltre
24
NEI CIELI DI TORINO
nei cieli di Torino
promette pioggia livida luce
uno sguardo di sottecchi
al vicino di panchina
mentre leggo Kavafis
-le dà fastidio il fumo?-
al mio cenno spegne
garbato come ne trovi pochi
la metro e sei al centro
Porta Nuova la trovi
intasata di affaristi ed extra-
comunitari
un cappotto liso fa da coperta
ad un barbone e il suo cane
ad uno sputo è in sosta
una testarossa fiammante
tra i morti e i viventi
il mondo ha denti aguzzi
25
IL ROVESCIO
spossato sono dal mio sogno
non mi sovviene per quale ragione
nell'ondivago moto del cuore
mi disperavo e
come un agnellino piangevo
il sogno dicono
è il negativo del reale
il pianto è gioia
e lo stesso sarà entrando nell'orbita
di cieli dell'Oltre?
il rovescio dunque
di questa realtà che ci appare
per speculum in aenigmate?
mi aspetto buone nuove
prosit!
26
SOGNO DALINIANO
(splendenza rubata da un
non-dove -mi dico- questo
piccolo universo racchiuso
nel profondo di noi piccoli
universi)
mi ero
annullato in pensieri allucinati e
in un abbaglio di figure
Gala e Mae West mi sorridevano
sdentate
[Tra i famosi dipinti di Dalì: Gala, di origine russa, sua moglie e musa; Mae West, attrice, New York 1893 – Los Angeles 1980.]
27
DI LUCE DI SANGUE
sostanza
sei di luce e di sangue
le cellule cambiano di continuo e
non sei più lo stesso di prima
-com' è ogni ciclo in natura
ma eco
insopprimibile in te risuona
d'immortalità:
sempre a
superarti
a superare d'un passo la morte
28
ANGELO
angelo icona della volta
che mi vedevi da lassù
la testa all' indietro
a contemplare i lineamenti perfetti
nei tuoi occhi vedevo palpitare
il cuore della Bellezza e
m' incantavo
poi per paura
del male del mondo
la sera mi rifugiavo nel sogno
di te e toccavo il cielo
quando
dopo la mia accorata preghiera
venivi a visitarmi
29
ANSE D'OMBRE
anse d' ombre
notte bevuta sudata notte
un grumo di sangue la parola
nel bailamme l'anima dissolta
sogno sputato
l'essere svuotato di forme
ad un cielo muto appeso il grido
30
L'EGO
non è che fumo
il tuo riflettere se
al tuo (d)io t' inchini
l' interpellarti cade nel vuoto
come un assordare di cristalli
inutile imbiancarle
le pareti pregne
d' insormontabili retaggi
31
TUTTO E' ANCORA POSSIBILE
ti senti altrove e il più
delle volte fuori dal coro
ti chiedi se -nell'ordito della vita dove
si spezza la parola- ti sei perso
qualcosa – vorresti allora
rovesciarti come un guanto
riconoscerti come il
fuori del tuo dentro
aprirti a un' alba che
diradi questa
corolla di tenebre
e sai che tutto
è ancora possibile
32
COSI' ESISTE LA PAROLA
così esiste la parola
nutrita del sangue degli dei
prende il largo quello che si dice
afflato o musa ispiratrice
alla scoperta di fonèmi
fa cerchi concentrici
nel lago fondo dello spirito
33
ALLUCINOGENI
stato d' incantesimo
inventarsi un cielo
delirio che
sanguina luce
l' anima travestita
a farsi pseudo-
incarnazione di un sogno
breve estasi – amara
al "risveglio"
34
LATITANTE LA MUSA
sillabe cadute dagli occhi
l'ingoio di stelle a svanire
"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":
questo
salvi dal tuo dormiveglia – relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico
tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole – latitante
la musa
35
MIGRANTI
segni indecifrabili
lasciano lungo il percorso
come orme sulla sabbia
è stato un miraggio
la terra promessa
negli occhi pezzi di cielo
a dire l' avverso destino
resta un muto grido
di scatole nere sepolte nel cuore
36
DI GIORNI A PERDERE
nel bailamme di giorni a perdere
in virtuale ti giochi
la vita testa e croce
all'altezza di precipizi
ti avvolge il manto del vento
cogliere il fiore-essenza del tempo
dirti se l'esistere sia
quasi finzione o sogno
37
IN BILICO
giungeremo
nell'Oltre dove le ombre
parlano col vento
increduli e colmi
di lucente meraviglia – noi resi
impalpabili
essenze e vieppiù reali
tanto che ci parrà un sogno
l'aver attraversato
nella carne la morte
nel circolo del sangue
noi in bilico
un piede nel mistero
38
ALLO SPECCHIO
ho un rospo-invettiva
mi sta lì
lo raccolgo in un foglio
intanto lascio gridino le pietre
per la bellezza deturpata e
il suo esse-o-esse
per i figli del progresso dio-boomerang
dai chiusi orizzonti e una vita
di passi perduti
per l'uomo e il suo specchio
dai mille rebus irrisolti
dove confluisce la sua storia
intanto la luna
non più ispira rime e sogni
divorano topi famelici
la polpa del mondo
39
INDIVISA SOSTANZA
sono indivisa sostanza
dimora delle origini
porto il respiro di voci
tra ramate ombre
nelle trame del vento
lascio si dilegui la morte
mi vivono nella carne
illimitati cieli
mi ustiono di rosacea luce
40
QUANDO L'ANGELO
quando l'angelo verrà a chiamarti
discreto senza tromba
e avrai lasciato questo corpo frale
-burattino senza fili-
aleggerà nel cosmo la tua essenza
col bagaglio di esperienze e sogni
(quei sogni che non muoiono mai)
sarà un capriolare
di dolce vertigine
come immergerti in una pace amniotica
41
LA DOMANDA
l'abisso capovolto della croce
duemila anni
e il grido vano lacera l'aria
"Padre perché"
sasso
gettato nel lago del mistero
la domanda
a toccare una
impercettibile
morte apparente
42
A DARE SMALTO A UN SOGNO
silenzio allagato di luna – una
silhouette nella mente ondeggia
e gli arzigogoli
a dirmi vano
il ricordo sgualcito dal tempo
dalla foto color seppia
mi guardano
i suoi occhi velati di mestizia
-ah l'assedio degli anni
e il cuore
a dare smalto a un sogno sbiadito
43
SOGNAI ATLANTIDE
vaghi e ondosi pensieri
risucchiati in nero gorgo
si fecero sogno-incubo e
il sangue gridò sugli orizzonti perduti
mentre la mostruosa mano dell'oceano
ghermì in un baleno
intere terre sommergendole
e l'antica città sparì
solo un gabbiano planato
sulla bianca cresta laggiù
sembrava farmi il verso
44
CON GLI OCCHI DELL'OLTRE
con gli occhi dell' Oltre
ci guardano i morti
e tu avvolto nel sudario
delle convenzioni
tu che ti pieghi nello specchio
nel dirti quali ombre
il tuo cielo offuscano e
quale trave ri-cresce
nel tuo occhio
con lo sguardo dell' Oltre
ci vedono i morti
se stessi e i vivi
gli è dato perdonare
45
LA MANO DELL'ANGELO
(leggendo una poesia datata)
-ma è mia questa poesia?-
avviene che il sangue dirami
il suo flusso e il cuore
sia per un attimo terra
di nessuno
le immagini tornate alla luce
poco a poco
si fanno riconoscere
come rispolverate
dalla mano dell' angelo
46
UN RICCO NATALE
(essenza in fuga è il cuore
a disperdersi
tra luminarie ed epifanie del nulla)
mi sovviene quel Natale
che l' angelo si staccò da me
per chinarsi benevolo
sul derelitto sotto i portici all'addiaccio
fu il calore in quel giorno santo
a farlo sentire ancora
persona
["epifanie del nulla": espressione presa in prestito da un amico poeta]
47
DALL'INERZIA
scuotersi dall'inerzia: vegliare
con le lampade accese
nel turbinio del mondo
olio non manchi della saggezza
mentre
come acqua di fiume scorre il tempo
a riva
non cali densa tenebra
48
LO SPIRITO DELLE COSE
quell' essere consanguineo
con lo spirito delle cose – non sai a volte
che smarrimento ti prende
vivi in una bolla
di vaga luminosità e
ti si confonde il sangue con l'indaco
del cielo
l'inerzia ti tende
la mano ma senti che tutto
può ancora accadere
49
NO MAN'S LAND
ti lasci scivolare addosso
le avversità o le mille e una fake
news nonché le tragiche
morti per acqua
il movimento eludono gli occhi
di un volo
sotto una luna bislacca
sei terra di nessuno
dove non battono i tamburi del sangue
50
NEL MISTERO LUCENTE
non vedrai più per speculum
in aenigmate
assorbirà la tua essenza il Tutto
nel suo mistero lucente
sarai nella danza la danza
sarai sull'arcobaleno del cielo
sarà come abitare una casa sul mare
con lo stridio dei gabbiani e nel
sangue vivrà per sempre il fiore
della passione
ti sorprenderai
di aver contribuito a dare al mondo
la bellezza
51
RELATIVO IL TEMPO
relativo elastico
il tempo -sovvengono
gli orologi molli- i tuoi busillis
aleggiano sul vuoto
annegano
nel sangue della clessidra
annaspi nella spirale
del tempo uroborico – idolo del nulla
il tuo io si frange negli specchi
52
COME NELLA PRIMA LUCE 2
diciamo che non sai
da dove è venuta l'origine
di tutto
solo che sei
orfano di Dio
dai voce alla notte
sognando di uccelli
che volano in fondo agli specchi
e ti avvolge la bolla
di un tempo non-tempo
come nella prima luce
53
CADERE DAI CIELI DEL SOGNO
cadere dai cieli del sogno
fino allo stato di coscienza
-che ha occhi per riconoscere
il frutto proibito
avanzare su filo teso
acrobati tra nuovi barbari
votati all'arrivismo
in un battesimo di deliri
cala il sole ingoiando i sogni
la concupiscenza va di fiore in fiore
la bellezza è sfigurata e
la poesia annaspa
54
DIMENTICA
[mi giunge voce in sogno del Glorioso]
tutto dimentica come Io ho dimenticato
nelle tue preghiere mi supplichi
di liberarti dalle catene della carne
mentre urla il sangue
le "piaghe" in questo scorcio d'anni
e come può non accoglierti la luce
se tu da questa hai origine?
ti dico dimentica
i bianchi deliri della solitudine
i voltafaccia
dei giorni perduti
dimentica
come io ho dimenticato
sulla croce
55
PER STUPIRSI
per stupirsi bisogna
fermarsi
l'impossibile si fa
possibile
riconoscere ciò che sembra
umanamente assurdo:
l'anziana rimase
gravida – la vergine partorì
stupirti –
come sentirti
scricciolo sul palmo della
Sua mano
56
ETERNO PRESENTE
Lui il Giusto l' ha in tasca
la morte
dunque niente
paura: quel che diciamo
il nulla
non esiste
di terra e sangue
anelito e cielo siamo
oggi è il sempre
eterno presente
57
LA ROSA DI SANGUE
in sogno spio se
riesce a passare "qualcuno"
per la cruna
Dio non è stanco
mai dell'uomo
gl' insulti gli sputi
gli scivolano addosso
Lui perdona sempre perché "non sanno"
sempre viva è la rosa di sangue
e splende di bellezza
58
LE ISOLE DEL SOGNO
un certo alone di magia ti avvolge
ed è quello stato di grazia
che ti fa veleggiare su navi di nuvole
verso le isole del sogno
a risillabare
fonèmi e palpiti t' invita
la musa dai generosi seni
sotto una luna ammiccante
59
CHI CI DIRA'
chi ci dice dove
sarà la nostra essenza
non lo sapremo
che di là
forse
spogliata dell' io
convoglierà nella memoria cosmica
dove arde il sangue
col palpitare degli astri
in un continuum di vita
cosa saremo
chi ci dirà?
60
IN UN TEMPO SOSPESO
in un tempo sospeso
resta appesa la sillaba
a una goccia d' inchiostro
quella che non sai dire
che si avvita nei gorghi
dell' immaginario e si dibatte
per uscire da sé
il nudo respiro
lo avviluppa
un lenzuolo di sogni
61
FRAMMENTO DI STELLA
da altro sangue
a convergere i nostri destini
e tu dicevi
"trentaquattro all'alba"
di giorni da sgranare
poi Nina frammento di stella
a renderci lieta la vita
e
a reggerla tutt'oggi
siamo noi i bastoni
in un mondo dagli orizzonti incupiti
62
NELLA TUA CONTINUIRA'
ci stai ancora bene nel tuo soma
malgrado la spada di damocle degli anni
spiace un giorno
lasciare i cari libri e
l' "abitudine" alla scrittura
ma nella tua continuità
la mente espansa
avrà infiniti collegamenti e
sarai tu il motore di ricerca
sarai nel Tutto e tutto
è te -cos' altro più-
63
C'E' DEL BUONO
sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena
si riveste ad ogni ciclo
la natura – ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo
c'è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona
64
COME MONNALISA 2
simile alla monnalisa
che il tuo sguardo segue se ti sposti
è musa risvegliata l'idea latente
che in modo misterioso ti prende
corpo e anima
allora dallo stato di grazia
ti lasci portare al guinzaglio
65
DUE NOTE 2
due note
insistono nella mente
risalendo da un altrove in sogno
inducono
a una mestizia
che non sai dire
come quando intenerisce
il cuore
abbeverandosi a un filo di pietà
66
PER NASCERE FARFALLA
rivolti convenzioni
ti affidi all'inaspettato che
abita ogni tua cellula e sangue
rovesci il senso
del mondo: strato su strato
risali
cieli
per nascere farfalla
67
UN CANTO NELLE VENE
scompariremo
sì – la verità ci attende
spariremo alla vista
per essere altro: forse
vaghezza di nuvola o
sorriso di fiori
saremo volti
che galleggiano
sulla superficie del sogno
e avremo nelle vene un canto
68
Il BELLO CHE HAI DENTRO
(a una madre)
sarai o già sei musica e luce
se vivi per il bello
che ti fa vibrare le intime corde
pensi è un miracolo questo
fagottino che ti trovi in braccio
che dorme come un angioletto
nessuno potrà strapparti
il bello che hai già dentro
che ti supera
69
FIORE DEL SOGNO
fiore del sogno
ricamato di nonsensi
su sbavature di ossimori
sequenze di figure
daliniane
uscite dalla bocca della notte
fiore del sogno
che apre oblò
sul bello o sulla follia
70
SAPREMO
sapremo – io di te tu di me dei nostri
scheletri nell'armadio
di ciò che non ci siamo detti
delle ammutolite coscienze nell'ora
alta delle scelte
dove si curva l'orizzonte dei pensieri
sapremo – non per speculum
in aenigmate: trasparenti saremo
71
E OGGI CHE MI RITROVO UOMO FATTO
padre che sei rimasto di me più giovane
consumato anzitempo
una vita sul mare e le brevi
soste col mal di terra
avevi la salsedine nel sangue
così presenti
mi restano le rare passeggiate
mattutine e mai che mi avessi preso
per la strada in discesa
a cavalcioni sulle spalle
di carezze non eri capace
e oggi che mi ritrovi
uomo fatto
sai: mi fa male quel distacco
72
CONOSCERO'
[ispirandomi a David Maria Turoldo]
non oso toccare
il Tuo amore: rendimi
bianco come neve
per quel giorno che
mi si schiuderà la porta
che mi tiene nella morte
invadendomi la luce
allora
conoscerò
come sono conosciuto
73
DIRE DEL SOGNO
dire del sogno
di orologi molli e
di allucinate visioni
dell'inconscio che s'apre a ventaglio
portandoti a guinzaglio lungo
corridoi asettici senza
interruzione di porte
sentirti avvitare
nella vertigine
capriolare nell'orbita
di stato ipnagogico
risalire
al grembo-casa di mare
74
LO SPAZIO DI UN VOLO
ahi i ponti sgretolati
o pure considera quelli
detti collanti di carne e di sangue
e il desiderio che
si fa arco d'amore
filo teso d'acrobata
all'altro capo sei Nina
e mi vedi adesso
varcare fra nuvole in sogno lo spazio
di un volo fino alle tue braccia
75
DEJA'-VU
a perforare il bianco silenzio
l' eco d' un gemito lungo
corridoi e alle volte
di camere d' albergo dei suicidi
v' è un qualcosa d' ancestrale che torna
per condurti dove sei già stato
nel tuo profondo il pendolo oscilla
dì una vita trasversale
76
PER STUPIRTI
in extrema ratio
ti aggrappi a curve di sguardi
per poterti ancora stupire
conoscenza è dall'alba dell'uomo
il primo anelito
in un cielo di silenzi
il tuo richiamo si spezza
77
SE AMORE SCRIVI
salverà il mondo
la poesia? no di certo non è cosa
immanente: il suo grembo è di celesti
aneliti ed è voce
di conchiglie che fa eco nei sogni
è la smorfia del clown
il bacio
condito di lacrime in un addio
l'ala d'angelo che perde una
piuma se senza il cuore "amore" scrivi
78
L'ENIGMA
il bambino col nasino all'insù
lo sguardo è un punto interrogativo
-i suoi perché
vagano nello spazio -alati- e
cristallizzano
altro l'Enigma
-racchiuso in una bolla-
altro i perché
dall'antichissima voce
alveo di siderali lontananze
-è il sogno il nostro specchio?
-dietro il velario di carne
chi siamo?
79
L' IMMAGINARIO
[Leggendo "Finzioni" di J. L. Borges]
l' immaginario apre al volo e a squarci
di vite trasversali
realtà sfumanti
nel mistero: parvenze a rapirti
in insondabili cieli d' esagoni e sfere
porte spalancate
a risucchiarti
in innumerevoli stanze
fino agl' inaccessibili meandri
del sogno
80
UN VAGO SCANDIRE DI NOTE
ti stringe il cuore un vago
scandire di note
legate a quel ricordo di lei
reciso dalle forbici del tempo
con l'imbarazzo del ragazzo imberbe
le lasciasti due versi d'addio
chissà non sia nell'aria
la risposta e la porti nel becco
il gabbiano
che scorgi al mattino
lambire le creste dell'onda
o solo plani
a inalare respiri
d'amanti dei fondali
81
ONIRICA
altro il reale mi dico –
a trapassarmi una lama di luce
mi sveglia un'accecante
finestra-specchio
mi vive ancora una distesa
di mare
a riempirmi di serenità –
vedevo venire dal largo
i miei morti che mi sorridevano gentili
non mi sentivo carne ma solo sogno
sapevo d'essere
82
PROFUMI NINNOLI 2
[sindrome di Stendhal]
profumi pinzette ninnoli
la collana sulla specchiera
resta a dire il gesto
dell'indossare
spesso
nelle sere vuote
una mano ti attira nella tela
effigie di lei e il suo sudario
ma peschi solo sogni
di ragno
dentro la vertiginosa trama
83
NELL'ULTIMO SANGUE
ora nell'ultimo sangue
è il vuoto delle braccia
ma sai non è difficile
far rivivere
la tua figura dall'ali recise:
un po' mi consola
la visione
di te languida riversa
sull'amaca
mentre gli uccelli ti cantano
sulla testa
84
UN NON SO CHE
a volte
un nonsoche ti attira
come lo scandire di versi armoniosi
o la luce di uno sguardo
ci vedi un mare
aperto e
pescatori cotti dal sole
a prendere a morsi la vita
sognare la morte
un bimbo che piange
una donna che aspetta il suo uomo
tutto un mondo ci vedi
non sai spiegarlo
questo incantamento che ti fa star bene
questo amare la vita
85
LA VERGINE
se lo mangiava con gli occhi
il suo bambino
riscaldato dal fiato animale
dovrà -nel dolore della luce-
bagnare di lacrime i piedi della croce
Mater dolorosa – et
admirabilis
tu dal celeste manto
davanti agli ultimi ritocchi
Raffaello
insonne ti guarda rapito
DELL'INDICIBILE
2019
1
SINCRONISMO
[ispirandomi a Jung]
quando dici
nel posto giusto al momento giusto
-o sbagliato se vuoi- e ti chiedi
cos' era a spingerti:
fatalismo o un
sincronismo d' eventi
certo
non potevi non passare
da lì in quel preciso istante
-prestabilito?-
dove ad incrociarti era il tuo
alterego
2
A NUOVA PRIMAVERA
[la carenza dell'ispirazione]
sono quello spazio
che ti dice bagnami
del tuo humus come una terra
abbandonata
che implora
di ridonarmi luce
nutrirmi coi fonèmi che conosci
farmi sentire vento
che sulle ali conduca alfabeti
come una preghiera
ah rimpiango quel sillabare
di palpiti di soli
che ora in sogni monocromatici
mi appare irraggiungibile
implora
quel vuoto spazio che sono
di farmi rinascere a nuova primavera
3
LA TENTAZIONE
immagina quanto debbano
sembrare infiniti
gl' istanti della carne che urla
quando
in due è diviso l'essere
entrerebbe in te un mare
sul cui fondo
ti avviluppano tanti tentacoli
se bastassero le braccia incorporee
della mente
a liberartene
4
NOI OMBRE STAMPATE
album – libro bianco
di noi ombre stampate
vi è sospeso
il rosso grido
del fiore che anela aprirsi
fiore della nostra essenza
sdoppiata
nel tempo piegato su
quello specchio di tenebra
di figure estinte
5
ANCHE PER VOI
salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte
6
VENTO SALINO
[ispirandomi a
"Febo, cane metafisico" di Curzio Malaparte.]
alla mia cagnetta piace inalare
il vento salino
quando sulla battigia
la lascio libera e
lei va veloce come una saetta
poi arresta la corsa e
naso all'insù -lo sguardo
un punto interrogativo-
scruta un cielo carico di nubi
forse ci vede figure
strane – forse animali
come succede a noi umani
7
L'ALBERO INTAGLIATO
il bosco brulica di vita –
primavera l'albero
intagliato
lo abbraccia la luce – pende
dal ramo il sapore di un addio
il suo palpitante sanguinare
come la ferita di un tronco
fulminato
8
DI FIAMMEGGIANTI PALPITI
(ad Alda Merini)
di fiammeggianti palpiti
dicevi garbata
e a un tempo sanguigna
cantando
lo spazio dell'anima
dei voli asimmetrici e
di amori tuoi devastati
cantavi
mentre ti fuggiva
dagli occhi la vita
d'albe di sogno la luce
vedevi salire ai Navigli
e senza remore
nudo esponevi
del tuo sangue il fiore
martoriato
9
DA UNA PARABOLA
una terra "dove
scorrono latte e miele"?
breve
il tempo – vedi è già sera
prostrato
dinanzi alla Sua splendenza
di "roccia spirituale"
la voce odi che
disarma:
"dammi il tuo cuore"
10
ABBRIVIDISCE UN CIELO
un cielo abbrividisce bianco di silenzi
guarda Signore come mosche annegano
i tuoi figli – un mare di cadaveri
niente più scuote sorprende
-agonia del mondo
quando finirà: ancora e ancora
speculano sulla pelle dei miserabili
gli scafisti trafficanti di morte
11
FEBBRE AZZURRA
del senso del bene
che ti prende per mano o del
sentire indicibile
suggerito dall'angelo che non vedi
febbre azzurra
di quell'agitarsi nel sangue della musa
o dell'infinito spazio
della mente aperta al sogno
quando chiami i morti
la cui empatia
ti dona uno stato di grazia
che oltre il giorno perdura
12
NO MAN'S LAND 2
l'incognita dell'ora – sempre
a metà strada noi che siamo
terra di nessuno:
il fratello oscuro
che s'agita nel sangue
a mimare
il dolore del cosmo
penetrati da tutto il freddo
del mondo –
immersi nel mistero di noi
13
CHI TI CREDI
(contro la prepotenza e la superbia)
usi il plurale maiestatis
ma chi ti credi
aureolato tu di vacue
onorificenze
che col lupo segui la pista
del sangue
nightmare per te se
ti fronteggiasse un davide
ad abbattere con fionda quel tuo trono
di tracotanza
anche le pietre canterebbero – sì!
14
L'AFFRONTO
oltre l'età
dell'oro o della incoscienza
sbattiamo la faccia contro la notte
il primo impatto
forse quando
ci si isola perché ci hanno
gratuitamente derisi
e non sappiamo quali
"affronti" o spine o ferite
tenga in serbo la vita
per noi
sotto un mutevole cielo
15
IMMAGINI PASSEGGERE
la composizione dell'apparire
di cui è fatto il mondo – maya
se vuoi o fuoco dipinto
in questo vortice d'ombre
noi siamo
a noi stessi estranei: forse polvere
di stelle o solo immagini
passeggere
specchiate in un vacuo sogno
[fuoco dipinto: da un verso di Maria Luisa Spaziani]
16
LA LUNA NEL BICCHIERE
al quartiere della movida
addentano luccichii
bevono la luna nel bicchiere
dopo l'alto livello dei decibel
un silenzio striscia lungo i muri
tra vertigini di ebbrezza
chi saprà decifrarli
i respiri spezzati dove la parola
impastata annega
e nel cuore
incenerisce la carezza di un dio
17
LE PAROLE LEGGERE
come pensate
vogliono subito uscire nell'aria
posarsi sulla pagina-lenzuolo
sotto tante lampade
vite in fieri
chiamano legami
fan ressa una
scrematura è tuttavia
pressante
si cercano nel sangue
in epifanie di luce
18
MESSAGGERI
se li richiamiamo alla memoria o
solo diciamo il loro nome
ci rassicurano coi loro
impercettibili sussurri
per dire
eccoci
messaggeri incorporei
aleggiano su altri mondi – recepiscono
echi di tante entità –
vogliono dirci: "non siete soli"
19
GLI SPONSALI
(impressioni da un matrimonio)
banchetto luculliano e la musica
a palla il sorriso ebete da
"bicchiere di troppo"
lo spellarsi delle mani
il bacio casto la lacrimuccia
e
prima che il tempo li sciupi
l'indomani i fiori
andranno ad onorare i cari
familiari passati a miglior vita
20
SEI L'ATTESA E LA FERITA
Dio ti sognò e fece
del tuo sangue una cattedrale
sede del co-creare
sei l'attesa e la ferita
-da te così distante
fatto di abissi capovolti
e frammenti di memoria – cavalchi
il dorso del mare
dove un'itaca chiami senza voce
21
LE PAROLE
le parole giacciono avvolte
in sudari
toccate dalle mani dei morti
neo-nate
le scrive il mattino
sulle ali del vento
concepita dalla notte-madre
sanguina luce
quella che credevi smarrita
22
ED E' UN PRESENTIRE
siamo buchi neri
affamati di cielo
ed è un presentire
come una mano sulla spalla
il doppio celeste che
chiama dall' intime fibre
estrae dalle viscere la memoria e
la custodisce nell' akasha
attende il ricongiungersi
nell' abbraccio cosmico
23
COME ONDE DI LUCE
il già e il non ancora
la prima venuta e la seconda
quando
i cieli si apriranno e
come onde di luce o
purezza d' angeli
schiuderà la parusia atomi
di verità
24
I POETI
i poeti "maledetti" vanno via presto
neanche il tempo di assaporare la gloria
-gira nella testa un celebre verso
di Bellezza o di Rimbaud-
vogliono mostrarci il passo d'addio
affacciati a un cielo carico di futuro
25
SOSTA
ricalchi i miei sentieri
riflettendoti in ogni mio pensiero
angelo che da me sei
invocato
da che ti so nell'oltre
tanto somigli -uno
stravedere?- a quello della volta
che da bambino in estasi guardavo
naso all'insù per ore
oggi -pesano gli anni e aspetto
il ritorno al grembo- mi crogiolo
s'una pietra ancora calda di sole
nel giorno che declina
26
LA SPINA E LA ROSA
sin dalle acque creaturali
prerogative del cuore
la spina e la rosa
emersi da naufragi-di-sangue siamo
fioriti dagli occhi – prima
di trasmutarci nell'aria
la luce una velata "ferita"
rosa che s'asconde
27
FANTASIA 6
che se mi chiedessero
ti piace la vita da clochard
in un certo senso approverei: non fosse
altro che per sentirsi libero
come un uccello senza il burocratico cappio
(ma vedere un poveraccio morto all'addiaccio
sì che ti stringerebbe il cuore)
i vivi mangiano i vivi e i morti
sono concime per la terra
un giorno
mi piacerebbe spuntasse almeno un fiorellino
all'altezza del mio cuore rinsecchito e nero
28
IN UN DOVE RIFLESSO
(dedicata alla donna)
affido alla pagina
questo grido inchiodato
te lo vedo
in un dove riflesso
materializzarsi nel braccio
a inane difesa dai colpi ciechi
del vile
affido alla penna
il raccapriccio
per la rosa di sangue che si espande
in questi tempi oscuri
29
LA FORMA DELL'ACQUA
il nostro sangue si confonde con l'indaco
dove il volo d' una rondine s' eclissa
dietro una nube
camminiamo con i piedi nella morte
-chi più cosciente chi meno-
siamo
senza bandiera terra di nessuno
-la forma dell'acqua
è quella che la contiene
30
D' ISPIRATA LUCE
le ali azzurre della fantasia
sono vele ora e ti vedi
odisseo
a solcare i grandi mari
lambire inesplorate
terre
le vergini terre del sogno
dove s'imbeve il nascere
d' ispirata luce
preludio alla bellezza
31
LIBRO SACRO
la riga nera balza dalla pagina
è cuore sanguinante
soffio dello Spirito che accoglie
è la piaga del costato
delle mani trapassate dai chiodi
produrrà i suoi frutti
non sarà polvere nel vento
la Parola fatta pane
32
GLI ALBERI DANNO UDIENZA
il noi è scalzato dall'io
l'altro neanche più lo si calcola
la sacralità della vita è una favola
le nostre menti che
per secoli d'arte e bellezza
hanno gettato al di sopra della notte
ponti di luce
ora annaspano in un vortice mortale
palpita la terra tradita
gli alberi danno udienza agli gnomi
33
VITA ZINGARA
ama passare interi pomeriggi
appollaiato sull'albero preferito
con la frescura delle foglie
dove nella pace gli nascono poesie
o si diletta a contemplare per ore
la lunga teoria di formiche amiche
che sanno dell'aria e del sole
non del peso della vita
un' idea
sarebbe trasferire nei suoi versi
insieme all'asimmetrico avanzare
l' istinto conservativo
nel loro ben ordinato universo
nonché la frequenza dell'atto
sessuale
di cui si dovrà documentare
quest' uomo ama la vita
zingara senza cappi
gli mancano solo un paio d' ali
34
GEOMETRIE INGANNEVOLI
(della tentazione)
giorni si dipanano
in geometrie ingannevoli
il maligno si cela tra le pieghe – tu
percorri lo scintillante sentiero
dove l'esistere
s' imbeve delle radici della luce
lui è lì a spiare mentre
inconscio ti pieghi nello specchio
35
APPARENZE
qui
di noi solo apparenze
-ridimensionati siamo
-acqua e memoria un sogno di volti
delle nostre ali -dalla nascita-
abbiamo perso ogni tanto una piuma
e la chiave del cuore
-ahinoi- dimenticata in soffitta
tra arnesi fuori uso
mangiati dalla ruggine
36
RILEGGENDO
rileggendo capita mi sorprenda
la mia penna
sangue o inchiostro?
-quando le scrissi le parole
pareva aleggiassero
guidate da una mano d'angelo
o emergeva dal sogno il loro
criptato alfabeto
così dai fonèmi
ero portato al guinzaglio
37
IN DIVENIRE
vorresti
levitasse l'anima in cerchi
espansi nell'etere
mentre rappresi restano
negli occhi pezzi di cielo
cadono voci
come in frantumi di cristalli
su mari aperti -vedi-
si scrive la vita picara
38
COME CAMMELLO
come cammello da cruna
o porta stretta passerà
di là il sangue genuflesso
l' Eccelso adorando ?
esulteranno allora le tue ossa ?
chi a dirti di capovolti cieli
-rovescio dell' apparire-
se non l'angelo inavvertito ignorato
nei giorni grassi
39
IL CUORE DELLA LUCE
(Monna Lisa)
più che lo sguardo in sé
lo avviluppa il cuore della luce
entrando nel quadro
quella luce enigmatica che
lo seduce come musica lieve
sottofondo di un oltretempo
a saziare il suo cielo
un mare aperto in quegli occhi
d'inesprimibile incanto
40
CAINO
hai levato il braccio
e hai capovolto i cieli
dai recessi del sangue
rimonta la melopea selvaggia
hai sul collo il fiato di colui
che abomina la Croce
e ti trascina nel vortice osceno
41
SEMBIANZE
aiuta la vecchia foto seppia
se non ti venisse in sogno lei:
si perdono i precisi contorni
non di rado nel labirinto interiore
ah ricreare di palpiti un vago
sentire
nel tempo caduco che mastica
sembianze e ricordi
come quando nell' immobile luce
su un' altalena si dondolava la vita
42
SCATOLE NERE
scatole nere nel cuore sepolte
hanno banchettato i pesci nel ventre
del relitto ignari che la storia
del mare abbia un sangue e una voce
sul fondale il salone
è un acquario dove sullo specchio
piace immaginare
-resistita al tempo- una scritta
buffa col rossetto -ma jolie-
la coda dell' occhio
ha impresso
un ovale di donna ottocentesca
43
PALPEBRA DEL CIELO
(estiva)
giocare con le nuvole
raffiguranti capre o cavalli
confondersi queste con i pensieri
allucinati di uno stato ipnagogico
lungo il nastro autostradale
per te l'estate si è chiusa
con un forte temporale agli scorci di luglio
con ombrelloni divelti e fuggi fuggi
a chi dirai
non ci sono più stagioni – sì
che ammicca una palpebra del cielo
44
BARBARIE
vedi passarti l' esistere – vivi
il fuori del tuo dentro – ti
appare "un sogno la vita"?
-e il dolore quello
del corpo crocifisso
o lacerato da cavalli in
direzioni opposte? ti fai
un film entri in un' era
di barbarie
tuttavia la nostra
a quella -ahinoi!- s' ispira
(Pedro Calderòn de la Barca – 1600-1681 – "La vida es sueño")
45
IN UN DOVE
in un dove che non sappiamo
dicono c' è festa perenne
il vino giammai manca
è il sangue della fratellanza
in un oltre che non conosciamo
il leone giacerà con l'agnello
noi abbracceremo
senza braccia chi ci aggrada
in una cosmica kermesse
dove non vi sono cuori ostili
46
APEIRON
la luce-energia
fatta densa
nella materia si oscura
di che siamo fatti dunque?
energia del cosmo
stretta a imbuto
in un tempo rallentato?
forse
corpi-in-prestito che
si leveranno dal letto di tenebra
per sfociare in un
altro mare?
47
LA VERGINE 2
la bellezza che ti colse
rosa d'amore
t'imporporava il viso di fanciulla
era il fiat
la bellezza fatta persona
ala d'angelo
a custodirti
non ti preservò dalle brutture del mondo
Mater dolorosa
pie(a)gata eri ai piedi della croce
48
POESIA E'
la poesia è traduzione
da una lingua sconosciuta
è dall' Origine –
dal Verbo
è lettere storte sull'acqua
poesia è del vento e della foglia
è il cuore delle stelle o la musica
della pioggia sulle tegole
la fiamma che arde
della nostalgia di Dio
49
SI LEVAVA ALTO NELLA LUCE
(a Pablo Neruda)
sia il tuo verso la ferita
a farsi nuova voce – lettera
di fuoco – j'accuse
(nella terra di sangue e d' amore
si levava alto nella luce
il tuo Canto generale
a cui facevano coro i morti ammazzati)
50
DA QUEL DOVE CHE T'HA ACCOLTO
(certe volte sembrava che un punto
ci attraesse oltre le nuvole – o
almeno così era per me)
e dunque anche tu
adesso mi precedi
varcando il mistero
con la valigia di sogni
non mi aspetto un fischio da quel dove che
t' ha accolto
-per te sempre estraniante
a ragione: essendo noi
mortali
51
CANTO DI SIRENE
la normalità non esiste: la vita
è una continua sorpresa
in luce-ombra navigante nel sangue
saltate le coordinate
-farfalle di fumo- niente
di più facile che canto di sirene
svii
dallo scavo del profondo ove il Sé
si manifesti
52
VERRA' IL TEMPO
c' è tempo e tempo
quello della gioia quello del dolore
la vita ti ha insegnato a piangere
non puoi chiedere di essere liberato
se è stabilito
che il cornuto ti debba stare dappresso
con la tagliente sua lingua biforcuta
verrà il tempo
-oltre il tuo lento morire-
a rimarginare le ferite della luce
ora nello specchio
vedi agitarsi le ombre dei tanti
io vissuti
i tuoi errori
53
LEVARSI IN FIORE
(la crisalide si posa
sulle dita dell'alba)
muore
l'animale resta l'entità
dell' origine
Mente infinita espansa
inondata di luce
ed ecco l'anima levarsi
in fiore
54
CORTEGGERO' LA BELLEZZA
trasvolerò mari d'aria
tra galassie interstellari
stanco di questo mondo ipocrita
troverò assegnato un posto
secondo i meriti
dove abiterò per sempre
lì corteggerò la bellezza
presentita mai conosciuta
sulla terra
55
LA PAROLA CHE SANGUINA
colgo la parola che sanguina:
scrivo la vita che
si alterna tra naufragi e
benedizioni
ulisside impenitente
rammendo le mie vele
reduce da viaggi psichici
ho dimestichezza con la morte
con la stessa naturalezza
del mio sapermi eterno
TRASPARENZE
2019- '20
1
GIOBBE
Signore liberami
da questa gravezza della carne
-ora mi pesano gli anni
come macigni-
ascoltami – quando
il sangue grida le ferite della luce
ed io come giunco mi piego
in arida aria
2
MUSICA SACRA
mi attirarono le note dell'organo
il tempo si era fermato e
fu come uscire fuori da me
uno sconosciuto luogo di pace
mi accolse
non era sogno o visione: quella musica
sacra era divenuta parte
di me del mio spirito
mentre mi avvolgeva una luce
noetica
in empatia con gli angeli e i morti
3
L'EGO 3
apri il giorno
come una scatoletta
-usa e getta
ti affidi alle vacuità dell'oroscopo
la tua nonchalance
dove ti porta
il cul-de-sac che imbocchi
ti si ritorce in un grido
ti dico svuotati
abbandona l'io: fa'
che confluisca nell'immenso mare
del noi
dov' è condivisione
ché svii da quelle insidie
dell' abbraccio mortale
la vita ti sia una colomba
che si posi sulla mano
4
NECROSI
cos' è che ti cresce?
fa senso vedere – cellule
morte si autoespellono
attraverso il dito in
sudorazione
porti con te questa escrescenza
pendula a mo' di piccola
cresta o mini-veliero se
ci lavori di fantasia
infine la bruciatura e
te ne liberi
al limite -pensi-
eliminare le impurità è forse
aspirare all'angelo
5
L'AMORE CHE SAPPIAMO
l'amore dal volto della Bellezza
quello che avvicina
all'assoluto
non è di qui
l'amore che sappiamo
quello che ci lascia un cangiare di nuvole
ad adombrare aride spiagge
ci assalirà con un vuoto
ad ogni sospiro
dolore d' una perdita
dall' origine del mondo
6
IN QUESTO GIORNO STORDITO DI LUCE
in questo giorno stordito di luce
il mio lavoro incessante
di sole
per gli ultimi
i senza voce
i perseguitati che Lorca cantava
per i bambini scandalizzati
dal prelato
-meglio per lui dice il Vangelo
legarsi una pietra al collo
il mio è questo grido che rilancio
contro le sbarre dell' indifferenza e
la viltà di chi trama nel buio
di una notte di pietra
di chi gira sul proprio asse
ombra che sanguina nel vento
di chi segue la pista del sangue
e ha il passo pesante
sopra la tenerezza
canto per la dignità dell'uomo
che fa della sua insopprimibile libertà
ali di luce
a lambire le fonti del sogno
7
DELL'IMMAGINARIO (DEL SOGNO)
li vedevo salire dal mare
dal grande mare aperto
i miei morti che dispensavano sorrisi
era esplicito il loro invito
lo si leggeva negli occhi forti
di luce
ma una vocina dal di dentro
mi diceva
che non era giunto il tempo
8
BOCCHE DI CHITARRE
alla sua morte per fucilazione
anche le chitarre emisero lamenti –
a un ordine dei generali
dalle loro bocche uscirono insetti
bibliofagi
a divorare pagine e pagine
di versi sparsi per il mondo
ma lo spirito del popolo è vivo
la memoria è vasta come il mare –
venne ricomposto il poema
insanguinato
fino all'ultimo rigo-respiro
si può uccidere un poeta
non la poesia
(Federico Garcia Lorca, 1898 – 1936)
9
IL CASO E' QUEL PER CENTO
tutto è convenzione e il caso
è quel per cento che fa il destino
se ci troviamo
nel posto giusto al momento giusto
-o al contrario- è quella
sincronicità indimostrabile
che fa ruotare i mondi e noi
non siamo che
mistero a noi stessi
piccoli astri
Sincronicità: concetto di Carl Gustav Jung, 1875-1961
10
TRA LA BESTIA E L'ANGELO
tra la bestia e l' angelo
corda tesa sull' abisso
nel divario della mente dove destrieri
scalpitano inesausti
bivaccano i tuoi fantasmi
o si mimetizzano tra
la fantasiosa tappezzeria dei divani
semmai si annoiassero sai
dove trovarli: a giocare ore
e ore con le nuvole
tenendo al guinzaglio i sogni
11
LE IMPRONTE CHE HAI LASCIATO
fermatosi il giro del tuo sangue
non avrai più nome né voce
le impronte che hai lasciato?
impigliati ai rami
fra cirri e nembi
l'essenza dei tuoi versi sparsi
i ricordi i sogni gli io che fosti
forse dal fondo dello specchio
riaffioreranno
-in una luce ferita-
quelle immagini a un moto del cuore
12
IN QUESTO MOMENTO SOSPESO
il guanciale intriso di sogni
tu languida ti volti per un bacio
come calamite i corpi si attraggono
lenta c' inonda la luce dell' alba
sembra quasi
che la pineta affacciata sul mare
ora entri nella nostra camera -noi
rami in un ricambio di foglie-
anche in questo momento sospeso
si può sentire un assaggio d' eterno
13
NEI CIELI DELL'INCONOSCIBILE
e in quel momento ora x
è solo un restituire
consegnare le ferite
alla terra
la luce degli occhi al cielo
e
farsi plurale
ponti di luce nella Mente espansa
a invadere e aprire varchi
dove ali di un già presentito
sogno -aperte
per il volo-
si librano nei cieli dell'inconoscibile
14
PICCOLI MONDI
essere in sintonia
-cuore e mente-
con l'universo
come nel sogno abbandonato
il corpo -noi piccoli mondi
nell'alto mare aperto:
ulissidi
a lambire
terre dell'inconoscibile
nella pienezza dei sensi
15
LA POESIA CHE CI SALVA
la poesia
è la bellezza che ci salva
da questo stare inadeguati nel mondo
vedi
con la poesia non si scherza
(a parte palazzeschi e qualche altro)
essa vuole nascere dal sangue
macerarsi nel profondo fino a
mettere ali
non lo crederai ma i fonemi
aspettano solo d' essere chiamati
la costruzione
va da sé dev' essere armonica
come un diapason
col traboccare delle emozioni
16
NUGOLI D'ANIME
riposano i corpi mentre la notte
ha tra le braccia nugoli d' anime
rivolte verso la stessa fonte di luce
ondivaghe
fuori dal guscio esse aleggiano
insinuandosi nei meandri del sogno
si trovano a percorrere
corridoi interminabili
o tra vertigini di spazi
a capriolare
si trovano in ambienti familiari
rivivono déjà-vu
17
RINASCERE NEGLI OCCHI
all'inizio nel tempo
primigenio
il primo stupore in un volo
ai piedi dell'angelo
sarà poi precipizio della luce
ma si resta
nella memoria della rosa
che vuole rinascere negli occhi
18
A GUIDARTI LA MANO
vedi un gabbiano planare – tu
assiso s' uno scoglio nella
calura di luglio qualche verso abbozzi
sarà tautologico ma è quanto
ti sale da dentro:
"siamo di terra ma lo sguardo dice
la celeste origine – la sua
luce dove l'anima dimora"
è aspirazione alla bellezza
a guidarti la mano:
non con inchiostro ma col sangue
scrivi
19
A PRESCINDERE
questo uscire rientrare nell'alveo celeste
è racchiuso in un tempo
rallentato
un lampo nel cuore dell' universo
t' è stato messo nel cuore il senso
dell'eterno – a prescindere
ogni giorno ti riscopri vivo
come il seme
20
AL PARCO 2
gli prepari il posto a tavola
come quando era in vita lo senti
vicino gli parli in sussurri e
con dolcezza
son passati tre anni da quando
lo portavi in carrozzina al parco
-nell'incipiente primavera gli alberi
mettevano folte chiome-
e ogni tanto ti fermavi
per asciugargli un filo di bava pendente
ricordi
le sue parole: chi non si dona
mangia se stesso
21
ALBA
nella luce che sale
generosa sei
come musa che l'abbrivio dà
col primo verso
-aria
di vetro – parola sospesa
come andare in mare aperto
sogno o stato di grazia
22
ALLE PORTE DEL MARE
cicatrici di luna il rosso grido
delle estati lunghe sulla pelle
quando liberavi le ansie
inchiodate alle porte del mare
di sandokan emulando nelle
ore di canicola
le scorribande a perdifiato pei vicoli
cerbottane e bandane
prestandosi al magico
rituale
con vele e bandiere
panni stesi nell'accecante sole
23
ANCHE TU A PRECEDERMI 2
un salto a volo d'angelo
a superarti nella luce
una luna assonnata
ti sovrasta –
ammiccano stelle
anche tu
a precedermi -amico di penna-
sulla via dell'Inconoscibile – uscito
sei dal cerchio d'ombra
dal quadrante dove batte
l'ora del mondo
24
ANDANTE
dopo l'ultima pioggerellina
i saltabeccanti passeri
muovono una piccola danza sul mio davanzale
troveranno le briciole della mia colazione
m'immagino in sottofondo
un andante di vivaldi
e
nello sdilinquire del cuore
mi si apre il cielo
25
ANELITI D'INFINITO
è la vela rossa della Passione
a prendere vita nel tuo sangue spanto
nella luce
ti dai d'amore in aneliti
d'infinito
anima persa per rive sfiorite
negli occhi
26
ANTINOMIA LA MORTE 2
rinfranca il pensiero d'essere
immortale -e già dalla ferita della
creazione lo sei-
la morte ti cerca?
uscito dal guscio tu sarai altro
l'anima libera sarà dai lacci
lo spazio mentale onde di luce e amore
niente d' imprevisto se la morte
non ti sorprenda più della vita
27
ASSONANZE 2
aureolato di fumo
vaga il pensiero nei meandri del sogno
s'aggriccia il foglio sotto
l'impulso della penna in cerca
della giusta assonanza o
d'una metafora felice
in enfasi il cuore
s'abbevera
alla fonte generosa della musa
28
BREVE IL TEMPO
ti ricorderanno un giorno?
ti sorprendi
a evocare oggi i tuoi fantasmi
altro tempo
età dell'oro quando
il sangue sparpagliato nella luce
semidio ti levavi
come in volo
ora ingrigisce il giorno
chi a ricordarti?
29
CIELI CAPOVOLTI
nel cavo del grido
deflagra rombo di tuono e
scalpitano nella testa
destrieri impazziti
egli non vede
più il corpo della madre
solo cieli capovolti e
accovacciato in un angolo
della parete che separa
vita da vita
trascorre le ore vuote suonando
l'ocarina
30
COME INVISIBILE RADICE
ricordi
ventenne o giù di lì:
pane amaro i primi timidi
tentativi
ti vedi chino
su fogli e fogli fitti
i pindarici voli
le cadute
come invisibile radice
quel virgulto
negli anni
ha preso vita e sangue
31
COME NELLA PRIMA LUCE
si è
legati al cordone del sogno
quello viscerale – che ci vede
come nella prima luce
destare in noi l'angelo
svogliato – lasciare si schiuda
il fiore dell'anelito
in un canto – che abbracci
la sacralità della vita
32
CONTROSENSO
no non ha senso questo tempo
frantumato fra le dita
-c'inseguono le lancette di kronos
i bambini giocano all'ikea
e non nei prati
i genitori hanno tempo solo per loro
cosa pensa -se pensa- quel pesce che agonizza
soffocato dalla plastica? che questo
è il peggiore dei mondi possibili?
33
COSA DICE IL CUORE
fu il caso o il destino
a farli incontrare
all'uscita del discount sotto l'ombrello
lei la sua verve
lui il suo magnetismo
prima che se ne avvedessero
erano finiti a letto
quanto durò la storia se storia fu?
dalla sera alla mattina – un lampo
cosa dice il cuore
dove ti porta non lo sai spiegare
34
COS'E' LA POESIA
la poesia è indefinibile
fa tremare i polsi
è l'abbraccio di un albero
il sorriso di un bambino
la poesia
nasce dal sangue e ha dimora celeste
quando si partorisce una poesia
ti si aprono i cieli
poesia
è dove l'angelo perde una piuma
35
CRUNA DI LUCE
come quel file danneggiato che non
si riesce a eliminare: diciamo un po' simile
lo stato d' animo di chi non si sente
realizzato ed è la sua anima
un buco nell'immenso
ti sarà capitato un file corrotto:
ti sta sui cosiddetti ed è come
la vita che gira in tondo -i suoi
ingranaggi che non combinano
-ma dopotutto un file
è un file -dici
quel suo bel titolo 'cruna di luce'
"chiave" non ha e nemmeno
il cammello ci può passare
36
C'E' DEL BUONO
sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena
si riveste ad ogni ciclo
la natura – ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo
c'è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona
37
DA CHE SEI NELL'OLTRE
corpo -dicevi-
di esperienze ricettacolo?
smesso che hai quell'abito -soma-
il tuo Sé manifesti
che attraversi i mondi
da che sei nell' Oltre
rinato come a primavera
l'albero nudo
38
DA UN IMPERSCRUTABILE SENTIRE
ti attraversano come una luce sottile:
sono sempre con te i tuoi morti
mai andati svaniti -ci crederai?-
saldano le tue radici
"vivendo" con te ancora: ubiqui e
onnipresenti
da un imperscrutabile sentire
puoi percepirne al tuo fianco la presenza
sono essi a suggerirti in un soffio
semmai ti giunga
una ispirazione
sostano dentro gli specchi
si fanno tuoi consiglieri
quando non sai deciderti
sul colore di un maglione da indossare
allucinate presenze
ti accompagnano in quel mondo parallelo
ch'è la regione del sogno
39
DAL MIO POSTO PROTETTO
mi "nascondo" nel corpo
da me emergono alfabeti
afflati
enunciate sillabe
mentre
questo che mi contiene
ha un piede nella morte
dal mio posto protetto
complice una luna che m'ispira
mando messaggi di luce
a volte
me li suggerisce un angelo
40
DAL SUO SANGUE SI LEVA ALTO
(ad Aung San Suu Kyi)
non violentate più la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto alla
compassione
non schernite più la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte
dal suo sangue si leva alto
il grido di fierezza
all' unisono con l' oppresso popolo
.
[Sul finire degli anni '80, Aung San Suu Kyi fonda la Lega Nazionale della Democrazia. Il regime birmano la condanna agli arresti domiciliari per 5 anni, poi per altri 15, e infine a 3 anni di lavori forzati, prima di essere liberata definitivamente. Viene insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1991.]
41
DALL'IMMAGINE SPEZZATA
risalendo dall'immagine
spezzata
fino all'ultima ferita
in un sol grido rivivono
squarci d'identità che furono
te
li inghiottirà una
fuga di luci
bava
di ragno a
tesser latitanze
42
DEGLI ABUSI
strillai come un aquilotto
di lacrime inondai il banco:
sollevato da terra
per le orecchie
dalla capa 'e pezza Angela
(spero oggi un angelo)
per aver iniziato il quaderno di bella
con un grossolano errore
-abusi oggi come ieri
solo che un tempo erano "sommersi"
.
(capa 'e pezza: in gergo la suora; Angela, nome fantasia)
[il grave errore consisteva nell'aver scritto "geofrafia" invece di "geografia".]
43
DI FOSFENI E NUBI
a labbra di luce poesia mi desti
da assonnate rive
vaghezza
vi transita di fosfeni e nubi
ove intoccabili sogni
dimorano
44
DI LUCE L'ABBAGLIO
colma la bocca
di luce l'abbaglio
della veste
sentivo nelle ossa un fuoco
come lazzaro
mi sono levato
e andavo leggero come nell'aria
45
DI PALPITI DI LUCE
bianca colomba si posa
su creste di pensieri
invertigina l'essere
tra fluttuanti sillabe
in un capriolare di palpiti di luce
46
DI QUA DEL VELO 2
(non qui né altrove:
semplicemente essere
nel Tutto
-porta della conoscenza)
di qua del velo di maya
trottola del tempo
consuma il suo perno
nella palpebra del sole
un embolo d'ombra dimora
che insanguina il vento
47
DI SGUARDI E' IL SOGNO
di sguardi è il sogno o polvere
della creazione noi polvere
del sogno noi sogno di Dio
tra intermittenze
di fòsfeni veleggia
l' "occhio" per inesplorati lidi
48
DOVE L'ANGELO 3
ti dici quale angelo – quello
delle favole? mentre nel cuore
ti alberga il grido stridulo
del risentimento
-nell'ordine cosmico
è il boomerang che non vedi
dov'è l'angelo ti dici
semmai salga dal fondo
di te a illuminarti?
vieppiù continui a respingere
mani tese
in un cielo bianco di silenzi
49
D'UN SOGNO
casa sul mare dove vidi
la luce
sulla porta un ritaglio di cielo
a visitarmi i miei morti
venuti sembra
dal mare
sorridermi mentre
mi vedono
con naturalezza librarmi
falena contro il soffitto
50
EMARGINATO
quest'uomo: tristezza
d'albero nudo
avanzo di vita aperta
ferita
-occhi scavati
che perdono pezzi
di cielo
quest'uomo
puntato a dito
quest'uomo fatto
torcia
per gioco
51
ENERGIA COSMICA
(a Stephen Hawking, in memoria)
ci partorì un oceano di energia
noi minuscoli granelli
finita infinità
dai buchi neri insondabili
forse nuovi mondi
nascono – inarrivabili
soli
non siamo in questa
vertiginosa vastità
in infiniti
cerchi
spaziamo
[finita infinità: da un verso di Emily Dickinson]
52
FASE REM
aprono il mondo della mente
facendosi presenze
i dolci animali d'acqua e cielo
nel vortice di luce
ti si rapprende negli occhi il volo
e l'argenteo guizzo
appena desto
-assimilando ancora frammenti
di visioni-
chiederai all'onda all'uccello al vento
la chiave l'origine che
dall'apparire traspare
53
FONEMI
nella bocca della notte
-la luna sopra il petto-
il letto è un mare dove sillabe
perdono sangue
"e il naufragar" non è che di parole-
carne slabbrati fonèmi
a far piovere
nelle tasche del cuore
54
HIKIKOMORI
un vivere a ritroso
le spalle all'oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l'ombra e l'anima
.
Hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E' il fenomeno di ragazzi che vivono di "rapporti" virtuali chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.
55
IL BUIO DEGLI ANNI
(a tutte le vittime per la giustizia)
negli occhi delle primavere
violentate
il buio degli anni
di piombo
la pioggia di sangue
la vostra morte
luminosa
il sangue delle vostre primavere
di là dal buio
dell'ora
ecco levarsi alto
come un urlo
al centro della storia